Matteo 26:1

XXVI. (1) La parte del racconto evangelico in cui ora entriamo è comune, per quanto riguarda i fatti principali, a tutti e quattro i Vangeli, e ciò conferisce ad ogni suo dettaglio un interesse speciale. Non possiamo ignorare il fatto che porta con sé anche alcune difficoltà peculiari. I primi tre V... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:2

DOPO DUE GIORNI È LA FESTA DELLA PASQUA. — Supponendo (come fanno supporre i fatti del caso, ma vedi Note su Giovanni 13:1 ) che l'Ultima Cena abbia coinciso con l'effettiva festa pasquale, il momento in cui le parole furono pronunciate sarebbe o un certo tempo in quello che dovremmo chiamare il mar... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:3

QUINDI ASSEMBLATI INSIEME. — Impariamo da Giovanni 11:49 . che il piano, per quanto riguardava Caifa, era stato formato prima, subito dopo la risurrezione di Lazzaro. Quello che era successo da allora - l'ingresso del re, l'espulsione dei cambiavalute, il modo in cui nostro Signore aveva sconcertato... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:4

CHE POTESSERO PRENDERE GESÙ CON SOTTIGLIEZZA. — Il piano implicito in queste parole e in quelle che seguono (“non in giorno di festa”) sembrerebbe essere stato accelerato nella sua realizzazione dall'inaspettato tradimento di Giuda. Avevano intenzione di aspettare che la festa fosse finita, ma la te... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:6

ORA, QUANDO GESÙ ERA A BETANIA. — La narrazione è data fuori dal suo giusto ordine a causa della sua connessione (come indicato nel racconto di San Giovanni) con l'atto del Traditore. San Giovanni lo fissa ( Giovanni 12:1 ) a sei giorni prima della Pasqua, _cioè_ la sera che precedeva l'ingresso in... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:7

VENNE DA LUI UNA DONNA. — Apprendiamo da S. Giovanni ( Giovanni 12:3 ) che questa era Maria, sorella di Lazzaro. È difficilmente concepibile (a meno che non congetturiamo che sia entrata velata e che solo San Giovanni l'abbia conosciuta) che gli scrittori dei primi due Vangeli, o coloro da cui hanno... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:8

QUANDO I SUOI DISCEPOLI LO VIDERO. — C'è un singolare restringimento dei limiti nelle tre narrazioni. San Marco riferisce che "alcuni si erano indignati"; San Giovanni ( Giovanni 12:4 ), conoscendo chi aveva sussurrato la prima parola di biasimo, fissa il giudizio poco caritatevole su “Giuda Iscario... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:9

QUESTO UNGUENTO POTREBBE ESSERE STATO VENDUTO PER MOLTO. — San Marco e San Giovanni concordano nel dare il computo del Traditore. Potrebbe essere stato venduto per trecento _denari,_ il salario di un operaio per quasi un anno intero ( Matteo 20:2 ), sufficienti _per_ sfamare una moltitudine di oltre... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:10

PERCHÉ INFASTIDIRE LA DONNA? - Il greco è più enfatico: "Perché dai guai?" San Marco usa una parola per descrivere la loro condotta che spiega il versetto. “mormoravano contro di lei”, o meglio, la _rimproveravano aspramente. _Uno dopo l'altro dei mormoratori emisero le sue amare rimostranze. HA FA... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:11

HAI I POVERI SEMPRE CON TE. — Nostro Signore ha trattato l'obiezione dei mormoratori per conto proprio, come se fosse genuina, e non rimprovera apertamente la disonestà del principale obiettore. Ma lo sguardo e il tono, e il solenne pathos delle parole: "Io non sempre", devono aver fatto sentire il... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:12

L'HA FATTO PER LA MIA SEPOLTURA. — Le parole devono essere cadute con una strana tristezza nelle orecchie dei discepoli e degli altri invitati. Attendevano che «subito apparisse il regno di Dio» ( Luca 19:11 ), e attendevano l'alba dell'indomani come l'ora della sua vittoria e del suo trionfo. L'en... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:13

