1 Re 18:1-46

1 Molto tempo dopo, nel corso del terzo anno, la parola dell'Eterno fu rivolta ad Elia, in questi termini: Va', presentati ad Achab, e io manderò la pioggia sul paese".

2 Ed Elia andò a presentarsi ad Achab. Or la carestia era grave in Samaria.

3 E Achab mandò a chiamare Abdia, ch'era il suo maggiordomo. Or Abdia era molto timorato dell'Eterno;

4 e quando Izebel sterminava i profeti dell'Eterno, Abdia avea preso cento profeti, li avea nascosti cinquanta in una e cinquanta in un'altra spelonca, e li avea sostentati con del pane e dell'acqua.

5 E Achab disse ad Abdia: "Va' per il paese, verso tutte le sorgenti e tutti i ruscelli; forse troveremo dell'erba e potremo conservare in vita i cavalli e i muli, e non avrem bisogno di uccidere parte del bestiame".

6 Si spartirono dunque il paese da percorrere; Achab andò da sé da una parte, e Abdia da sé dall'altra.

7 E mentre Abdia era in viaggio, ecco farglisi incontro Elia; e Abdia, avendolo riconosciuto, si prostrò con la faccia a terra, e disse: "Sei tu il mio signore Elia?"

8 Quegli rispose: "Son io; va' a dire al tuo signore: Ecco qua Elia".

9 Ma Abdia replico: "Che peccato ho io mai commesso, che tu dia il tuo servo nelle mani di Achab, perch'ei mi faccia morire?

10 Com'è vero che l'Eterno, il tuo Dio, vive, non v'è nazione né regno dove il mio signore non abbia mandato a cercarti; e quando gli si diceva: Ei non è qui, faceva giurare il regno e la nazione, che proprio non t'avean trovato.

11 E ora tu dici: Va' a dire al tuo signore: Ecco qua Elia!

12 Succederà che, quand'io sarò partito da te, lo spirito dell'Eterno ti trasporterà non so dove; io andrò a fare l'ambasciata ad Achab, ed egli, non trovandoti, mi ucciderà. Eppure, il tuo servo teme l'Eterno fin dalla sua giovinezza!

13 Non hanno riferito al mio signore quello ch'io feci quando Izebel uccideva i profeti dell'Eterno? Com'io nascosi cento uomini di que' profeti dell'Eterno, cinquanta in una e cinquanta in un'altra spelonca, e li sostentai con del pane e dell'acqua?

14 E ora tu dici: Va' a dire al tuo signore: Ecco qua Elia! Ma egli m'ucciderà!"

15 Ed Elia rispose: "Com'è vero che vive l'Eterno degli eserciti di cui son servo, oggi mi presenterò ad chab".

16 Abdia dunque andò a trovare Achab, e gli fece l'ambasciata; e Achab andò incontro ad Elia.

17 E, non appena Achab vide Elia, gli disse: "Sei tu colui che mette sossopra Israele?"

18 Elia rispose: "Non io metto sossopra Israele, ma tu e la casa di tuo padre, perché avete abbandonati i comandamenti dell'Eterno, e tu sei andato dietro ai Baali.

19 Manda ora a far raunare tutto Israele presso di me sul monte Carmel, insieme ai quattrocentocinquanta profeti di Baal ed ai quattrocento profeti d'Astarte che mangiano alla mensa di Izebel".

20 E Achab mandò a chiamare tutti i figliuoli d'Israele, e radunò que' profeti sul monte Carmel.

21 Allora Elia s'accostò a tutto il popolo, e disse: "Fino a quando zoppicherete voi dai due lati? Se l'Eterno è Dio, seguitelo; se poi lo è Baal, seguite lui". Il popolo non gli rispose verbo.

22 Allora Elia disse al popolo: "Son rimasto io solo de' profeti dell'Eterno, mentre i profeti di Baal sono in quattrocentocinquanta.

23 Ci sian dunque dati due giovenchi; quelli ne scelgano uno per loro, lo facciano a pezzi e lo mettano sulle legna, senz'appiccarvi il fuoco; io pure preparerò l'altro giovenco, lo metterò sulle legna, e non v'appiccherò il fuoco.

24 Quindi invocate voi il nome del vostro dio, e io invocherò il nome dell'Eterno; e il dio che risponderà mediante il fuoco egli sia Dio". Tutto il popolo rispose e disse: "Ben detto!"

25 Allora Elia disse ai profeti di Baal: "Sceglietevi uno de' giovenchi; preparatelo i primi, giacché siete i più numerosi; e invocate il vostro dio, ma non appiccate il fuoco".

26 E quelli presero il giovenco che fu dato loro, e lo prepararono; poi invocarono il nome di Baal dalla mattina fino al mezzodì, dicendo: "O Baal, rispondici!" Ma non s'udì né voce né risposta; e saltavano intorno all'altare che aveano fatto.

27 A mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro, e a dire: "Gridate forte; poich'egli è dio, ma sta meditando, o è andato in disparte, o è in viaggio; fors'anche dorme, e si risveglierà".

28 E quelli si misero a gridare a gran voce, e a farsi delle incisioni addosso, secondo il loro costume, con delle spade e delle picche, finché grondavan sangue.

29 E passato che fu il mezzogiorno, quelli profetarono fino all'ora in cui si offriva l'oblazione, senza che s'udisse voce o risposta o ci fosse chi desse loro retta.

30 Allora Elia disse a tutto il popolo: "Accostatevi a me!" E tutto il popolo s'accostò a lui; ed Elia restaurò l'altare dell'Eterno ch'era stato demolito.

31 Poi prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù de' figliuoli di Giacobbe, al quale l'Eterno avea detto: "Il tuo nome sarà Israele".

32 E con quelle pietre edificò un altare al nome dell'Eterno, e fece intorno all'altare un fosso, dalla capacità di due misure di grano.

33 Poi vi accomodò le legna, fece a pezzi il giovenco, e lo pose sopra le legna.

34 E disse: "Empite quattro vasi d'acqua, e versatela sull'olocausto e sulle legna". Di nuovo disse: Fatelo una seconda volta". E quelli lo fecero una seconda volta. E disse ancora: "Fatelo per la terza volta". E quelli lo fecero per la terza volta.

35 L'acqua correva attorno all'altare, ed egli empì d'acqua anche il fosso.

36 E sull'ora in cui si offriva l'oblazione, il profeta Elia si avvicinò e disse: "O Eterno, Dio d'Abrahamo, d'Isacco e d'Israele, fa' che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatte tutte queste cose per ordine tuo.

37 Rispondimi, o Eterno, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o Eterno, sei Dio, e che tu sei quegli che converte il cuor loro!"

38 Allora cadde il fuoco dell'Eterno, e consumò l'olocausto, le legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l'acqua ch'era nel fosso.

39 Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra e disse: "L'Eterno è Dio! L'Eterno è Dio!"

40 Ed Elia disse loro: "Pigliate i profeti di Baal; neppur uno ne scampi!" Quelli li pigliarono, ed Elia li fece scendere al torrente Kison, e quivi li scannò.

41 Poi Elia disse ad Achab: "Risali, mangia e bevi, poiché già s'ode rumor di gran pioggia".

42 Ed Achab risalì per mangiare e bere; ma Elia salì in vetta al Carmel; e, gettatosi a terra, si mise la faccia tra le ginocchia,

43 e disse al suo servo: "Or va su, e guarda dalla parte del mare!" Quegli andò su, guardò, e disse: "Non v'è nulla". Elia gli disse: "Ritornaci sette volte!"

44 E la settima volta, il servo disse: "Ecco una nuvoletta grossa come la palma della mano, che sale dal mare". Ed Elia: "Sali e di' ad Achab: Attacca i cavalli al carro e scendi, che la pioggia non ti fermi".

45 E in un momento il cielo s'oscurò di nubi, il vento si scatenò, e cadde una gran pioggia. Achab montò sul suo carro, e se n'andò a Izreel.

46 E la mano dell'Eterno fu sopra Elia, il quale, cintosi i fianchi, corse innanzi ad Achab fino all'ingresso di Izreel.

EXPOSITION

ELIJAH'S RETURN AND THE ORDEAL OF MOUNT CARMEL.—The preceding chapter having been exclusively occupied with the fortunes of Elijah during his enforced absence of three and a half years from the land of Israel, we are left to conjecture what the course of events in the northern kingdom during this period of drought and suffering must have been.

But it is not difficult to picture in our minds the steadily increasing alarm and distress which the solemn ban he had pronounced must have occasioned. At one time, it may be, especially if the prophet up to that period had been unknown, both king and people, under the malign influence of Jezebel, professed to regard his threatening with contempt, the more so as the priests of Baal would not fail to assure them of the protection and blessing of "the Lord" of nature.

But as the months and years passed by, and neither dew nor rain fell—as the heavens were brass and the earth iron—and the pastures languished, and the fruits of the earth failed, and the cisterns became dry, and man and child and beast began to suffer the extremities of thirst, we cannot doubt that the tone and temper of the country underwent a great change. At first, threats had been freely uttered against Elijah, who was perversely regarded as the author of all this misery, and that and the neighbouring countries were scoured to find him.

Moreover reprisals were made on the system which he represented, by a fierce persecution of the prophetic order, of which he was recognized as the head. But it is probable that when the drought lasted into the third and fourth year, and when absolute ruin and death stared the country in the face, that then defiance had given place to dread and regret in every bosom, save, perhaps, that of the queen and the sycophants who ate of her table.

The conviction was steadily gaining possession of the minds of all Israel that Baal and Ashtoreth were vanities, and that the Lord alone made the heavens and covered them with clouds. The great drought, and the manifold sufferings which it entailed—sufferings which the animated description of the prophet Joel (Gioele 1:1.) enables us to realize—were doing their work.

The heart of the people was being slowly turned backward, and in the third year of his sojourn at Zarephath the time was ripe for Elijah'e return, which our author now describes, together with the striking results which followed it. In the first fifteen verses, we have the meeting of Elijah and Obadiah; in Abdia 1:16, the meeting of Elijah and Ahab; Oba 1:21 -38 describe the ordeal of Mount Carmel; verses 39, 40, its immediate results; while the remainder of the chapter depicts Elijah's prayer for rain, the bursting of the storm, and the return to Jezreel.

1 Re 18:1

And it came to pass after [This word is wanting in the Heb. except in a few MSS.] many days that the word of the Lord came to Elijah in the third year [From what date is this "third year" to be counted? The prima facie view is that the words refer to "these years" mentioned in 1 Re 17:1, i.e; to the date of the announcement of the drought, and this is the interpretation of the Rabbins and some of the modems.

Ma è quasi fatale per questa visione che la durata della siccità sia chiaramente indicata nel Nuovo Testamento come "tre anni e sei mesi" ( Luca 4:25 ; Giacomo 5:17 ). È in ogni modo migliore, quindi, collegare le parole con 1 Re 17:7 , cioè; con la data del soggiorno a Sarepta.

Ne consegue quindi che il profeta trascorse circa un anno nel Wady Cherit e due anni e mezzo nella casa della vedova], dicendo: Va', mostrati [Ebr. essere visto ] ad Achab; e manderò [Ebr. dare ] pioggia sulla terra. [Ebr. sulla faccia del suolo . cfr. 1 Re 17:14 .] 1 Re 17:14

1 Re 18:2

Ed Elia andò a mostrarsi ad Acab. E [o Adesso. Forse sarebbe stato meglio iniziare qui un nuovo versetto, poiché questo è l'inizio di una parentesi, esplicativa delle circostanze in cui re e profeta si incontrarono. Fu la carestia che portò Abdia a incontrare Elia sulla strada] c'era una grave carestia in Samaria. [L'effetto di tre anni di siccità sarebbe quello di ridurre l'intera popolazione sull'orlo della fame. La gravità della carestia fu senza dubbio mitigata, come in un'occasione precedente ( Genesi 41:57 ), dall'importazione di grano dall'Egitto.]

