LA SORVEGLIANZA DEL GREGGE

'Pasci [pasci, RV] il gregge di Dio che è in mezzo a te, prendendo [l'esercizio, RV] la sorveglianza.'

1 Pietro 5:2

«Pasci», scrive l'Apostolo, «pasci il gregge di Dio che è in mezzo a te». Nelle parole "nutrire" o "accudire", la vecchia e la nuova versione dell'Epistola cercano allo stesso modo di dare un equivalente appropriato alla parola greca di San Pietro, il cui significato completo è "fai il lavoro di un pastore", "pastore". ,' 'pascolano' il gregge. Non so se la vecchia parola "nutrire" non sia buona almeno quanto la nuova "tenda". 'Fai l'ufficio di pastore': la frase ci rimanda con il pensiero, se non all'Antico Testamento, a Mosè e ai Profeti, almeno ad alcuni versetti precedenti del Nuovo.

C'è, per esempio, il pastore di san Luca 15, la cui pecora, una su cento, si allontana dall'ovile, ed è seguita dal proprietario attento finché non ha trovato il vagabondo e la porta a casa. C'è, ancora, il Buon Pastore di S. Giovanni 10, che provvede all'ovile e al pascolo delle proprie pecore, in tutte le sue numerose greggi; li conosce e li chiama ciascuno per nome, guidandoli (non guidandoli) mentre "entrano e escono e trovano pascolo", e che non solo segue le pecore smarrite sui monti come il pastore di S.

Luca e S. Matteo, ma, in loro difesa, "dà la vita per le pecore". Ancora, in Ebrei 13 c'è l'identificazione specifica del Pastore nelle parole: "Il Dio della pace, che ha risuscitato dai morti quel grande Pastore delle pecore, nostro Signore Gesù Cristo". E infine, nella nostra presente Lettera ( 1 Pietro 2:25 ) l'Apostolo chiama nostro Signore il 'Pastore e Vescovo' delle anime del suo popolo.

I. Ecco, dunque, il modello del pastore cristiano, per quanto lontano possa venire meno della sua piena simmetria. — Pastori del gregge di Dio, non possiamo porci standard di studio o di imitazione inferiori a quelli di nostro Signore. Entrando a nostro carico, non solo secondo la Sua istituzione, ma, per mezzo di Lui quale vera e propria 'Porta' dell'ovile, dobbiamo copiare il Suo santo amore per il gregge, la Sua instancabile operosità nel provvedere al loro sostentamento spirituale e alla loro salute, nel cercare e portandoli in comunione nella Sua vita e grazia, e il Suo sacrificio di sé per loro conto; come Lui ei suoi grandi seguaci, 'spendendo ed essendo spesi' per la loro causa, 'non contando nemmeno la vita', in vista di compiere il ministero ricevuto dalle sue mani, per amore della Chiesa che ha comprato con la sua vita.

C'è una parola che forse riassume tutte le caratteristiche del vero pastore; e questo è "principale". In Ebrei 13 il clero della Chiesa è indicato due volte con una parola greca che, in entrambe le versioni, è resa 'quelli che governano': 'Ubbidisci a quelli che ti governano', che ora sono i tuoi pastori; e "Ricordati di coloro che dovevano governare", il tuo ex clero ora deceduto. La traduzione è senza dubbio corretta.

Tuttavia, secondo il genio della lingua e della civiltà greca, il sovrano teoricamente non era altro che il capo, e non, come in alcune altre regioni, il coercitore o il guidatore delle persone sotto il suo dominio. E a me stesso la parola ha sempre suggerito la descrizione di sé del grande Maestro in relazione al gregge: "Egli va davanti a loro, ed essi seguono, perché conoscono la sua voce".

II. Se vogliamo esservi al vostro servizio — mentre voi, non meno di noi, dovete seguire Cristo e «spingere verso il segno» posto dinanzi a noi tutti allo stesso modo — noi, tuttavia, se facciamo il nostro dovere, dobbiamo stabilire il ritmo; mai per simpatia con te, ma senza mai permettere a quella simpatia di raffreddare il nostro ardore o di ritardarci nel seguire Colui che guida sia te che noi. San Paolo esortò i suoi fratelli cristiani a seguirlo, come Egli seguì Cristo.

Ma quando alcuni di loro, cedendo alle seduzioni della mondanità e della sensualità, rimasero irrimediabilmente indietro, lui da parte sua non osò indugiare, ma ricordandosi che la sua patria, la sua casa, era il paradiso, si spinse verso di esso, respingendo ogni ingombro per non dopo tutto manca la corona.

"Pascola" il gregge e "prendetene la supervisione". Questa frase, come forse saprai, è l'equivalente di una parola da cui deriva la nostra parola "vescovo", e implica una commissione per esercitare l'ufficio episcopale, almeno nel senso primitivo, in cui era quasi universale quando il L'epistola è stata scritta. Che cos'era, allora, quel senso primitivo?

III. Il termine impiegato implica necessariamente, non solo gli uffici pastorali, ma una sovrintendenza e direzione generale tale da rendere più efficace l'intera organizzazione, rafforzando le parti e i collegamenti più deboli del sistema, integrando il sistema quando necessario, correggendo i difetti e gli errori con la parola e l'esempio salutari, e, ogni volta che l'occasione lo richiede, stando tra il gregge e il lupo, tra la Chiesa ei suoi nemici, non importa quale rischio personale per il vescovo stesso.

L'autorità è ovviamente implicita, un'autorità regolamentata, per così dire un'autorità costituzionale. Il vescovo, per governare bene, deve obbedire bene; non come signore del gregge, ma come loro esempio. Il suo esempio deve illustrare le sue ingiunzioni, che sono ugualmente sanzionate dalla Parola di Cristo e dalle leggi della Chiesa che hanno quella Parola per il loro autentico principio. Si dice che i "governanti" o capi dell'Ebreo 13 "guardino alle anime" di coloro che governano, in quanto essi stessi possono essere chiamati a "rendere conto" dal comune Signore di tutti, quell'unico vero Vescovo dei vescovi poiché Egli è anche Signore dei signori.

E tutta questa responsabilità e autorità combinate obbligano sicuramente il vescovo, ancor più dei suoi conservi cristiani, chierici o laici, non solo, come raccomandò san Paolo a Timoteo, a "prestare attenzione alla lettura, all'esortazione e all'insegnamento", ma alla preghiera anche: preghiera per il supplire di tante molteplici necessità come le sue, intercessione per i suoi fratelli chierici e per i suoi conservi cristiani, specialmente quelli della sua custodia e diocesi.

Guardate l'esempio così come il precetto dei grandi vescovi apostolici. 'Mi inginocchio per te'; 'Vorrei che sapeste quale conflitto ho per voi', il conflitto è continuato in ginocchio, per voi e per le Chiese della vostra regione. Così scriveva Paolo a Efeso ea Colosse. L'omissione di vegliare e pregare portò alla disastrosa caduta di San Pietro. La pratica della preghiera, nell'esercizio della 'fede', è S.

La prescrizione di Pietro in tempo di pericolo come l'unico segreto di una vittoriosa resistenza all'Arci-nemico della Chiesa, il leone in agguato nel suo stato d'animo più feroce. Più grande di tutti, il Pastore e Vescovo che ci ha salvati con la sua passione e morte, ci ha salvati e ci salva non meno con la sua incessante preghiera, le preghiere delle notti insonni e dei giorni di ritiro sulla terra e, come crediamo, le preghiere dei suoi 'intercessione eterna' per il Suo popolo in cielo.

Vescovo GE Moule.

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