OVUNQUE QUESTO VANGELO SARÀ PREDICATO. ‑ La predizione tendeva, naturalmente assumendo l'estensione del vangelo, a realizzare il proprio compimento, ma la previsione in tale momento di quell'estensione universale può ben prendere il suo posto tra le prove di una prescienza non meno che divina. Altri... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:14

POI UNO DEI DODICI, CHIAMATO GIUDA ISCARIOTA. — Il racconto di san Giovanni ci porta, come è stato detto, a collegare l'atto di tradimento con il fatto appena registrato. C'era la vergogna, e quindi la rabbia, della colpa scoperta; c'era l'avidità di guadagno che era stata derubata del bottino attes... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:15

FECERO ALLEANZA CON LUI PER TRENTA SICLI D'ARGENTO. — La ricompensa era relativamente piccola, apparentemente sul prezzo di mercato di uno schiavo comune ( Zaccaria 11:12 ); ma i capi dei sacerdoti (Caiafa ei suoi compagni) videro attraverso la sordida bassezza dell'uomo e, come se disprezzassero si... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:17

IL PRIMO GIORNO DELLA FESTA DEGLI AZZIMI. — San Marco e San Luca, scrivendo per i lettori gentili, aggiungono la spiegazione che fu allora che la Pasqua doveva essere uccisa. La precisione con cui tutti e tre i primi Vangeli sottolineano il fatto non lascia spazio a dubbi sul fatto che essi consider... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:18

A UN UOMO SIMILE. — La parola greca è quella usata quando lo scrittore conosce, ma non si cura di menzionare, il nome dell'uomo cui si fa riferimento. San Marco e San Luca raccontano il segno che è stato dato loro. Dovevano incontrare un uomo "che porta una brocca d'acqua" e seguirlo. e dovevano ved... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:19

PREPARARONO LA PASQUA. — Può essere bene mettere insieme i fatti che queste poche parole implicano. I due discepoli, dopo aver visto che la stanza era “arredata”, i tavoli disposti, probabilmente a forma di _triclinio_ romano _,_ e le panche ricoperte di cuscini, avrebbero dovuto acquistare l'agnell... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:20

SI SEDETTE CON I DODICI. — Riservando speciali Note ai Vangeli che contengono le narrazioni, possiamo qui ricordare le parole di forte commozione con cui si aprì la festa ( Luca 22:15 ), la disputa tra i discepoli, probabilmente legata ai luoghi in cui erano occupare a tavola ( Luca 22:24 ), e la pr... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:21

UNO DI VOI MI TRADIRÀ. — Le parole sembrerebbero essere state volutamente vaghe, come per suscitare in chi le ha udite un interrogativo. Non avevano, è vero, condiviso la stessa colpa del Traditore, ma avevano ceduto a tendenze che avevano in comune con lui e che li stavano trascinando al suo livell... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:22

ERANO ESTREMAMENTE ADDOLORATI. — San Giovanni ( Giovanni 13:22 ) descrive i loro sguardi perplessi e interrogativi, il sussurro di Pietro a Giovanni, la risposta di nostro Signore al discepolo prediletto, annunciando il segno con cui doveva essere indicato il traditore. Tutto questo passò apparentem... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:23

COLUI CHE AFFONDA LA SUA MANO CON ME. — Meglio, _quello che si è immerso,_ come di un atto appena compiuto. Sembra probabile da quanto segue che queste parole furono dette anche solo a pochi dei discepoli, diciamo ai quattro che erano più vicini al loro Maestro. Difficilmente possiamo pensare che Gi... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:24

IL FIGLIO DELL'UOMO VA COME È SCRITTO. — Le parole sono notevoli come primo riferimento diretto dell'imminente passione e morte alle Scritture che profetizzavano del Messia. Fu stabilito che il Cristo dovesse soffrire, ma tale nomina non rese gli uomini meno liberi agenti, né diminuiva la colpa del... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:25

ALLORA GIUDA, CHE LO TRADÌ... — Le parole sembrano pronunciate con spirito di temeraria sfida, che san Giovanni indica dicendo che «dopo l'ubriacatura Satana entrò in lui» ( Giovanni 13:27 ). Il suo Maestro (lo chiama con il solito titolo d'onore, Rabbi) conosceva davvero la sua colpa? Sembrerebbe d... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:26