1 Re 18:3

E Achab chiamò [Piuttosto, aveva chiamato . "I verbi וַיְּהִי וַיּקְרָא ecc. (1Re 1 Re 18:3 , 1 Re 18:4 , 1 Re 18:5 , 1 Re 18:6 ), portano avanti le clausole circostanziali" (Keil).] Abdia [Questo nome è notevole quasi quanto quello di Elia , o lo sarebbe, se non fosse più comune.

Significa "servo di Geova". Confronta l'arabo moderno Abdallah . Sebbene portato da uno che "temeva grandemente il Signore" ( Abdia 1:3 ) e "fin dalla sua giovinezza" ( Abdia 1:12 ), si verifica troppo spesso ( 1 Cronache 3:21 ; 1 Cronache 7:3 ; 1Cr 8:38 ; 1 Cronache 9:16 ; 2 Cronache 17:7 ; 2 Cronache 34:12 ; Esdra 8:9 ; Abdia 1:1 ; ecc.

) per giustificare la convinzione che fosse assunto o conferito come indicazione del suo carattere (Rawlinson)], che era il governatore del suo [Ebr. sopra la ] casa . [Vedi nota su 1 Re 4:6 , e cfr. 1 Re 16:9 . Rawlinson dice che "dice a favore della tolleranza del monarca che avrebbe dovuto mantenere un seguace della vecchia religione in un ufficio così importante.

"Ma è altrettanto probabile che fosse a causa della sua religione che ha occupato questo post di fiducia. Achab potrebbe dipendere la sua fedeltà e la coscienziosità]. ( Abdia [qui inizia una seconda parentesi entro il primo] temuto [Eb. Era temendo ] il Signore grandemente.

1 Re 18:4

Perché fu così, quando Jezebel eliminò i profeti del Signore [Il nostro autore ora esemplifica una prova della devozione di Abdia. L'incidente a cui si riferisce ci è altrimenti sconosciuto, né possiamo riferirlo con certezza al suo giusto posto nella storia. Ma è estremamente probabile che quest'opera di sterminio sia iniziata come atto di rappresaglia per la siccità denunciata da Elia.

Abdia 1:13 implica quasi che sia avvenuto durante la sua assenza. Vediamo qui, di conseguenza, un motivo in più della sua fuga (cfr 1 Re 19:2 ). Questi "profeti" sono gli stessi di quelli altrove chiamati " figli dei profeti, cioè membri delle scuole profetiche; cfr 2 Re 2:3, 2 Re 2:5 , 2 Re 2:5 , 2 Re 2:7 , ecc.

] che Abdia prese cento profeti [Questo ci farebbe supporre che la grande maggioranza sia fuggita. Ma vedi Abdia 1:19 e 1 Re 22:6 . Il fatto che ne troviamo ancora un numero così grande nel paese, nonostante l'esodo ( 2 Cronache 11:16 ), e la crescita costante dell'empietà, mostra che Dio non si era lasciato senza testimoni], e li nascose per cinquanta [Keil avrebbe inserito un secondo come fanno alcuni MSS .

(Gardiner), e come in 1 Re 22:13 . Una parola del genere potrebbe essere facilmente omessa nella trascrizione, è vero. Ma « proclivi lectioni » , ecc.] in una grotta [Ebr. la grotta; ma LXX . ἐν σπηλαὶῳ. Allo stesso modo nel versetto 13. Qual è la forza dell'articolo qui è alquanto difficile da dire.

È stato suggerito che queste grotte si trovassero ai lati del Monte Carmelo; ci sono grandi grotte sotto le scogliere occidentali (Stanley); più di duemila, secondo altri; "spesso di grande lunghezza ed estremamente tortuoso"; ma questa è solo una supposizione, poiché la Palestina, essendo di formazione calcarea, abbonda di caverne. Vedi Stanley, S. e P. pp. 151, 52. Fin dai primi tempi troviamo uomini - fuorilegge e simili - che vi prendono dimora.

Di. Giosuè 10:17 ; Gdc 6:2; 1 Samuele 22:1 ; Ezechiele 33:27 ; Ebrei 11:38 . Probabilmente la divisione in due compagnie era in parte per motivi di sicurezza (cfr Genesi 22:8 ), e in parte per motivi di convenienza. Maggiore è il numero da alimentare, maggiore è la possibilità di rilevamento.

Confronta anche le precauzioni di Giacobbe Genesi 32:8 ], e li nutriva con pane [o cibo ] e acqua. ) [Va osservato, in relazione a 1 Re 17:3 , che questi cento profeti, sebbene preservati dalla speciale provvidenza di Dio, furono tuttavia mantenuti attraverso l'azione umana e con mezzi naturali.

1 Re 18:5

E Achab disse [ aveva detto ] ad Abdia: Vai in [Ebr. in ] il paese, a tutte le fonti [Ebr. luoghi di fontane . cfr. con מַעְיָן da מָאוֹר עַיִן da אוֹר ecc.] d'acqua, e a tutti i ruscelli [ guadi ; vedere il 1 Re 17:3 ]: forse troveremo erba per salvare i cavalli ei muli vivi [E 'stato dedotto dalla preoccupazione di Achab per il suo stallone che ha visto le sofferenze dei suoi soggetti con relativa indifferenza, o almeno considerato di importanza del tutto secondaria. 1 Re 17:3

Ma questa è una conclusione troppo affrettata. I suoi sudditi erano, per la maggior parte, in grado di trovare l'acqua da soli quanto lui lo era per loro, e poteva tranquillamente affidarsi al loro istinto di autoconservazione per fare del loro meglio per far fronte all'emergenza. Ma il bestiame stupido, con. multato allo stallo, non potevano agire da soli. Da qui questa spedizione in cerca di foraggio], che non perdiamo tutte le bestie .

[Marg. da cui non ci tagliamo fuori, ecc. Ma questa resa, e ancor più quella del testo, fraintende la forza dell'Hiphil נַקְרִית. La traduzione letterale è: " Che potremmo non dover tagliare fuori da ( cioè una parte di, מִן partitivo, come in 1 Re 17:13 sotto, מגְּבִיאֵי). Ciò che Achab significa è che, a meno che non trovino presto del foraggio, lo faranno devono macellare una parte dei loro animali. Così Bähr, Und nicht von dem Vieh ( einen Theil ) umbringen mussen . Allo stesso modo Keil.]

1 Re 18:6

Così si divisero la terra tra loro per attraversarla ["Questa ispezione personale da parte del re e di uno dei suoi ufficiali principali segna le estreme difficoltà a cui gli Israeliti erano ora ridotti" (Rawlinson). La differenza, tuttavia, tra un monarca orientale e uno europeo non deve essere trascurata. "Nessuno (degli emiri d'Arabia o dei capi dell'Asia centrale) pensa che sia inferiore a loro guidare una spedizione in cerca di erba o acqua" (Kitto)]: Achab è andato da solo per una strada [Ebr.

solo . Rawlinson dice: "Questo non significa che né Achab né Abdia non fossero accompagnati da un seguito", ma può benissimo significare che (לבַד, solus ; LXX . μόνος; Bähr allein . Cfr . versetto 22), se, davvero, non deve necessariamente significarlo; e Abdia Abdia 1:14 implica certamente che Abdia almeno fosse incustodito], e Abdia andò da solo in un'altra direzione. Abdia 1:14

1 Re 18:7

E poiché Abdia era sulla strada, ecco, Elia gli andò incontro [Eb. incontrarlo ]: e sapeva [ ie; riconosciuto. Stessa parola, Genesi 27:23 ; Genesi 43:7 , ecc.] lui, e si gettò sulla sua faccia, e disse: Sei tu che [Eb. questo, probabilmente usato avverbialmente (come hic ) per qui = בָּזֶה] mio signore Elia? [L'umile inchino e i termini con cui si rivolge a lui mostrano la profonda riverenza con cui Abdia lo considerava, come poteva fare, considerando il terribile potere che esercitava. L'intera terra era, per così dire, alla sua mercé.] Genesi 27:23, Genesi 43:7

1 Re 18:8

E lui gli rispose; io sono [ebr. I ]: va', di' al tuo signore, Ecco, Elia è qui. [Le ultime due parole non sono in ebraico e la frase è molto più grafica senza di esse.]

1 Re 18:9

Ed egli disse: Che cosa ho peccato, affinché tu possa liberare [Ebr. che stai dando ] il tuo servo nelle mani di Achab, per uccidermi?

1 Re 18:10

Come vive il Signore tuo Dio [Abdia usa esattamente la stessa esortazione della vedova di Sarepta, 1 Re 17:12 . Ma poi, sebbene Geova fosse senza dubbio il suo Dio, era in un modo più speciale e intimo il Dio di Elia. Il giuramento corrisponde bene con il nome del profeta], non c'è nazione o regno, dove il mio signore non ha mandato a cercarti [Keil dice che l'iperbole deve essere spiegata dalla "eccitazione interiore e dalla paura" di chi parla.

Ma gli orientali usano esagerazioni simili nei loro momenti più tranquilli. Tutto ciò che si intende è che tutti i tribunali vicini e accessibili erano stati comunicati. Questa ricerca di Elia mostra che Acab lo considerava l'autore della siccità e non lo riconobbe come inviato da Dio. La credenza nei poteri occulti e magici ha sempre posseduto la mente orientale]: e quando dicevano: Egli non c'è [Ebr.

No, e lui, ecc.]; ha prestato giuramento [ LXX . ἐνέπρησε , che è stato pensato da alcuni per indicare atti di vendetta. Ma più probabilmente si tratta di un errore materiale, forse per ὥρκισε, o ἐνώρκισε. Sulla frequenza dei giuramenti in quell'epoca vedi in 1 Re 1:51 ] del regno e della nazione, che non ti trovarono.

1 Re 18:11

E ora tu dici: Va', di' al tuo signore: Ecco, Elia è qui. [Ebr. Ecco, Elia . Abdia fa eco alle parole di Abdia Abdia 1:8 .]

1 Re 18:12

E avverrà che, non appena me ne sarò andato da te, [Ebr. me ne andrò da te, e ] lo Spirito del Signore ti porterà dove non so [Queste parole, che tradotte letteralmente sono " ti solleverà su dove " , ecc; devono essere spiegati da 2 Re 2:16 , "per timore che lo Spirito del Signore lo abbia preso" (stessa parola) "e lo getti su un monte " , ecc. 2 Re 2:16

Seb. Schmidt, Wordsworth, al . si pensi che un tale trasporto debba essere già avvenuto nella storia di Elia, ma l'improvvisa, misteriosa scomparsa e il lungo occultamento del profeta sono abbastanza sufficienti a spiegare la paura di Abdia. Confronta Atti degli Apostoli 8:39 . Le parole suggeriscono, tuttavia, che alcuni credessero che il Signore avesse nascosto Elia, e non è improbabile che durante la sua lunga assenza avessero spesso preso credito le voci che fosse stato visto e fosse improvvisamente scomparso, così come poi giudei hanno sostenuto che "è apparso più e più volte come un mercante arabo a saggi e buoni rabbini nelle loro preghiere o nei loro viaggi" (Stanley)]; e così quando vengo a dire [Ebr.

e vengo a dire ] Acab, e non può trovarti, mi ucciderà [Questo è proprio ciò che un principe come Acab, o qualsiasi principe che fosse sotto la guida di una Jezebel, farebbe, per pura irritazione per aver perso la sua preda quando è così vicino alla sua presa]: ma [Ebr. e ] Io, tuo servo, temo il Signore fin dalla mia giovinezza. [Il significato di Abdia chiaramente non è che lui, "come uomo timorato di Dio e protettore dei profeti, non possa avere alcun favore speciale da aspettarsi da Achab" (Keil; allo stesso modo Ewald), ma che era difficile che uno che era un fedele adoratore del Dio di Elia dovrebbe essere ucciso per amor suo.

