• Atti degli Apostoli 27:8

    e costeggiandola con difficoltà, venimmo a un certo luogo, detto Beiporti, vicino al quale era la città di asea.

  • Atti degli Apostoli 27:9

    Or essendo trascorso molto tempo, ed essendo la navigazione ormai pericolosa, poiché anche il Digiuno era già passato, Paolo li ammonì dicendo loro:

  • Atti degli Apostoli 27:10

    Uomini, io veggo che la navigazione si farà con pericolo e grave danno, non solo del carico e della ave, ma anche delle nostre persone.

  • Atti degli Apostoli 27:11

    Ma il centurione prestava più fede al pilota e al padron della nave che alle cose dette da Paolo.

  • Atti degli Apostoli 27:12

    E siccome quel porto non era adatto a svernare, i più furono di parere di partir di là per cercare d'arrivare a Fenice, porto di Creta che guarda a Libeccio e a Maestro, e di passarvi l'inverno.

  • Atti degli Apostoli 27:13

    Essendosi intanto levato un leggero scirocco, e credendo essi d'esser venuti a capo del loro proposito, levate le àncore, si misero a costeggiare l'isola di Creta più da presso.

  • Atti degli Apostoli 27:14

    Ma poco dopo, si scatenò giù dall'isola un vento turbinoso, che si chiama Euraquilone;

  • Atti degli Apostoli 27:15

    ed essendo la nave portata via e non potendo reggere al vento, la lasciammo andare, ed eravamo portati alla deriva.

  • Atti degli Apostoli 27:16

    E passati rapidamente sotto un'isoletta chiamata Clauda, a stento potemmo avere in nostro potere la scialuppa.

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