MENTRE STAVANO MANGIANDO. — Di nuovo dobbiamo rappresentarci un intervallo di silenzio, rotto dall'atto o dalle parole che seguirono. La consueta “grazia” o benedizione era stata pronunciata all'inizio della festa. Ora, presa una delle focacce azzime, pronuncia di nuovo una formula solenne di benedi... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:27

PRESE LA COPPA E RESE GRAZIE. — Il migliore MSS. omettere l'articolo; rendendolo così, " _una_ tazza". Nel successivo rito della Pasqua, la coppa del vino (o meglio, del vino mescolato con l'acqua) veniva fatta girare tre volte nel corso della cena. Una di queste tazze era stata fatta circolare la s... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:28

PERCHÉ QUESTO È IL MIO SANGUE DEL NUOVO TESTAMENTO. — Meglio, _questo è il Mio sangue dell'Alleanza; _il miglior MS. omettendo la parola “nuovo” sia qui che in San Marco. Probabilmente è stato introdotto nei successivi MSS. armonizzare il testo con la relazione di san Luca. Supponendo che la parola... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:29

NON BERRÒ D'ORA IN POI DI QUESTO FRUTTO DELLA VITE. — Letteralmente, _prodotto della vite. _Sarebbe forse meglio tradurre, _non berrò,_ come implicante l'accettazione di ciò che era stato ordinato da Dio piuttosto che un atto di volontà. Le parole ci portano in una regione di simbolismo mistico. Mai... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:30

E QUANDO AVEVANO CANTATO UN INNO. — Questa chiusura della cena sembrerebbe coincidere (ma qui il lavoro dell'armonista non è facile) con il “Alzati, andiamo di là” di Giovanni 14:31 , e, se sì, dobbiamo pensare a la conversazione in Giovanni 14 come intervenuta tra la partenza di Giuda e l'istituzio... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:31

TUTTI VOI SARETE OFFESI A CAUSA MIA. — Possiamo pensare alle parole come pronunciate in una fase iniziale di quella passeggiata serale. Corrisponde in sostanza a Giovanni 16:32 , ma sembra che sia stato pronunciato più bruscamente. PERCUOTERÒ IL PASTORE E LE PECORE DEL GREGGE SARANNO DISPERSE. — La... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:32

DOPO CHE SONO RISORTO. — Nostro Signore si riferiva a queste sue parole in seguito ( Matteo 28:16 ), ma sembrano essere cadute allora inascoltate alle orecchie dei discepoli, e presto dimenticate. Nessuna aspettativa di risurrezione è rintracciabile nella loro condotta successiva.... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:33

ANCHE SE TUTTI GLI UOMINI SARANNO OFFESI. — S. Matteo e S. Marco collocano il vanto di Pietro, e la predizione del suo rinnegamento, dopo che i discepoli ebbero lasciato la camera degli ospiti; San Luca ( Luca 22:23 ) e San Giovanni ( Giovanni 13:37 ) concordano nel metterlo davanti. È appena possi... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:34

MI RINNEGHERAI TRE VOLTE. — L'accordo di tutti e quattro gli evangelisti pone il fatto della predizione al di fuori di ogni ombra di dubbio, e la previsione che essa implica è ovviamente più di una visione generale dell'instabilità del carattere del discepolo, e comporta una potenza essenzialmente s... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:35

ANCHE SE DOVREI MORIRE CON TE. — Sebbene fosse il primo ad annunciare la decisione, Peter non era solo in essa. Tommaso aveva parlato come parole prima ( Giovanni 11:16 ), e tutti si sentivano pronti ad affrontare la morte per amore del loro Maestro. Per loro era stato non solo "giusto", ma "buono... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:37

PRESE CON SÉ PIETRO E I DUE FIGLI DI ZEBEDEO. — I tre favoriti, come prima alla Trasfigurazione, e nella camera della morte in casa di Giairo ( Matteo 17:1 ; Marco 5:37 ), furono scelti tra gli eletti. Le loro professioni di devozione giustificavano, per così dire, la convinzione che essi, almeno, p... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:38