È estremamente improbabile che Achab sapesse che Abdia aveva protetto i profeti. Non avrebbe potuto mantenerlo al suo posto se avesse saputo che l'amministratore del palazzo aveva ostacolato i disegni della sua regina.]

1 Re 18:13

Non è stato detto al mio signore cosa ho fatto quando Jezebel ha ucciso i profeti del Signore come ho nascosto cento uomini di [Ebr. da ] i profeti del Signore da cinquanta in una grotta, e li ha nutriti con pane e acqua? [Stanley chiama felicemente Abdia "il Sebastiano di questo Diocleziano ebreo".]

1 Re 18:14

E ora tu dici [="Questa deve essere la ricompensa della mia devozione, vero?"], VAI, di' al tuo signore: Ecco, Elia è qui: ed egli mi ucciderà.

1 Re 18:15

Ed Elia disse: Come vive il Signore degli eserciti, davanti al quale sto [Questa formula dovrebbe essere paragonata a quella di 1 Re 17:1 . La ripetizione è suggestiva in quanto esibisce l' abito dell'uomo. Era il pronto e paziente schiavo di Geova. Apparentemente i צְבָאוֹתi introdussero non tanto per "elevare la solennità del giuramento" (Keil, Bähr) - poiché sicuramente Elia vorrebbe rendere l'affermazione di 1 Re 17:1 più forte e solenne possibile - né ancora per trasmettere il significato che "non è Baal o Ashtaroth che sono i governanti dei corpi celesti" (Wordsworth), perché Abdia lo sapeva perfettamente, ma perché era quindi più adatto per un credente.

Nell'affrontare Achab si adatta scopo di Elia meglio per dare risalto all'idea che Geova era "il Dio di Israele, "] , io sarò sicuramente mi manifesterò a lui oggi.

1 Re 18:16

Allora Abdia andò incontro ad Acab e gli disse: e Acab andò [Molto prontamente, sembrerebbe. Qualunque cosa era meglio della suspense e della carestia. E lo stesso ritorno di Elia conteneva in esso una promessa di pioggia] per incontrare Elia.

1 Re 18:17

E avvenne che, quando Acab vide Elia, che Acab gli disse Sei tu [Piuttosto, qui : stesse parole come in 1 Re 18:7 . "Finalmente ti vedo di nuovo? Ti sei avventurato in mia presenza?"] che turba Israele? [Ebr. tu turbatore d'Israele . Per la parola (עָכַר) vedi Genesi 24:30 ; Giosuè 6:18 ; Giosuè 7:25 ; Proverbi 11:17 ; 1 Samuele 14:29 .

Quando Rawlinson afferma che questa accusa di turbare Israele "non è mai stata mossa a nessuno tranne che ad Acan", a quanto pare dimentica il passaggio citato per ultimo. "Mio padre ha turbato il paese". Wordsworth parafrasa: "Sei tu l'Acan d'Israele?" ma è molto dubbio che questo pensiero fosse nella mente di Achab.]

1 Re 18:18

Ed egli rispose: Non ho turbato Israele; ma tu e la casa dei tuoi padri [Si è supposto che Achab "sperasse di mettere a tacere il tisbita, forse di averlo ai suoi piedi che chiedeva perdono" (Rawlinson). Se è così, deve aver giudicato completamente male il suo uomo. E perché il profeta dovrebbe chiedere perdono, quando era così chiaramente padrone della situazione, è difficile da immaginare. È altrettanto probabile che Achab si aspettasse la denuncia e la sfida come ora provoca], in quanto hai abbandonato i comandamenti del Signore, e tu [Il cambiamento dal plurale al singolare è istruttivo.

I re precedenti e il popolo in generale avevano violato i comandamenti di Dio mediante l'adorazione dei vitelli, ma solo Acab aveva introdotto il Baal-cultus nel paese] ha seguito [Ebr. va dopo ] Baalim . [Il plurale può riferirsi ai vari nomi e forme sotto cui Baal era adorato - Baal-Berith, Baal-Zebub, ecc. (Bähr, al .) - o più probabilmente alle varie immagini o statue di questo dio allestite in la terra (Gesenius).

"Questa audacia, questo tono alto, questa assenza della minima indicazione di allarme, sembra aver completamente sconcertato Achab, che si azzardò a non rispondere", ecc. (Rawlinson). È probabile che, anche se si mostrò audace, fin dall'inizio fu completamente intimidito.

1 Re 18:19

Ora dunque manda e raduna presso di me tutto Israele [ cioè; per rappresentanza, i capi del popolo, gli anziani, ecc. Cfr. 1Re 8:2, 1 Re 8:65 ; 1 Re 12:16 , 1Re 12:18; 1 Re 16:16 , 1 Re 16:17 ] al monte Carmelo [Eb; come quasi sempre, il Carmelo, i.

e; il parco. cfr. 1 Samuele 25:1 . È "il parco della Palestina". È debitore di questo nome alla lussureggiante vegetazione - "l'eccellenza del Carmelo" ( Isaia 35:2 ) - che riveste le sue pendici meridionali. Ora è generalmente chiamato Mar ( cioè Signore o Santo) Elyas , dopo il grande profeta. Nessuno che abbia visto la località può avere dubbi su quale parte della montagna sia stata teatro del sacrificio, né può non essere colpito dalla singolare idoneità del luogo ad essere teatro di questa emozionante storia.

Il Carmelo è più un crinale che una montagna, lungo circa dodici miglia. La sua estremità occidentale (o rigorosamente NNW) è un audace promontorio, alto circa 600 piedi, che si immerge quasi direttamente nelle acque del Mediterraneo. Il suo punto più alto, 1728 piedi sopra il livello del mare, è a circa quattro miglia dalla sua estremità orientale, che, ad un'altezza di 1600 piedi, si erge come un muro dalla grande pianura di Esdraelon.

È a questo punto, non ci possono essere dubbi, dobbiamo collocare la scena dell'olocausto. L'identificazione è stata effettuata solo in giorni relativamente recenti, ma è fuori discussione. Non solo il nome arabo che reca -El Murahkah, " la masterizzazione, " o " Sacrificio " - permettersi testimone colpisce l'identità, ma la situazione e dintorni si adattano con tanta meravigliosa precisione alle esigenze della narrazione come al congedo nessun ragionevole dubbio nella mente. Per

(1) è una sorta di piattaforma naturale, o pulpito, sollevata a 1000 piedi sopra la pianura adiacente, e quindi ben calcolata per offrire una visione dei lavori, o almeno della discesa del Fuoco Santo, agli spettatori di tutto Israele . La fiamma sarebbe stata probabilmente vista da Izebel nel suo palazzo a Izreel. Questa eminenza è visibile da Nazareth, a una ventina di miglia di distanza. "Non c'è un punto più evidente su tutto il Carmelo dell'altezza brusca e rocciosa di El Murahkah, che si erge così improvvisamente a est".

"La vetta... comanda l'ultima vista del mare alle spalle e la prima vista della grande pianura di fronte" (Stanley). In effetti, era a suo modo altrettanto adatto per la solenne rivendicazione della legge che aveva luogo lì come Jebel Sufsafeh lo era per la consegna della legge.

(2) Una sorta di altopiano vicino alla sommità - l'altopiano dove furono costruiti gli altari, ecc. - avrebbe ospitato un vasto numero di spettatori ( 1 Samuele 25:21 ).

(3) C'è una sorgente d'acqua a portata di mano, a meno di 100 metri di distanza, e una sorgente che si dice sgorghi anche nelle stagioni più secche, che fornirebbe l'acqua di cui leggiamo in 1Sa 25:4, 1 Samuele 25:33-9 . Giuseppe Flavio (Ant. 8.13, 5) dice che proveniva dalla fontana.

(4) Il mare, sebbene non visibile dall'altopiano stesso, è visto da un punto circa 300 piedi più in alto, un dettaglio che concorda mirabilmente con il racconto di 1 Samuele 25:42-9 . Si può aggiungere che il luogo è ancora considerato sacro dai Drusi e venerato da "ebrei, cristiani, musulmani e beduini come luogo di questi miracoli di Elia" (Thomson).

Il viaggiatore, di conseguenza, non può dubitare per un momento, mentre si trova sull'altopiano di El Murahkah e guarda attraverso la grande pianura fino a Jezreel e le alture della Galilea e della Samaria, che è proprio nel luogo santificato dalla discesa di il fuoco celeste. Va aggiunto, spiegando la scelta del Carmelo da parte di Elia, che la sua situazione è centrale e conveniente; che è vicino al mare, da dove verrebbero le nuvole di pioggia; che è di facile accesso da Izreel; e che non era solo un luogo santo di epoche precedenti (cfr.

2 Re 4:23 ), ma aveva anche il suo altare di Geova, un altare, senza dubbio, in uso costante quando il popolo "sacrificava e bruciava incenso sugli alti luoghi", ma che in seguito era caduto nell'abbandono, ed era ora ripartito. Era dunque in ogni modo il luogo più appropriato per la pubblica rivendicazione della legge di Dio disprezzata e oltraggiata. "Nessun luogo potrebbe essere concepito più adatto dalla natura per essere quel meraviglioso campo di battaglia della verità" (Tristram in Wordsworth)], e i profeti di Baal [così chiamati non perché fossero Weissager und Verkunder (Bähr) del dio, né ancora perché erano maestri ed emissari della sua religione, ma a causa della frenesia profetica ( 1 Samuele 25:28) in cui si lavoravano (Keil)] quattrocentocinquanta, e i profeti dei boschi [Ebr.

dell'Asherah, cioè; di Astarte, non "bosco", come 'Rawlinson. Vedi nota su 1 Re 14:15 ] quattrocento [Rawlinson osserva che "il numero 400 sembra essere stato particolarmente colpito da Acab". Ci ricorda che troviamo 400 profeti alla fine del suo regno ( 1 Re 22:6 ), e rimarca anche "la prevalenza del numero 40 nei sistemi religiosi degli ebrei ( Esodo 36:24 , Esodo 36:26 ; Deuteronomio 25:1 : "3, ecc.

) "Ma quando si ricorda che i profeti di Baal erano 450, e i profeti di 1 Re 22:6 erano circa 400 uomini, l'esempio solitario dei 400 profeti di Astarte - che, tra l'altro, erano ministri di Izebel piuttosto che di Acab - permette ma una base esile per la sua conclusione], che mangiano alla tavola di Jezebel. [Ebr. mangiatori di .

Non c'è nulla in ebraico che indichi che sedessero con lei alla stessa tavola; ed è certo che ciò ripugna del tutto alle idee orientali di decoro. Tutto ciò che si intende è che sono stati nutriti dalla sua generosità. Vedi nota su 1 Re 2:7 .]

1 Re 18:20

Così Acab mandò a tutti i figli d'Israele e radunò i profeti sul monte Carmelo, ["Il re persecutore divenne uno strumento passivo nelle mani del profeta perseguitato" (Stanley). La sua pronta adesione alla richiesta di Elia, nonostante l'amaro odio per l'uomo che aveva appena tradito, è facilmente spiegabile. Non era tanto che "si inchinò davanti alla supremazia spirituale del profeta, che lo impressionò" (Bähr), quanto che sperava, dalla sua ricomparsa, che stava ora per pronunciare la parola ( 1 Re 17:1 ) e dia pioggia sulla terra, e Acab era disposto a prendere tutte le misure che avrebbero portato a quel risultato. Ci vorrebbero alcuni giorni per raccogliere i rappresentanti delle tribù.]

