IL

SANTO VANGELO DI GESÙ CRISTO,

SECONDO ST. LUCA.

INTRODUZIONE

San Luca era un medico, nativo di Antiochia, metropoli della Siria, e molto abile nella lingua greca, come dimostrano sufficientemente i suoi scritti. In alcuni manoscritti antichi è chiamato Lucio e Lucano. Alcuni ipotizzano che fosse dapprima gentile e pagano, e si convertì dalla predicazione di San Paolo ad Antiochia; altri, che originariamente era un ebreo e uno dei settantadue discepoli.

SS. Ippolito ed Epifanio dicono che, udendo da nostro Signore queste parole, chi non mangia la mia carne e non beve il mio sangue, non è degno di me, si è ritirato e ha lasciato il nostro Salvatore, ma è tornato alla fede alla predicazione di S. . Paolo. Ma per lasciare l'incerto, san Luca fu discepolo, compagno di viaggio e compagno di lavoro di san Paolo. Di lui si suppone che parli san Paolo: (2 Corinzi viii.

18.) Abbiamo inviato con lui (Tito) anche il fratello, la cui lode è nel vangelo, per tutte le chiese: e ancora, Luca, il medico più caro, ti saluta: (Colossesi iv.) e, solo Luca è con me. (2 Timoteo iv.) Alcuni sono del parere che, come dice spesso san Paolo nelle sue Epistole secondo il mio vangelo, egli parli del vangelo di san Luca. Questo evangelista non ha imparato il suo vangelo da S.

Paolo solo, (che non era mai stato con nostro Signore nella carne), ma anche dagli altri apostoli, come lui stesso ci informa all'inizio del suo vangelo, quando dice, secondo come ce li hanno consegnati; che, fin dall'inizio, furono testimoni oculari, ( greco: autoptai) e ministri della parola. Il suo vangelo, quindi, scrisse mentre lo udiva; ma gli Atti degli Apostoli, dalle proprie osservazioni; ed ambedue, come alcuni credono, all'incirca nello stesso tempo in cui finisce la sua storia degli Atti, verso l'anno di Cristo 63.

Ma l'opinione ricevuta ora è che San Luca scrisse il suo vangelo in Acaia, nell'anno 53, dieci anni prima della sua stesura degli Atti, apposta per contrastare le favolose relazioni riguardanti Gesù Cristo, che diverse persone avevano cercato di tramandare il mondo. Non sembra, come osserva Calmet, che abbia mai letto i vangeli di San Matteo e di San Marco... Insiste principalmente nel suo vangelo su ciò che riguarda l'ufficio sacerdotale di Cristo; perciò gli antichi diedero, delle quattro rappresentazioni simboliche, menzionate in Ezechiele, quella del bue, o vitello, a S.

Luca, come emblema dei sacrifici. Visse 84 anni nel celibato, fu crocifisso a El\'9ca, nel Peloponneso, vicino all'Acaia, e fu sepolto nella chiesa degli apostoli, a Costantinopoli, città nella quale furono traslate le sue spoglie, insieme a quelle di S. Andrea e S. Timoteo, nell'anno 357, per ordine dell'imperatore Costanzo. Quando questa chiesa fu riparata, per ordine di Giustiniano, i muratori trovarono tre casse di legno, nelle quali furono sepolti i corpi di questi santi.

Baronius menziona che la testa di San Luca fu portata da San Gregorio da Costantinopoli a Roma, nell'anno di Cristo 586. San Luca scrive un greco più puro di qualsiasi altro agiografo; tuttavia molte parole siriache e giri di espressioni ricorrono sia nel suo vangelo che negli Atti degli Apostoli; alcuni anche che imitano il genio della lingua latina. Cita la Scrittura secondo la Settanta e non dopo il testo ebraico.

S. Paolo, nelle sue Epistole, cita generalmente il Vangelo nel modo più conforme a S. Luca, come si può vedere nei seguenti casi; 1 Corinzi xi. 23. e 24. cap. xv. 5. I Marcioniti avrebbero ricevuto solo il vangelo di san Luca, e da questo hanno ridimensionato i primi due capitoli, sulla nascita di Gesù Cristo, e hanno ammesso solo dieci epistole di san Paolo, come Tertulliano e san.

Epifanio hanno osservato. Marcione abbracciò gli errori di Cerdon: a questi ne aggiunse altri, figli del suo stesso cervello. Cominciò a diffondere le sue nuove opinioni a Roma, intorno all'anno di Cristo 144. Non riusciva a credere come uno spirito, come l'anima umana, potesse essere rinchiuso in un corpo, essere soggetto all'ignoranza, alla debolezza, al dolore; né in che modo, né per quale fine, il grande e buon Signore, creatore degli spiriti, avrebbe potuto così degradarli.

La rivelazione, che ci insegna la caduta del primo uomo, non apparve ai Marcioniti per risolvere la difficoltà, poiché il primo uomo era composto da un'anima spirituale e da un corpo terrestre; credevano inoltre che un Dio onnipotente, onnipotente, avrebbe dovuto impedire la caduta dell'uomo. Non c'è da stupirsi quindi che si rifiutassero di adottare i primi due capitoli di San Luca, che contengono le nascite miracolose di Gesù e del suo precursore [Giovanni Battista]; come anche vari testi delle porzioni molto scarse delle sacre Scritture che il loro gruppo scelse di conservare.

Ma cosa mostra questo? che la tradizione, in primo luogo, deve essere ammessa, per informarci che cos'è l'autentica Scrittura; e, in secondo luogo, un'autorità ecclesiastica infallibile, per informarci qual è l'interpretazione genuina del testo autentico. Senza l'assistenza della tradizione apostolica e dell'autorità della Chiesa, qualsiasi Cercatore potrebbe (anche con l'assistenza della Bibbia auto-interpretante di Brown, in 2 voll.

4a.) stia sicuro, che abbia ben compreso i punti controversi della Sacra Scrittura; che la sua, e nessun'altra interpretazione, era il senso genuino di queste parole misteriose, quando fu informato che la maggior parte delle società dotte e degli individui dotti davano un'interpretazione ampiamente diversa agli stessi testi. Questa libertà di esporre la Scrittura, mediante la ragione e lo spirito privato non assistiti, fu il primo germe della diffusione quotidiana crescente di sette ed eresie; questo è il nucleo, che, dopo essersi avvolto come la cometa, in molta nebulosa oscurità, termina in una coda infuocata, di portata portentosa, i cui effetti rovinosi possono essere impediti solo da un rapido ritorno ai principi primi, alla tradizione apostolica e Autorità della Chiesa.

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