POI VIENE GESÙ... — Nell'intervallo tra Matteo 26:35 , dobbiamo probabilmente collocare i discorsi in Giovanni 15 (il riferimento alla vite, suggerito probabilmente da uno che metteva le foglie all'inizio della primavera) , Giovanni 16 , e la grande preghiera di intercessione in Giovanni 17 . Poiché... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:39

È ANDATO UN PO' PIÙ LONTANO. — San Luca aggiunge ( Luca 22:41 ) "a proposito del lancio di una pietra". Gli otto furono lasciati, possiamo credere, vicino all'ingresso del giardino; i tre, “a parte da soli”, più avanti; il Maestro, inoltre, da solo. I tre udirono le parole che uscivano dalle sue lab... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:40

EGLI VIENE AI DISCEPOLI. — Forse a entrambi i gruppi — prima dei tre e poi degli otto. Tutti dormivano allo stesso modo - come aggiunge tipicamente san Luca, "dormivano per il dolore". COSA, POTRESTI NON GUARDARE ...? — Letteralmente, _eri così incapace di guardare? _San Marco ( Marco 14:37 ) indiv... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:41

GUARDA E PREGA. — La prima parola è eminentemente caratteristica dell'insegnamento di nostro Signore in questo periodo ( Matteo 24:42 ; Matteo 24:42, Matteo 25:13 ). Divenne la parola d'ordine dei primi discepoli ( 1 Corinzi 16:13 ; Colossesi 4:2 ; 1 Tessalonicesi 5:6 ; 1 Pietro 5:8 ). Ha lasciato... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:42

SE QUESTA COPPA NON PUÒ PASSARE DA ME. — C'è un lieve cambiamento di tono percepibile in questa preghiera rispetto alla prima. È, per parlare alla maniera degli uomini, come se la convinzione che non fosse possibile che la coppa potesse passare da Lui fosse venuta con più piena chiarezza davanti all... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:43

VENNE E LI TROVÒ DI NUOVO ADDORMENTATI. ‑ Il motivo di questo ritorno possiamo credere con reverenza che sia stato, come prima, il desiderio di simpatia umana in quell'ora di terribile agonia. Ora non li sveglia né parla loro. Li guarda con tristezza, ed essi incontrano il suo sguardo con stupore sb... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:44

DIRE LE STESSE PAROLE. — Il fatto è suggestivo, poiché indica che c'è una ripetizione nella preghiera che indica non formalismo, ma intensità di sentimento. Forme inferiori di dolore possono, per così dire, giocare con il dolore e variare le forme della sua espressione, ma l'agonia più profonda e ac... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:45

DORMI ADESSO E RIPOSATI. — C'è un'evidente difficoltà in queste parole, seguite, come sono così immediatamente, dal «Alzati, andiamo», del versetto successivo. Potremmo, in un primo momento, essere inclini a vedere in loro un'ombra di implicito rimprovero. “Dormi adesso, se dormire in tali condizion... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:46

ALZATI, ANDIAMO. — È ovvio che quest'ultima clausola non comporta alcun suggerimento di fuga, ma piuttosto un invito ad affrontare il pericolo.... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:47

UNA GRANDE MOLTITUDINE CON SPADE E BASTONI. — Il racconto di san Giovanni ( Giovanni 18:3 ) è più completo. La moltitudine comprendeva (1) la banda (non “ _una_ banda”, come nella versione Autorizzata), _cioè_ la coorte (la stessa parola Atti degli Apostoli 10:1 ) di soldati romani inviati da Pilato... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:48

CHIUNQUE BACERÒ. — È probabile, dalle note usanze (1) degli Ebrei e (2) dei primi Cristiani ( Romani 16:16 ; 1 Tessalonicesi 5:26 ) che questo fosse il solito saluto dei discepoli al loro Maestro. San Giovanni, si può notare, non fa menzione del segno; probabilmente perché qui, come altrove, cerca... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:49

SALVE, MAESTRO. — Meglio, _Rabbi,_ sia S. Matteo che S. Marco ( Marco 14:45 ) che danno la parola ebraica. La parola greca per "hail" è un po' più familiare di quanto l'inglese sia diventato per noi. Era, possiamo credere, il solito saluto dei discepoli.... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:50