1 Re 18:21

Ed Elia venne da tutto il popolo [ non si occupa tanto del re quanto del popolo del Signore. Il suo scopo non era "dimostrare che Acab e non lui aveva turbato Israele", ma dimostrare che Geova e non Baal era Dio. C'è spazio abbondante sull'altopiano, o "di larghezza di montagna sweep" (Stanley), al di sopra di cui, ad ospitare un grande c OnCourse di persone], e disse: Fino a quando zoppicherete dai due lati? [Questa è una resa fedele e felice.

Ma va ricordato che "alt" è usato nel senso di "zoppicare". volgare Usquequo claudicatis in duas partes . La stessa parola è usata in 1 Re 18:26 della danza ondeggiante e vacillante dei profeti di Baal.] Se il Signore è Dio [Ebr. se Geova il Dio ], seguilo [Ebr. vai ( cioè; cammina dritto) dietro di lui ]: ma se Baal, allora seguilo E la gente non gli ha risposto una parola.

[Non solo erano intimoriti dalla presenza del re e dei sacerdoti di Baal da un lato, e di Elia dall'altro, ma erano "condannati dalla loro stessa coscienza", e quindi erano senza parole ( Matteo 22:12 ) .]

1 Re 18:22

Allora Elia disse al popolo: Io solo io resto [Ebr. Io, io sono rimasto solo . cfr. Genesi 32:24 ; μονώτατος] un profeta del Signore [Tenio conclude quindi che i "cento profeti" di cui leggiamo in Genesi 32:4 , Genesi 32:13 erano stati scoperti nel loro nascondiglio ed erano stati messi a morte.

Ma questo non segue affatto dall'affermazione di Elia qui o in Genesi 19:10 (dove vedi nota); e sappiamo che le scuole dei profeti non avevano cessato di esistere ( 2 Re 2:3 2,3; 2Re 2,5; 2 Re 2:7 2,7; cfr 1 Re 22:8 ). Tutto ciò che Elia dice è che quel giorno rimase solo come profeta di Geova.

"Rimango solo nell'esercizio dell'ufficio di profeta" (Rawlinson). Gli altri avrebbero potuto esitare, dopo di me, la feroce persecuzione che avevano subito, ad affrontare il re e i loro acerrimi nemici, i profeti di Baal. Va ricordato che Elia non aveva avuto l'opportunità di comunicare con loro, e potrebbe essere stato del tutto ignaro di quale numero fosse rimasto fermo e fedele. Una cosa sapeva, che solo lui era rimasto a profetizzare, ea confrontarsi con l'intera gerarchia del falso Dio]; ma i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta uomini.

[È chiaro, non solo dal silenzio di questo versetto e di Genesi 19:25 , rispetto ad essi, ma ancor più dal fatto che sfuggirono alla strage generale (versetto 40), che i profeti di Astarte non erano presenti, e la deduzione naturale è che o Jezebel aveva proibito la loro presenza o che si erano tirati indietro dalla prova. La LXX .

inserisce "e i profeti del bosco, quattrocento", ma le parole sono evidentemente aggiunte da Genesi 19:19 . I profeti di Baal sarebbero stati senza dubbio ben lieti di fare lo stesso, ma erano sotto il comando immediato del re. Non è certo che avessero presentimenti di male, o temute rappresaglie da parte di Elia, ma avevano avuto prove conclusive del suo potere e della loro impotenza.

Dobbiamo ricordare che durante tutto il triennio preghiere e sacrifici erano stati, senza dubbio, costantemente offerti allo scopo di procurare la pioggia. Impariamo da Menandro (Jos; Giosuè 8:1 . Giosuè 8:13 . Giosuè 8:2 ) che anche in Fenicia supplica era stata fatta per la pioggia da Ethabaal.

1 Re 18:23

Ci diano dunque due buoi; e si scelgano un giovenco e lo facciano a pezzi [stessa parola Esodo 29:17 ; Le Esodo 1:6 , Esodo 1:12 ; Giudici 20:6 ] e posalo su legno [Ebr. le selve ] , e non mettere fuoco sotto [Ebr.

e il fuoco non daranno fuoco ]: e vinco vestito [Ebr. fare, עָשָׂה , come ποιειν nella LXX ; è costantemente usato in senso sacrificale = offerta . cfr. Esodo 29:36 , Esodo 29:36, Esodo 29:38 , Esodo 29:41 ; Le Esodo 9:7 ; Esodo 15:15 ; Giudici 6:19 , ecc. Esodo 29:36, Esodo 29:38, Esodo 29:41, Esodo 9:7, Esodo 15:15, Giudici 6:19

Questo va ricordato nell'interpretare il τοῦτο ποιεῖτε κ.τ.λ di nostro Signore. ( Luca 22:19 )] l'altro giovenco, e mettilo sulla legna [ la legna], e non mettere fuoco sotto [ e non accenderò il fuoco ]:

1 Re 18:24

E invocate il nome dei vostri dèi [Poiché Elia si rivolge ancora al popolo, non ai profeti di Baal (vedi 1 Re 18:25 ), questo cambiamento di persona è significativo. Presume tristemente che hanno preso Baal e Astarte per i loro dei], e invocherò il nome del Signore: e la zolla che risponde con il fuoco, sia Dio.

[Ebr. egli sarà il Dio, cioè; il vero Dio e il loro Dio. cfr. versetto 39. Non solo un "segno dal cielo" ( Marco 8:11 ) è mai stato considerato una prova più potente e diretta dell'energia divina, forse perché meno soggetta a contraffazione ed escludeva l'idea dell'azione dei poteri infernali. ( Matteo 12:24 )—ma bisogna ricordare che Baal sosteneva di essere il dio Sole e Signore degli elementi e delle forze della natura; mentre Geova già cattivo, secondo la legge, si identificava con questo segno (Le Ebrei 9:24 ; 1 Cronache 21:26 ; 2 Cronache 7:1 ).

In effetti, questo segno ha avuto un doppio attacco. ness come prova della vera religione. Non solo metterebbe alla prova i poteri delle divinità rivali; allo stesso tempo avrebbe anche deciso quale dei sistemi di culto rivali fosse accettabile per l'Essere Supremo. È osservabile che non si parla di pioggia. Potremmo aspettarci, dopo la lunga siccità, che questo sarebbe stato il test. Ma questo non poteva essere promesso fino a quando il Signore non fosse stato prima riconosciuto come Dio.

] E tutto il popolo rispose e disse: È ben detto. [Ebr. Buona la parola . Accettarono la proposta di Elia, ma è difficile dire se con entusiasmo o riluttanza. L'ebraico comunica semplicemente che ne hanno ammesso l'equità e la ragionevolezza.

Avendo ottenuto l'assenso del popolo, per il cui verdetto lui e i profeti di Baal stavano ora contendendo, e che, di conseguenza, avevano il diritto di essere consultati sul segno che li avrebbe soddisfatti, si rivolge alla schiera di 400 profeti, che, probabilmente in tutto il coraggio dei loro paramenti sacrificali ( 2 Re 10:22 ), occupava una posizione separata sulla cima della collina, tra il re e il popolo, e ripete loro la sua proposta.

1 Re 18:25

Ed Elia disse ai profeti di Baal: Sceglietevi un giovenco e vestitelo [o offritelo , come in 1 Re 18:23 ] per primo; poiché siete molti [Ebr. i molti . Ogni preminenza e vantaggio che egli dà loro renderà il suo trionfo, quando verrà, tanto più grande. È del tutto possibile che intendesse nuovamente accennare alla loro immensa superiorità in fatto di numeri.

Ma senza dubbio era fin troppo contento di trovare una ragione per prendere l'iniziativa. "È ansioso che la loro incapacità si manifesti pienamente prima di mostrare il proprio potere" (Rawlinson). Se fosse presente anche nella sua mente l'idea che essi «possono preparare la loro vittima in un tempo molto più breve di quanto lui possa preparare la sua» ( ib .) non è affatto così certo]; e invoca il nome dei tuoi dei [o dio, cioè; Baal], ma non mettere fuoco sotto. [La ripetizione (cfr v. 24) mostra che la prova è stata proposta separatamente al popolo e ai profeti.]

1 Re 18:26

E presero il giovenco che era stato dato loro [Ebr. che lui (o uno ) ha dato ; cioè; hanno rifiutato di scegliere], e lo vestirono, e invocarono il nome di dalla mattina fino a mezzogiorno, dicendo: O Baal, ascoltaci [Ebr. rispondici . Stessa parola di sotto. Pensavano che sarebbero stati ascoltati per il loro tanto parlare]. Ma non c'era voce [Ebr.

e non una voce ] , né alcuno che rispondesse. E saltavano [o zoppicavano . Stessa parola tradotta con "fermarsi" nel versetto 21. Gesenius pensa che la parola sia "usata con disprezzo per le goffe danze dei sacerdoti di Baal". Ma sembra più naturale intenderlo come descrittivo di ciò che è realmente accaduto, cioè; della danza barcollante, ondeggiante, baccante dei sacerdoti, che probabilmente non era dissimile da quella dei dervisci danzanti o degli adoratori del diavolo indiani del nostro tempo] su [o vicino, cioè; intorno ] l'altare che è stato fatto, [Ebr. lui, cioè, uno fatto , impersonale. Ma alcuni MSS. e la maggior parte delle versioni legge עָשׁוּ].

1 Re 18:27

E avvenne che a mezzogiorno Elia li schernì [o li sedusse ] e disse: Grida forte [Ebr. con una grande voce ]: perché è un dio [ cioè; nella tua stima. "Ecco uno dei pochi esempi di ironia nella Scrittura" (Wordsworth)]; o sta parlando [il marg. egli medita è preferibile. cfr. 1 Samuele 1:16 ; Salmi 142:3 . 1 Samuele 1:16, Salmi 142:3

Ma la parola ha entrambi i significati (vedi 2 Re 9:11 ), abbastanza conservati nei LXX ; ἀδολεσχία αὐτῷ ἐστι] , ovvero sta perseguendo [Ebr. perché ha un ritiro, cioè; allo scopo di alleviare se stesso. Un eufemismo. cfr. Giudici 3:24 ; 2 Samuele 24:3 .

Stanley tenta di preservare la paronomasia, שִׂיג שִׂיח, con la traduzione "ha la testa piena" e "ha lo stomaco pieno"], oppure è in un Viaggio [deve essere notato il tre volte ripetuto כִי. Aumenta l'effetto della beffa], o forse dorme [Sebbene fosse mezzogiorno, non è chiaro che ci sia un riferimento alla consueta siesta di mezzogiorno d'Oriente], e deve essere svegliato.

1 Re 18:28

E gridarono ad alta voce [Ebr. a gran voce, come sopra. Non è che hanno preso le parole di Elia au serieux, ma il suo disprezzo li ha portati a raddoppiare i loro sforzi, se non altro per testimoniare la loro fede nel loro dio. Le grida frenetiche della Pasqua greca a Gerusalemme, le preghiere dei pellegrini per la discesa del fuoco santo, possono aiutarci a realizzare la scena qui descritta], e tagliarsi [cf.

