Commento, spiegazione e studio di Salmi 119:51-56, verso per verso
I superbi mi cuopron di scherno, ma io non devìo dalla tua legge.
Io mi ricordo de' tuoi giudizi antichi, o Eterno, e mi consolo.
Un'ira ardente mi prende a motivo degli empi, che abbandonano la tua legge.
I tuoi statuti sono i miei cantici, nella casa del mio pellegrinaggio.
Io mi ricordo la notte del tuo nome, o Eterno, e osservo la tua legge.
Questo bene mi è toccato, di osservare i tuoi precetti.