AMICO, PERCHÉ VIENI? — La parola è la stessa di Matteo 20:13 ; Matteo 22:12 ; e "compagno" e il vecchio e non ancora obsoleto "mate" inglese si avvicinano al suo significato. Nel greco classico era usato dai compagni di guerra, o marinai, l'uno dell'altro. Socrate lo usava nel conversare con i suoi... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:51

UNO DI QUELLI CHE ERANO CON GESÙ. — È notevole che, sebbene tutti e quattro i Vangeli registrino il fatto, solo San Giovanni ( Giovanni 18:10 ) registra i nomi sia del discepolo che ha colpito il colpo (Pietro) sia del servo che ha attaccato. La reticenza dei primi tre Vangeli in questo caso, come i... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:52

TUTTI QUELLI CHE PRENDONO LA SPADA. — Il resoconto di San Matteo è qui il più completo. San Marco non riporta nessuna delle parole; San Luca ( Luca 22:51 ) dà solo l'espressione calmante: "Soffrite fino a questo punto"; San Giovanni ( Giovanni 18:11 ) aggiunge al comando di mettere la spada nel fode... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:53

CREDI CHE IO NON POSSA ORA PREGARE...? — C'è una strana e suggestiva mescolanza del possibile e dell'impossibile in queste parole. Se si fosse portato a pronunciare quella preghiera, sarebbe stata esaudita. Ma non poteva pregare così se non sapeva che era in armonia con la volontà del Padre suo, e g... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:54

COME SI ADEMPIRANNO DUNQUE LE SCRITTURE? — Le parole indicano ciò di cui si può parlare con riverenza come la fonte della pace e della calma che erano venute all'anima umana di nostro Signore dalle profondità della sua agonia. Tutto ciò che era più acuto e più amaro faceva parte di una disciplina pr... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:55

SIETE USCITI CONTRO UN LADRO? — Meglio, _contro un ladro con spade e bastoni. _La parola è la stessa usata in Giovanni 18:40 , di Harabba, e indica il capo brigante di una banda senza legge come distinto dal ladruncolo di città o villaggi. OGNI GIORNO SEDEVO CON TE MENTRE INSEGNAVI NEL TEMPIO. — L'a... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:56

MA TUTTO QUESTO È STATO FATTO. — Meglio, _ma tutto questo è avvenuto. _Le parole, sebbene coincidano nella forma con quelle di Marco 1:22 , sono, come vediamo da Marco 14:49 , non un commento dell'evangelista, ma la stessa testimonianza di nostro Signore ai discepoli e alla moltitudine, che il tradi... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:57

A CAIFA IL SOMMO SACERDOTE. — San Giovanni solo, probabilmente dalle speciali facilitazioni che possedeva come noto al sommo sacerdote, registra l'esame preliminare davanti ad Anna ( Giovanni 18:13 ; Giovanni 18:19 ). Era ovviamente inteso a trarre dalle labbra di nostro Signore qualcosa che potess... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:58

PETER LO SEGUÌ LONTANO. — Troviamo dal racconto di san Giovanni, qui molto più completo, che fu attraverso di lui che Pietro trovò ammissione. Sedette nella “corte” “con i servi” (meglio, _ufficiali,_ come in Giovanni 18:18 ) e gli schiavi, che, nel gelo dell'alba, avevano acceso un fuoco di carbone... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:59

HA CERCATO FALSA TESTIMONIANZA. — Il tempo del verbo greco implica un continuo processo di ricerca. Il tentativo di trarre i materiali per la condanna dalle labbra dell'imputato era fallito. La legge di Mosè richiedeva almeno due testimoni ( Deuteronomio 17:6 ; Deuteronomio 19:15 ), e questi, è natu... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:61

QUESTO TIZIO HA DETTO: SONO IN GRADO DI DISTRUGGERE IL TEMPIO DI DIO. — È notevole che i due Vangeli che riportano l'accusa non riportino le parole in cui essa ebbe il suo punto di partenza. Apparentemente, la seconda purificazione del Tempio ( Matteo 21:12 ) aveva ravvivato la memoria della prima e... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:62