Deuteronomio 14:1 ; Geremia 16:6 ; Geremia 41:5 ; Geremia 47:5 ] alla loro maniera [Keil cita Movers, Phoniz. 1. pp. 682-83, una descrizione delle danze religiose offerte alla Dea Siria . "Un ululato dissonante apre la scena. Poi si precipitano all'impazzata in perfetta confusione, con la testa china a terra, ma girando sempre in tondo, in modo che i capelli sciolti si trascinano nel fango; poi iniziano a mordersi le braccia, e finiscono col tagliarsi con le spade a doppio taglio che hanno l'abitudine di portare.

Si apre quindi una nuova scena. Uno di loro, che supera in delirio tutti gli altri, comincia a profetizzare con sospiri e gemiti," ecc. — una descrizione che può essere letta con profitto a questo proposito. Una frase può essere trascritta qui: "Egli taglia, fa a pezzi e taglia se stesso, e non di rado si uccide lì per lì.

" Kitto menziona "i furiosi squarci che i Persiani si infliggono nel loro frenetico lamento annuale per Hossein." Rawlinson dice che questo era comune anche tra i Cariani e i Frigi] con coltelli [ spade ebraiche ] e lancette [ lance ebraiche, lance . L'AV è fuorviante: gli strumenti che usavano erano armi di truppe armate pesanti.

Per , vedere Numeri 25:7 ; Giudici 5:8 ; Geremia 46:4 ], finché il sangue non sgorgò su di loro. [Ebr. fino allo spargimento di sangue su di loro . È perfettamente chiaro che la loro fede in Baal era sincera e profonda. Tenendo conto del fatto che erano sotto gli occhi del loro re e patrono e dei rappresentanti dell'intero popolo, è ancora impossibile dubitare della loro sincerità. Alcuni di loro, è probabile, erano fenici. "Di una cosa mi è stato assicurato: il ballerino del diavolo non finge mai l'eccitazione" (Caldwell).]

1 Re 18:29

E avvenne che, passato mezzogiorno [Elia concesse loro tutto il tempo che poteva, coerentemente con il grande lavoro che aveva da fare, che avrebbe assorbito tutto il resto della giornata], e profetizzarono [Notate la sorprendente coincidenza con la descrizione del culto di Astoret di cui sopra. Non dobbiamo pensare a vaticinazioni, ma a grida frenetiche, ecc.

Non è chiaro, tuttavia, che sia inteso un nuovo elemento nel loro culto, come immagina Keil. Il loro servizio nel suo insieme, visto che erano profeti, sarebbe chiamato un "profezia", ​​e la parola, di conseguenza, può significare semplicemente "perseguirono la loro vocazione", "piansero e pregarono", ecc.] fino al tempo del offerta [Keil e Rawlinson avrebbero tradotto, "fino al momento", ecc.

C'è certamente una certa indeterminatezza nelle parole עַד לַעֲלוֹת, fino a [l'ora] per la collocazione, ecc ; ma possiamo ben credere che le loro danze e grida siano continuate fino al momento della preghiera di Elia ( 1 Re 18:36 )] del sacrificio della sera [Ebr. il Minchah, cioè; l'oblazione di carne o sacrificio incruento. In Genesi 4:3-1 la parola sembrerebbe usata per qualsiasi offerta; ma in un secondo momento si limitava a offerte incruente, e si opponeva a זֶבַח Cfr.

Salmi 40:7 ; Geremia 17:26 . Vengono date indicazioni sull'offerta della Minchah, Esodo 29:38-2 ; Numeri 28:3 . Il sacrificio della sera fu probabilmente offerto allora, come certamente avvenne in un giorno successivo, all'ora nona. cfr. Atti degli Apostoli 3:1 ; Atti degli Apostoli 10:3 , Atti degli Apostoli 10:30 e vedi Jos; Formica.

14.4. 3. Wordsworth pensa che questo sincronismo sia molto significativo, poiché suggerisce che il vero culto di Dio era quello del tempio di Gerusalemme], che non c'era né voce, né alcuno per rispondere [come in Atti degli Apostoli 10:26 ], né alcuno che riguardasse . [Ebr. e non attenzione . La LXX ha una curiosa variazione e aggiunta qui: "E Elia il Tisbita disse ai profeti degli idoli: State indietro; ora preparerò la mia offerta".]

1 Re 18:30

Ed Elia disse a tutto il popolo [ora ha finito con i sacerdoti. Hanno avuto la loro opportunità; il suo turno è venuto], vieni caro a me. [Finora si erano raccolti intorno all'altare di Baal e alcuni, forse lui, avevano unito le loro preghiere a quelle dei sacerdoti ( 1 Re 18:24 ). In 1 Re 18:21 , "si avvicinò" — stessa parola — a loro.

Ora devono stare intorno all'altare che sta per costruire. Avrà "testimoni oculari e oculari" (Keil). Non ci deve essere alcun sospetto di impostura.] E tutto il popolo si avvicinò a lui ed egli riparò l'altare del Signore che era stato demolito. [È stato già suggerito che questo altare potrebbe risalire al tempo in cui non c'era una casa costruita al nome del Signore.

Ma è altrettanto probabile che sia stato restaurato, se non innalzato, da alcuni dei "settemila che non avevano piegato le ginocchia a Baal", o da alcuni fedeli rimasti in Israele dopo l'adorazione del vitello e l'ostilità tra i due regni aveva reso impossibile il culto a Gerusalemme. Comunque non possiamo sbagliarci nel ritenere che questo fosse uno degli "altari" ( 1 Re 19:10 ), abbattuto" per ordine di Acab o Jezebel. Il fatto che Elia lo riparasse fu un atto di profondo significato. Lo mostrò come il restauratore della legge e della vera religione.]

1 Re 18:31

Ed Elia prese dodici pietre [Anche questo numero era pieno di significato. Non solo riporterebbe i loro pensieri alla consegna della legge ( Esodo 24:4 ; Esodo 28:21 ) e all'ingresso dei loro padri nella terra promessa ( Giosuè 4:3 , Giosuè 4:9 ), ma ricorderebbe loro l'unità essenziale del popolo, nonostante la divisione del regno.

L'atto era quindi una protesta contro lo scisma. Non possiamo tenere con Keil, Wordsworth, al . che era "una dichiarazione pratica da parte del profeta che la divisione della nazione in due regni era in contrasto con la volontà di Dio", perché ci viene detto chiaramente che quella divisione era "dal Signore" ( 1 Re 12:15 ). Ma certamente fu una testimonianza contro una Chiesa divisa, e un ricordo dell'unità della razza] , secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, a cui la parola del Signore è venuta [ Genesi 32:28 ], dicendo: Israele sarà il tuo nome.

[Protesta quindi contro l'assunzione esclusiva del nome di Israele, e l'eccezione del regno meridionale dalla gloriosa eredità e vocazione di Israele, da parte delle dieci tribù. Ma non possiamo seguire Bähr nella convinzione che Giacobbe abbia ricevuto "da Geova il nome d'Israele", cioè; il "soldato di Dio", perché comandò alla sua casa di "scacciare gli dèi stranieri" ( Genesi 35:2 , Genesi 35:10 ss.), o che Elia avrebbe insegnato che "solo quelli che facevano come Giacobbe avevano un rivendicare il suo nome». La grande idea è che le persone sono una, e sono del Signore.]

1 Re 18:32

E con le pietre [i dodici che aveva scelto tra le rovine. cfr. Esodo 20:25 ] costruì un altare nel nome del Signore [non "per comando di Geova" (Bähr), ma piuttosto come ministro e per il servizio di Geova, o, come Keil. "per l'autorità e per la gloria di Geova". Né è certo che "egli invocò, come lo edificò, il nome di Geova, e così lo dedicò al suo servizio" (Rawl.

) Vedi Genesi 12:8 ; Genesi 13:4 ; Genesi 33:20 ; Genesi 35:7 ]: e fece una fossa [o canale, 2 Re 18:17 ; Isaia 7:3 ; Isaia 36:2 ; Ezechiele 31:4 .

La parola implica che fosse per trattenere l'acqua, non per tenere lontana la gente] intorno all'altare, grande quanto conterrebbe due misure di seme [Ebr. come l'interno (illuminato; casa ) di due seahs di seme . Queste parole sono state variamente interpretate. Keil, con Thenio e Wordsworth, capisce che "la fossa era così grande che potevi seminare due seah di seme sul terreno che copriva.

Ma a parte il fatto che deve riferirsi alla capacità piuttosto che all'estensione superficiale, non si misura una trincea, come osserva Bähr, dal terreno che ricopre, ma dalla sua profondità. Seguirebbe Gesenius nel comprendere che la trincea era così profondo da contenere due seah di seme, cioè profondo quanto la misura del grano contenente due seah. Il סְאָה era il terzo di un efa. Cfr. Jos; Ant. 9.4. 5, e il σάτα τρία di Matteo 13:33 .]

1 Re 18:33

E mise in ordine la legna, tagliò a pezzi il giovenco e lo adagiò sulla legna [Rawlinson dice: "Egli obbedì, cioè, a tutte le ingiunzioni della legge riguardo all'offerta di un olocausto (vedi Le 1 Re 1:3 ), e aggiunge: "Insegnò così pubblicamente che tutte le ordinanze della legge erano vincolanti per il regno d'Israele." Ma è molto probabile che i sacerdoti di Baal avessero fatto le stesse cose.

Tutti i sacrifici implicavano tali atti manuali. cfr. Genesi 22:9 , dove è usata la stessa parola עָרַךְ. Senza dubbio il profeta fece tutto in modo ordinato e regolare; ma il popolo difficilmente poteva imparare una lezione di obbedienza da atti così elementari come questi, e tanto meno come prevedeva la legge, che il sacrificio doveva essere offerto solo "dai sacerdoti , figli di Aaronne" (Le Genesi 1:8 ). , e le cure di Elia, di conseguenza, potrebbero sembrare giustificare o condonare le cure del sacerdozio invadente di Geroboamo.

Tuttavia, per noi è chiaro che non abbiano concesso alcuna sanzione reale a tali irregolarità. Perché, in primo luogo, non c'erano sacerdoti, poiché tutti avevano lasciato da tempo il regno. In secondo luogo, il più alto incarico del profeta racchiudeva in sé l'autorità per tutti gli atti sacerdotali necessari. cfr. 1 Samuele 16:2 . Elia agì, come ben osserva Grozio, jure profetico, minoribus legibus exsolutus, ut majores servaret ] , e disse: Riempi quattro barili [Ebr.

. cfr. 1 Re 17:12 . Indica la brocca ordinaria, portata generalmente allora, come oggi, dalle donne: Genesi 24:14-1 ; Giudici 7:16 ; Ecclesiaste 12:6 ] con acqua e versala sull'olocausto e sulla legna. [L'acqua, come già osservato, veniva senza dubbio portata dalla sorgente attigua.

"In tali sorgenti l'acqua rimane sempre fresca, all'ombra di un tetto a volta, e senza atmosfera calda per farla evaporare. Mentre tutte le altre fontane erano prosciugate, posso ben capire che si sarebbe potuta trovare qui quella sovrabbondanza d'acqua che Elia versò così abbondantemente sull'altare".]

1 Re 18:34

E lui disse: fallo la seconda volta. E lo hanno fatto la seconda volta. [Ebr. Ripeti, e loro ripeterono .] E disse: Fallo la terza volta. E lo hanno fatto la terza volta. [Vedi nota su 1 Re 17:21 .] 1 Re 17:21

1 Re 18:35

E l'acqua scorreva intorno [Ebr. le acque andarono intorno ] intorno all'altare, e ha riempito la trincea anche [ ie; il fosso, che era solo parzialmente riempito con l'acqua dei dodici כַדִּים, lo riempì ora fino all'orlo] d' acqua . [Lo scopo di questi ripetuti inzuppamenti della vittima e dell'altare era di escludere ogni sospetto di frode.

