Cosa significa Giobbe 28:1-18? Commento, spiegazione e studio biblico versetto per versetto — gratis.
Ha una miniera l'argento, e l'oro un luogo dove lo si affina.
Il ferro si cava dal suolo, e la pietra fusa dà il rame.
L'uomo ha posto fine alle tenebre, egli esplora i più profondi recessi, per trovar le pietre che son nel buio, nell'ombra di morte.
Scava un pozzo lontan dall'abitato; il piede più non serve a quei che vi lavorano; son sospesi, oscillano lungi dai mortali.
Dalla terra esce il pane, ma, nelle sue viscere, è sconvolta come dal fuoco.
Le sue rocce son la dimora dello zaffiro, e vi si trova della polvere d'oro.
L'uccello di rapina non conosce il sentiero che vi mena, né l'ha mai scorto l'occhio del falco.
Le fiere superbe non vi hanno messo piede, e il leone non v'è passato mai.
L'uomo stende la mano sul granito, rovescia dalle radici le montagne.
Pratica trafori per entro le rocce, e l'occhio suo scorge quanto v'è di prezioso.
Infrena le acque perché non gemano, e le cose nascoste trae fuori alla luce.
Ma la Sapienza, dove trovarla? E dov'è il luogo della Intelligenza?
L'uomo non ne sa la via, non la si trova sulla terra de' viventi.
L'abisso dice: "Non è in me"; il mare dice: "Non sta da me".
Non la si ottiene in cambio d'oro, né la si compra a peso d'argento.
Non la si acquista con l'oro di Ofir, con l'onice prezioso o con lo zaffiro.
L'oro ed il vetro non reggono al suo confronto, non la si dà in cambio di vasi d'oro fino.
Non si parli di corallo, di cristallo; la Sapienza val più delle perle.