NON RISPONDI NIENTE? — Dà una punteggiatura diversa, non _rispondi tu nulla a ciò che questi testimoni contro di te? _come una domanda. La domanda implica un lungo silenzio, mentre testimone dopo testimone enunciava le loro goffe falsità, il cui effetto non è facile da realizzare senza un più che co... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:63

TI SCONGIURO PER IL DIO VIVENTE... — L'appello fu di una solennità insolita. Tutto il resto non era riuscito a rompere il silenzio, ma questo lo avrebbe sicuramente svegliato. Tecnicamente, il giuramento così prestato all'imputato aveva la natura di un giuramento di computazione, come quello riconos... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:64

HAI DETTO. — Il silenzio è stato rotto come si aspettavano. Era davvero ciò che le parole che avevano pronunciato implicavano. Inoltre, era anche il Figlio dell'uomo della visione di Daniele 7:13 ( Daniele 7:13 ), il Capo di un regno eterno. Nessuna parola in tutto il Vangelo è più decisiva contro l... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:65

ALLORA IL SOMMO SACERDOTE SI STRAPPÒ LE VESTI. — L'atto fu un segno formale di condanna quasi quanto l'indossare il berretto nero da parte di un giudice inglese. I giudici in un processo ebraico per blasfemia erano tenuti a strapparsi i vestiti in due quando le parole blasfeme venivano pronunciate,... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:66

È COLPEVOLE DI MORTE. — Nell'inglese moderno la parola “colpevole” è quasi sempre seguita dal crimine che un uomo ha commesso. Nell'uso più antico era seguito dalla punizione che l'uomo meritava. (Comp. Numeri 35:31 .) La decisione, per quanto riguarda l'assemblea, è stata unanime. La sentenza è sta... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:67

POI GLI HANNO SPUTATO IN FACCIA. — Apprendiamo da San Marco ( Marco 14:65 ) e da San Luca ( Luca 22:63 ) che questi oltraggi furono perpetrati non dai membri del Sinedrio, ma dagli ufficiali che avevano in custodia l'imputato , e che, sembrerebbe, approfittarono dell'intervallo tra le due riunioni d... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:68

PROFETIZZACI, TU CRISTO. — Le parole derivano il loro punto dal fatto registrato da San Marco ( Marco 14:65 ), che gli ufficiali avevano bendato il loro prigioniero. Era in grado, attraverso il suo potere soprannaturale, di identificare coloro che lo colpivano?... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:69

ORA PIETRO SEDEVA FUORI NEL PALAZZO. — Meglio, si _era seduto in aula. _La parola resa "palazzo" qui e in Matteo 26:58 , è strettamente il cortile o quadrilatero attorno al quale è stata costruita una casa. Può essere bene riunire l'ordine delle tre volte ripetute smentite dell'Apostolo. (1) Al suo... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:72

CON UN GIURAMENTO. — Una volta fatto il passo verso il basso, la caduta del discepolo fu fatalmente rapida. Dimentico del comando del suo Signore che vietava ogni uso di giuramenti nel linguaggio comune ( Matteo 5:34 ), non rifuggiva dall'invocare il nome divino, direttamente o indirettamente, per a... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:73

LA TUA PAROLA TI TRADISCE. — Il _patois_ galileiano era probabilmente più forte quando parlava sotto l'influenza di una forte eccitazione. Si diceva che avesse, come caratteristica principale, un'espressione confusa e densa delle lettere gutturali dell'alfabeto ebraico, così che non potevano essere... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:74

MALEDIRE E GIURARE. — Dalle due parole possiamo inferire che usò qualche comune formula di esecrazione, come, _ad esempio,_ «Dio faccia così a me e anche di più» ( 1 Re 19:2 ; 1 Re 20:10 ), così come il formula del giuramento, "Per il cielo" o "Per il tempio". IMMEDIATAMENTE IL GALLO CANTÒ. — Solo... [ Continua a leggere ]

Matteo 26:75

PIETRO SI RICORDÒ DELLA PAROLA DI GESÙ. — San Luca registra ( Luca 22:61 ) che fu in quel momento, probabilmente mentre passava dalla camera del consiglio, schernito e schiaffeggiato dagli ufficiali, che "il Signore si voltò e guardò Pietro". Quello sguardo, pieno, dobbiamo credere, della più tenera... [ Continua a leggere ]

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