Sembrerebbe quasi che trucchi non dissimili da quello praticato anno dopo anno alla Pasqua greca a Gerusalemme fossero familiari a quell'epoca. Alcuni dei padri affermano espressamente che i sacerdoti idolatri di un tempo precedente erano soliti dare fuoco al sacrificio da luoghi cavi nascosti sotto l'altare, ed era un'antica tradizione (trovata in Efrem Siro e Crisostomo) che i profeti di Baal avessero nascosto un uomo per quello scopo sotto il loro altare, ma che era morto per soffocamento (Stanley).

Bähr, tuttavia, vede in questi 3 x 4 vasi d'acqua un atto simbolico. Il significato di questa combinazione, dice, è inconfondibile, anche se non possiamo essere certi del significato preciso dell'atto profetico. Il suo unico suggerimento è che indichi l'abbondanza di pioggia come ricompensa per mantenere l'alleanza ( Deuteronomio 28:12 , Deuteronomio 28:23 ). Ma tutto questo è estremamente precario, tanto più che le brocche potrebbero essere state riempite un numero qualsiasi di volte prima che la fossa fosse piena.]

1 Re 18:36

E avvenne che al momento dell'offerta del sacrificio della sera [vedi nota a 1 Re 18:29 ], il profeta Elia [questa designazione di Elia è insolita. cfr. Malachia 4:5 . Altrove è "il Tisbita", o "l'uomo di Dio"] si avvicinò e disse: Signore [Ebr. Geova . Non solo il sacro nome sta a capo della sua preghiera, ma è anche menzionato tre volte ( LXX .

quattro volte)] Dio di Abramo, Isacco e Israele [Due cose vanno notate qui: primo, che questa formula era stata usata solo una volta prima, e che da Dio stesso, prima della legge, al roveto ardente. Fu quando Dio si rivelò nel fuoco fiammeggiante che si proclamò il Dio di Abramo, ecc. In secondo luogo, la variazione "Israele" è fatta apposta (cfr.

versetto 31), non solo per proclamare il Signore come "Dio d'Israele" (cfr 1 Re 17:1 ), ma anche per suggerire che il nome ei privilegi di Israele appartenevano a tutti i figli di Giacobbe. La LXX . aggiunge: "Ascoltami, o Signore, ascoltami oggi mediante il fuoco", la maggior parte del quale è chiaramente presa in prestito dal versetto successivo], che oggi si sappia che tu sei Dio in Israele [secondo il versetto 24, "il Dio che risponde col fuoco, ecc.

], e che io sono tuo servitore, e che ho fatto tutte queste cose secondo la tua parola. [ LXX . σε. Non solo i primi procedimenti della giornata, ma i tre anni di siccità, ecc. Keil includerebbe il miracolo che stava per essere compiuto, ma la gente difficilmente poteva dubitare che, una volta fatto, fosse stato fatto secondo la parola divina. È interessante confrontare con queste parole 1 Re 17:2 , 1Re 17:3, 1 Re 17:8 , 1 Re 17:16 , 1 Re 17:24 e 1 Re 18:1 , che menzionano tutte la "parola del Signore. "]

1 Re 18:37

Ascoltami, o Signore [ Geova ] , ascoltami [o rispondimi ; stessa parola di 1 Re 18:24 , 1 Re 18:26 e 1 Re 18:29 ], affinché questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio [Piuttosto, "che tu, Geova, sei il Dio .

" Stessa espressione di 1 Re 18:24 , "sia il Dio"], e che tu hai voltato di nuovo il loro cuore. [Cf. Malachia 4:5 , Malachia 4:6 : "Egli "Elia il profeta") volgerà il cuore dei padri», ecc. Parla come se il miracolo fosse già compiuto (cfr. Malachia 4:5, Malachia 4:6

Giovanni 11:41 ), e il popolo già pentito. La sua preghiera è che possano comprendere che il prodigio che sta per compiersi è stato operato per la loro conversione.]

1 Re 18:38

Poi il fuoco del Signore [ Jehova . Non fulmini, ma luce e calore soprannaturali emanati da Dio stesso. cfr. Le 1 Re 9:24 ; 1 Cronache 21:26 ; 2 Cronache 7:1 ; Ebrei 12:29 ] cadde e consumò [Ebr. divorò, divorò ] l'olocausto, e la legna, e le pietre [ in calcem redigit, Cler.

], e la polvere [Bähr traduce die Erde, e comprende che questa è la terra con cui era stato riempito l'altare di dodici pietre. Allo stesso modo Rawlinson. Ma è molto dubbio che עָפָר pulvis possa essere usato in questo senso. Può significare terra arida, ma questo altare era stato inondato d'acqua], e leccato [לָחַךְ è chiaramente onomatopeico, come la nostra leccata ; Germe. lecco ; gr. λείχω, ecc. Esprime bene l'azione delle lingue di fuoco] l'acqua che era nella fossa.

1 Re 18:39

E quando tutto il popolo lo vide, cadde con la faccia [Come in Le 1 Re 9:24 ; 2 Cronache 7:3 ; cfr. Numeri 22:31 ; Giosuè 5:14 ; Apocalisse 11:16 . Riconobbero nel fuoco, vale a dire, il segno della Presenza Divina]: e dissero: Il Signore [ Jehova .

La connessione di questo versetto con i tre versi precedenti è oscurata dalla nostra traduzione], egli è il Dio; il Signore, è il Dio. [L'eco del versetto 24. Le parole ebraiche sono le stesse. Stanley osserva che è come se (con una leggera inversione) avessero trasformato "il nome del profeta stesso in un grido di guerra, 'Eli-Jah-hu'".]

1 Re 18:40

Ed Elia disse loro: Prendete i profeti di Baal; nessuno di loro scappi. [La prontezza di Elijah è estremamente sorprendente. La gente si era appena ripresa dal terrore e dalla soggezione prima che procedesse al giudizio. La narrazione ha l'aria della verità, ed è stata senza dubbio ridotta per iscritto da un testimone oculare.] E li prese: ed Elia li fece scendere [Eb. li ha fatti scendere, i.

e; li fece abbattere. Non poteva che aprire la strada, dato che erano 450] al ruscello [ Wady . "Come la maggior parte dei cosiddetti 'fiumi della Palestina', il torrente perenne forma solo una piccola parte del Kishon" (Bosco)] Kishon ["Tortuoso", ora chiamato Nahr el Mukatta, il "fiume del massacro". Vedi Thomson, L. e B. 2. pp.

140, 141; Porter, pp. 383-4; Dict. pettorina 2.p.45. Scorre direttamente sotto Carmel], e li uccise lì. [Ovviamente, ha semplicemente supervisionato il massacro. Che li abbia uccisi tutti con le sue stesse mani è del tutto fuori discussione. Né è chiaro che "spada in mano egli stava su di loro" (Stanley). Giustamente Giuseppe spiega: "uccisero i profeti su istigazione di Elia". È quasi certo, dal loro ricorso al Kishon per questo scopo, che a quel tempo non fosse del tutto asciutto.

Il loro sangue si sarebbe mescolato alle sue acque, e il diluvio che avrebbe prodotto fra poco la "grande pioggia" (cfr Giudici 5:21 ) avrebbe portato i loro cadaveri fino al mare. Si è spesso supposto che il tumulo vicino al Kishon, noto come Tell el Cassis, "il tumulo dei sacerdoti", derivi il suo nome da questo massacro dei profeti di Baal. Ma Conder osserva che "Kassis è la parola applicata a un prete cristiano, e la parola Kohen o Kamir sarebbe più naturale aspettarsi se ci fosse una vera connessione con gli idolatri sacerdoti di Baal."]

Questa azione del profeta Elia nell'istituire questo massacro all'ingrosso nell'ora del suo trionfo è stata ripetutamente citata e denunciata, ma nel modo più ingiusto. Secondo alcuni fu un atto di grossolano fanatismo e crudeltà; altri l'hanno vista in una vendetta selvaggia e terribile per l'assassinio dei profeti del Signore. Da alcuni, infatti, è stata giustificata sui principi della lex talionis ( Esodo 21:24 , ecc.

); per il motivo, cioè, che gli uomini che avevano istigato Jezebel nel suo tentativo di sterminio delle scuole profetiche avevano a loro volta meritato lo sterminio. Ma si è un'obiezione fatale per loro punto di vista, in primo luogo, che non solo abbiamo alcuna prova, ma nessun motivo per pensare, che era alla loro iniziativa che la regina "cut off i profeti del Signore" e, in secondo luogo, che non è chiaro che sia riuscita nel suo sanguinario proposito, o che molte vite siano state sacrificate al suo furore.

E l'azione di Elljah non ha bisogno di scuse così stupide. Come profeta del Signore, come vendicatore e restauratore della legge, non c'era altro corso per lui. Se allora fu scritta la legge mosaica, e questo stesso incidente è una delle prove che fu allora scritta; se, tuttavia, era caduto nel disprezzo o nella desuetudine, era ancora vincolante per Israele; e se Elia era giustificato nell'eseguire le sue disposizioni, ed era tenuto a eseguirle, per quanto ripugnanti potessero essere alle sue inclinazioni ( Deuteronomio 27:26 ; Galati 3:10 ), allora non avrebbe potuto fare diversamente da come ha fatto.

Poiché era una parte essenziale di quella legge, era un obbligo che veniva imposto, non una o due volte, ma in tre diverse occasioni ( Esodo 22:20 ; Deuteronomio 13:1 .; Deuteronomio 17:2 ), sul popolo ebraico, era un dovere che dovevano compiere, per quanto penoso e straziante potesse essere ( Deuteronomio 13:6-5 ), provvedere che l'adoratore di falsi dei, e specialmente il maestro di tale culto, fosse messo a morte.

Era in primo luogo, naturalmente, dovere delle autorità, del re teocratico e dei suoi subordinati, eseguire queste ingiunzioni. Ma il re di quell'epoca era corrotto e impotente, anzi, era lui stesso idolatra. Così grande era la depravazione del tempo che il falso profeta godeva del favore e della protezione della corte, e il vero profeta era ovunque cacciato a morte. L'esecuzione di questa legge, di conseguenza, non poteva aspettarsi dal re.

Deve essere eseguito, se non del tutto, suo malgrado e in disprezzo delle sue proteste. Solo Elia, quindi, poteva metterlo in vigore, ed Elia solo nell'ora del suo trionfo. E lo jus zelotyparum, il diritto rivendicato da ogni fedele ebreo di vendicarsi, sull'esempio di Fineas ( Numeri 25:11 ), su ogni grave violazione della legge divina commessa in sua presenza, non era la sua unica garanzia; ricoprì un incarico, superiore a quello del re, come profeta dell'Altissimo.

Aveva appena dimostrato che il Signore era Dio. Ora toccava a lui dimostrare che la legge di Dio non era lettera morta. Stava a lui tagliare fuori gli uomini, alcuni di loro rinnegati dalla fede di Israele, alcuni di loro emissari stranieri introdotti nella terra che avevano corrotto i suoi connazionali e minacciavano l'esistenza stessa della vera religione. È necessario, quindi, per coloro che contestano la sua condotta a questo riguardo, che lo chiamano sanguinario, vendicativo, ecc.; per saldare i loro conti con la legge alla quale ha obbedito e, anzi, con Colui che ha approvato questo atto e ci ha preannunciato che anche Lui agirà allo stesso modo ( Luca 19:27 ).

Perché questa terribile punizione non è affatto un atto eccezionale o isolato, in contrasto con lo spirito generale di quella dispensa; al contrario, è in completo accordo con il sistema da cui è scaturito. Non guadagniamo nulla, quindi, ripudiando questa transazione. Perché chiaramente, in primo luogo, è stato permesso e approvato da Dio, che altrimenti difficilmente avrebbe risposto alla preghiera che Elia ha offerto al momento, e (2) altri atti simili hanno ricevuto distintamente la lode divina ( Esodo 32:25-2 ; Numeri 25:7-4 ; 2 Re 1:9 ss.

) È vero che lo spirito di Elia non era lo spirito del cristianesimo ( Luca 9:56 ), ma si dimentica quanto fosse diversa la dispensazione di Elia da quella della Nuova Alleanza. In quell'età gli idolatri devono ricevere la loro giusta ricompensa di ricompensa, perché il giudizio a venire non era allora stato rivelato; perché la giustizia deve essere misurata agli uomini in questa vita.

Non vendichiamo ora l'idolatria o l'irreligione con il fuoco e la spada, non perché la cosa sia meno peccaminosa, ma perché il dovere ci è stato tolto di mano; perché la nostra religione ci insegna a lasciarlo a Colui che ha detto: "La vendetta è mia", ecc. Forse vale la pena notare qui che non c'è niente in questa storia così terribile come potrebbe essere visto su mille campi di battaglia - e quelli che non campi di battaglia per la verità e il diritto, a cui, tuttavia, i critici di Elia hanno imparato a guardare con compiacimento.

Si può, tuttavia, obiettare a questo punto di vista che la punizione denunciata dalla legge era la lapidazione ( Deuteronomio 13:10 ; Deuteronomio 17:5 ). Ma sicuramente è facile capire perché, in questo particolare, la legge non sia stata osservata. Era semplicemente che l'esigenza dell'occasione non permetteva che fosse mantenuta. Fu perché i 450 traditori di Dio e del loro paese non potevano essere lapidati nelle poche ore che rimanevano prima che la notte si chiudesse e la moltitudine si disperdesse, che fu adottata una punizione più rapida, quella della spada.

E sarebbe stato un sacrificio dello spirito della legge alla lettera se alcuni falsi profeti fossero stati lapidati e agli altri fosse stata così offerta l'opportunità di fuggire e, sotto la protezione di Jezebel, di rinnovare i loro sforzi contro la verità, la morale e la religione .

1 Re 18:41

Ed Elia disse ad Acab: Alzati [dalla parola risulta chiaro che il re era andato a Kison con la folla. La curiosità lo aveva forse spinto ad assistere al massacro che non poteva impedire. E senza dubbio era stato profondamente intimorito dal portento a cui aveva appena assistito], mangia e bevi [È improbabile che ci fosse qualcosa di derisorio in queste parole.

È estremamente probabile che l'eccitazione della prova fosse così intensa che il re aveva a malapena assaggiato il cibo per tutto il giorno. Elia ora gli dice di mangiare se può, dopo quello a cui ha assistito. Ora, suggerisce, non c'è più motivo di ansia o allarme. Essendo il popolo pentito ( 1 Re 18:39 , 1 Re 18:40 ), e sterminati gli uomini che hanno portato una maledizione sulla terra, la siccità può ora essere placata (cfr.

2 Samuele 21:1 , 2 Samuele 21:6 , 2 Samuele 21:14 ). Le parole successive assegnano il motivo per cui dovrebbe mangiare e bere. È un errore, tuttavia (Ewald, Rawlinson), supporre che gli sia stato ordinato di "mangiare della festa che segue sempre un sacrificio", poiché questo era un intero olocausto ed era stato interamente consumato ( 1 Re 18:38 ).

È probabile che i servitori del re avessero piantato una tenda per lui sull'altopiano e avessero portato con loro il cibo per la giornata]; poiché vi è un suono di pioggia abbondante [Ebr. per una voce di rumore— ; cfr. hum, una parola onomatopeica— di pioggia . Gesenius e Keil pensano che il profeta potesse già udire il rumore delle gocce di pioggia, ma se così fosse, era solo in spirito (cfr.

versetto 45). Le parole possono riferirsi all'innalzarsi del vento che tante volte precede una tempesta, ma è più probabile che Elia parli di segni e indizi capiti solo da lui. Questa era la "parola" di 1 Re 17:1 .]

1 Re 18:42

Allora Acab salì a mangiare e a bere. Ed Elia salì in cima [Ebr. head ] del Carmelo [È chiaro dal versetto 43 che questa non era la vetta attuale, né può essere stata, come suppone Bähr, il promontorio più esterno verso il mare, a meno che non intenda il piede o il pendio di quella cresta o promontorio, per da questo il mare non era visibile. Risulta anche dal del versetto 44 che questo punto doveva trovarsi a un'altezza inferiore rispetto al pianoro dove era stato l'altare e dove si trovava la tenda di Acab] ; e si gettò a terra [La stessa parola 2 Re 4:34 , 2 Re 4:35 , della prostrazione di Eliseo sul bambino morto.

Ma se Elia "si stese per tutta la lunghezza" sulla terra, come fanno costantemente gli orientali in preghiera (cfr Thomson, 1:26,27), fu solo per un momento, come lo troviamo attualmente inginocchiato], e mise il viso tra le sue ginocchia. ["L'atteggiamento orientale dell'intera astrazione" (Stanley). La postura testimoniava l'intensità della sua supplica.]

1 Re 18:43

E disse al suo servo [del quale ora sentiamo per la prima volta. È un'antica tradizione che questo non fosse altri che il figlio del Sareptan, che in seguito fu conosciuto come il profeta Giona (Jerome, Praef. in Jonam). Vedi nota a 1 Re 17:24 ], Sali ora, guarda verso [Ebr. la via del ] mare.

[È una sorprendente conferma della teoria che identifica El Murahkah con la scena del sacrificio di Elia che il mare, sebbene non visibile dall'altopiano stesso, sia dalla cresta della collina, qualche metro più in alto. Van de Velde scrive: "Sui suoi lati ovest e nord-ovest la vista del mare è abbastanza intercettata da un'altezza adiacente. Tale altezza può essere salita, tuttavia, in pochi minuti e una visione completa del mare ottenuta dall'alto.

Allo stesso modo l'ultima autorità, il signor Condor: "La vetta è un poggio semi-isolato con una scogliera alta una quarantina di metri, guardando a sud-est .... Il mare è invisibile, tranne che dalla vetta, e quindi era solo salendo alla sommità del Carmelo, dal pianoro dove potrebbe essere stato l'altare, affinché il servo del profeta potesse vedere la piccola nuvola", ecc.] E salì, guardò, e disse: Non c'è niente.

E lui disse: Vai di nuovo sette volte. [Cfr. Giosuè 6:15-6 ; 2 Re 5:14 ; Matteo 18:21 ; Salmi 119:164 . L'idea qui è quella della sufficienza, del completamento, piuttosto che, come altrove, dell'alleanza. Eppure bisogna ricordare che Elia stava solo pregando per ciò che Dio aveva già promesso di concedere ( Salmi 119:1 ).

Questa sincera preghiera per la pioggia in queste circostanze suggerisce che anche la precedente preghiera "affinché non piova" ( Giacomo 5:17 ) era stata ispirata da Dio. Ma vale la pena considerare se l'atteggiamento di Elia non fosse di attesa riverente e sicura, quanto di preghiera. Quando Rawlinson afferma che "la fedeltà e la pazienza mostrate [dal servo] nell'eseguire questo ordine senza un mormorio, implicano una devozione di nessun genere comune", dimentica sicuramente che la siccità era durata tre anni e mezzo, e che il servo quel giorno aveva visto i fuochi di Dio scendere alla preghiera di Elia. È inconcepibile, in tali circostanze, che un uomo possa mormorare.]

1 Re 18:44

E venne a pus alla settima volta, che disse: Ecco, una nuvoletta si leva dal mare, come la mano di un uomo. [כַף acceso; palmo, cavo della mano. cfr. Luca 12:54 : "Quando vedrete la nuvola (Gr. τὴν νεφέλην) levarsi da occidente, subito direte: Viene una pioggia, e così è". "Ancora in autunno la nuvola Utile si alza come una mano d'uomo e si gonfia fino a che enormi colonne di tuono sono ammucchiate nere e alte sopra le montagne" (Condor).

Ma non è solo in Palestina che una nuvoletta all'orizzonte è spesso foriera di pioggia]. Ed egli disse: Sali [vedi nota su Luca 12:42 ], dì ad Acab: Prepara il tuo carro [Ebr. legare ] , e scendere [Keil, Stanley e altri presumono che il carro di Achab stesse aspettando ai piedi della montagna.

Ma è da notare che il comando di bardare i cavalli precede quello di "scendere". Lo scrittore ha guidato giù da El Murahkah alla pianura, ed è del tutto concepibile che il carro reale può aver trasmesso Achab al pianoro di sacrificio e hanno aspettato per lui non], che l'arresto di pioggia non ti, [Dopo forti piogge (גֶּשֶׁם ) il Kishon, che "raccoglie l'intero drenaggio di questo grande bacino" (Conder), la Grande Pianura, diventa presto una palude invalicabile.

(Giudici, 5:21), "Posso dirvi per esperienza che nelle stagioni umide (il Wady) è estremamente fangoso, e quindi il Kison causa grande tribolazione ai mulattieri. Raramente, in effetti, riescono a superarlo senza alcuni dei loro animali che si attaccano saldamente al suo fondo melmoso".]

1 Re 18:45

E avvenne nel frattempo [Ebr. a così ea così, cioè; fino ad allora (cfr Esodo 7:16 ; Giosuè 17:14 ). Gesen; Bähr, al . supportare il rendering dell'AV Ewald, Keil, al . capire "mentre la mano viene mossa qua e là", cioè; molto rapidamente.

La differenza pratica non è grande], che il cielo era nero di nuvole e vento, e c'era una grande pioggia. ["Il grido del ragazzo dalla sua guardia di montagna era stato appena pronunciato quando la tempesta si abbatté sulla pianura" (Stanley). "La tempesta" [sopra "la scura cresta color ardesia del Carmelo", testimoniata da Conder nel 1872] "scoppiò improvvisamente, la pioggia che scendeva con violenza, sibilando sul terreno, come se non potesse scendere abbastanza velocemente, e accompagnò con raffiche di vento, tuoni e fulmini."] E Acab cavalcò e andò a Izreel.

1 Re 18:46

E la mano del Signore fu su Elia [Stessa espressione 2 Re 3:15 ; Ezechiele 1:3 ; Ezechiele 3:14 ; Ezechiele 8:1 ; Ezechiele 33:22 ; cfr. anche Esodo 9:3 ; Giudici 2:15 ; Rut 1:13 ; Atti degli Apostoli 11:21 ; Atti degli Apostoli 13:11 .

Alcuni dei commentatori comprendono le parole della guida divina , altre di un rafforzamento soprannaturale. Non è necessario escludere nessuna delle due interpretazioni. Un impulso dall'alto lo spinse a "cingersi i fianchi" e ad andare con il re; una forza non sua lo sostenne mentre "correva", ecc. La distanza attraverso la pianura fino a Jezreel è di circa quattordici miglia; il carro reale avrebbe guidato furiosamente, e qualunque sia la rapidità e la perseveranza che il profeta avesse acquisito nelle terre selvagge di Galaad, sembra poco probabile che, dopo le fatiche e l'eccitazione di quel giorno, sarebbe stato in grado, senza la mano del Signore su lui, per stare davanti ai cavalli del carro], e si cinse i lombi [ i.

e; raccolse intorno alla vita l' abba, o "mantello" - il אַדֶּרֶת (cfr 1Re 1 Re 19:13 , 1Re 19:19; 2 Re 2:13 , 2 Re 2:14 ) era così chiamato per la sua ampiezza - che altrimenti avrebbe impedito i suoi movimenti. Probabilmente questo, a parte la cintura, era il suo unico indumento.], e corse davanti ad Achab [Thomson cita un'interessante illustrazione di questo incidente a cui fu testimone.

I precursori di Mohammed All Pasha "mantenevano appena davanti ai cavalli, non importa quanto furiosamente fossero cavalcati, e per correre con la massima facilità non solo cingevano i loro lombi molto strettamente, ma anche rimboccavano i loro indumenti sciolti sotto la cintura ." Ma un tale spettacolo è comune in Oriente. Kitto osserva che gli Shatir di Persia stanno al passo con i cavalli dei loro padroni.

Sono anche strettamente cinti. Il suo scopo era apparentemente duplice. Primo, per onorare il sovrano che quel giorno aveva umiliato alla presenza dei suoi sudditi. Il grande profeta, assumendo l'umile ufficio di lacchè, o precursore (vedi nota a 1Re 1 Re 1:5 ), avrebbe dovuto riverire l'unto del Signore, come Samuele in un'occasione alquanto simile ( 1 Samuele 15:30 , 1 Samuele 15:31 ).

In secondo luogo, può aver sperato con la sua presenza presso il re e la corte di rafforzare qualsiasi buona decisione che il primo avrebbe potuto prendere, e di promuovere l'opera di riforma che non poteva non sperare che i lavori di quel giorno avrebbero inaugurato. Che questo tributo di rispetto sarebbe stato grato ad Achab, che fino a quel momento aveva considerato Elia solo un avversario, è impossibile dubitare. E altrettanto certo è che Elia credesse di aver inferto un colpo mortale alle superstizioni straniere fomentate dalla corte, e soprattutto dalla regina.

Non è chiaro, come suppone Bähr, che il suo servitore lo abbia accompagnato sulla strada. Potrebbe averlo raggiunto più tardi durante il giorno o la notte] all'ingresso [Ebr. fino a che non arrivi a. L'avversione araba, che si suppone condividesse Elia, per l'entrare nelle città, è stata spesso sottolineata. Ma c'erano altre e più profonde ragioni per cui non doveva avventurarsi in città.

Probabilmente la stessa mano guida che lo condusse a Izreel lo spinse ad alloggiare fuori le mura. Era impossibile dire cosa avrebbe potuto fare Jezebel, nei suoi trasporti di rabbia. Anche dopo un giorno del genere, qualsiasi profeta si sarebbe tirato indietro dal contatto familiare con gli uomini e dalla contesa delle lingue] di Izreel. [Achab aveva un palazzo qui ( 1 Re 21:1 ). Ma Samaria era ancora la capitale, e così rimase fino alla cattività ( 1 Re 22:37 ; 2Re 15:13, 2 Re 15:14 ; 2 Re 17:5 , 2 Re 17:6 ).

La scelta di Jezreel come residenza reale è facilmente spiegabile. Sorge su "un poggio alto 500 piedi" (Conder), che domina sia la pianura di Esdraelon che la valle di Jezreel. In effetti, è la situazione più bella della "Grande Pianura". Da qui forse il suo nome "il luogo della semina di Dio". Vedi Stanley, S. e P. pp. 336 ss.; Portiere, pag. 353; Dict. pettorina vol. 1.p. 1080; Van de Velde, vol. 2. pag. 370.]

OMILETICA

1 Re 18:3 , 1 Re 18:4

Il governatore della casa di Achab.

Ci sono poche cose in questi libri della Scrittura più sorprendenti e suggestive della posizione di Abdia nel palazzo di Achab. Tener conto di-

I. L' ETÀ . Abbiamo visto che durante questo regno ( 1 Re 16:30 , 1 Re 16:33 ; 1 Re 21:25 ), e specialmente nella capitale Samaria ( 1 Re 16:32 ), la malvagità di Israele aveva raggiunto il suo apice. Dall'ascesa al trono di Geroboamo e dallo scisma che ne seguì, il regno settentrionale era andato costantemente di male in peggio, finché la sua apostasia ed empietà culminò sotto l'influenza maligna di Acab e di Jezebel.

Il loro regno congiunto segna una nuova partenza nella storia religiosa delle dieci tribù. Finora gli uomini avevano adorato il Dio dei loro padri, anche se in modo irregolare e non autorizzato, e l'idolatria, sebbene non sconosciuta, non era stata aperta e sfacciata. Ora, tuttavia, l'intera nazione, con poche eccezioni, si abbandonò al culto licenzioso degli dèi fenici, e la religione ancestrale fu proscritta, i suoi altari furono rovesciati e fu fatto uno sforzo determinato per annientare i suoi profeti e professori.

II. IL POSTO . Dovremmo aspettarci, di conseguenza, ciò che Elia credeva davvero che fosse ( 1 Re 19:10 ), che per trovare un uomo pio dobbiamo perlustrare la terra come con una lanterna. Dovremmo aspettarci di trovare alcuni Abdiels, "fedeli tra gli infedeli trovati", ma dovremmo cercarli lontano dai ritrovi degli uomini, nelle "grotte e antri della terra", nel torrente Cherit, o nella capanna di Sarepta, o vagando "in pelli di pecora e di capra", ecc.

( Ebrei 11:37 , Ebrei 11:38 ). Ma difficilmente dovremmo sperare di trovarli nelle città di Israele, alla piena luce del giorno, in posizioni cospicue, e tanto meno dovremmo cercarli in Samaria, dove era il trono di Satana, la fortezza e la cittadella di Baal.

O se fossimo così ottimisti, nonostante l'empietà dei tempi e la genialità del luogo, da contare su alcuni santi in Samaria, non dovremmo mai affidarci ai grandi ( Geremia 5:5 ); dovremmo andare in cerca di pietà nelle capanne dei poveri. Non dovremmo mai sognare di trovare seguaci del Signore che occupano una posizione elevata, che vivono all'ombra del palazzo, oa stretto contatto con la regina determinata e senza scrupoli.

III. LA SUA POSIZIONE . Ma se ci fosse stato assicurato che anche nel palazzo di Acab, sotto lo stesso tetto di Izebel, si sarebbe trovato un devoto e incrollabile servitore di Geova, ci saremmo certamente aspettati di trovarlo in qualche insignificante servitore, in qualche povero servitore del luogo. Che qualsiasi alto funzionario, che un ministro di stato potesse conservare la sua pietà in quel pozzo nero di corruzione, in quel focolaio di idolatria e immoralità, e proprio nel momento in cui Jezebel stava sterminando i profeti del Signore, ci sembrerebbe del tutto fuori questione . "Quale comunione", dovremmo chiedere, "ha la luce con le tenebre? o quale parte ha colui che crede con un infedele?"

IV. LA SUA PIETÀ . Eppure troviamo che Abdia, l'intendente del palazzo di Samaria, il fidato e fedele ministro di Acab, il "terzo sovrano del regno", "temeva grandemente il Signore" ( Abdia 1:3 ) e, sebbene circondato da Baal -adoratori, non piegarono mai le ginocchia a Baal; sebbene abbia rischiato la vita per la sua devozione a Geova, tuttavia Lo servì veramente e soccorse i Suoi profeti.

Abbiamo un parallelo con questo, e un esempio ancora più sorprendente di pietà nelle circostanze più avverse e scoraggianti del Nuovo Testamento. Abbiamo qualcosa di simile, infatti, nel caso di Daniele e dei tre bambini ebrei; qualcosa di simile nel caso di Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode ( Luca 8:8 ); ma troviamo un analogo ancora più vicino nei santi della casa di Cesare ( Filippesi 4:22 ).

Quando ricordiamo che i santi di Roma erano il discorso, l'ammirazione, i modelli delle prime Chiese cristiane "in tutto il mondo" ( Romani 1:8 ); che tra i santi di Roma, quelli del palazzo o della caserma ( Filippesi 1:18 ) annessi al palazzo di Cesare sul Palatino, brillavano almeno ( Daniele 4:22 ) per la loro carità, per l'incoronazione della grazia cristiana di φιλαδελφία, il timbro e il sigillo regale dei santi ( Giovanni 13:35 ; 1 Giovanni 13:35, 1 Giovanni 4:20 ); quando ricordiamo anche che questa era a Roma, a quel tempo la peggior città del mondo, luogo di villeggiatura - ne sono testimoni i loro stessi scrittori - di tutti i furfanti e ciarlatani e libertini dell'impero; che questo era l'anno A.

D. 63, quando fu occupato da Nerone il palazzo de' Cesari, di tutti i nati di donna forse il più meschino, il più vile, il più infame, il più dissoluto; che questo Nerone era assassino di fratello, assassino di madre, di moglie, di amante; persecutore e carnefice dei cristiani, nemico giurato della bontà e della purezza sotto ogni forma, patrono e favoritore di ogni sorta di abominio, secondo alcuni la "Bestia" dell'Apocalisse; se consideriamo che sotto il suo tetto, nel pandemonio che aveva creato intorno a lui, santistati trovati, mansueti seguaci del Cristo immacolato, non possiamo che essere colpiti dal fatto che la sapienza di Dio ha conservato per nostro incoraggiamento due esempi cospicui - uno sotto l'Antica Dispensazione, uno sotto la Nuova - di fervente devozione che vive e prospera in un palazzo nelle circostanze più avverse, in mezzo agli straripamenti dell'empietà. E questi fatti possono suggerire le seguenti lezioni:

1. " Che ogni uomo, in cui egli è chiamato, lì rimanete con Dio " ( 1 Corinzi 7:20 , 1 Corinzi 7:24 ). La tentazione di disertare il nostro posto, per le difficoltà, le seduzioni, le persecuzioni che offre, è particolarmente forte, perché si presenta sotto la veste di un dovere religioso. Pensiamo che "un giorno cadremo per mano di Saulo" ( 1 Samuele 27:1 ).

Temiamo che la tentazione possa essere troppo forte per noi, e ci consultiamo, come crediamo, solo per la nostra sicurezza, in volo. Ma dimentichiamo che "la vita di ogni uomo è un progetto di Dio"; che siamo stati messi dove siamo da Lui, e messi lì per fare la Sua opera. Dimentichiamo anche che la sua "grazia ci basta"; che con ogni tentazione Egli può trovare una via di fuga (1 1 Corinzi 10:13 ); che Egli non permetterà che siamo tentati al di sopra di quanto siamo in grado di sopportare; e quella fuga in tali circostanze deve essere pura codardia e infedeltà.

Fu un grande errore degli eremiti e dei religiosi di un'epoca passata lasciare il mondo perché era così malvagio, perché questo era togliere il sale dalla terra e lasciarlo alla corruzione. Se gli uomini che soli possono far lievitare la società si rinchiudono in un chiostro o in uno studio, è semplicemente lasciare che sia il diavolo a fare del suo peggio. Non si tratta di combattere, ma di fuggire. Tranne che questi dimorano nella nave, come può essere salvata? ( Atti degli Apostoli 27:31 .

) È un egoismo eclatante nascondere la nostra candela sotto un moggio, per paura che le raffiche della tentazione la spengano. Abdia fu chiamato dalla provvidenza di Dio a governare la casa di Acab. Il posto doveva essere di estrema difficoltà, di prova costante e di pericolo imminente. Vediamo da Abdia 1:10 , Abdia 1:14 il tipo di uomo con cui ha avuto a che fare e come, di giorno in giorno, ha portato la sua vita in mano.

Ma non abbandonò lo stato di vita in cui era piaciuto a Dio di chiamarlo. /Si ritiene che fosse lì per qualche buon motivo; che aveva un lavoro da fare che solo lui poteva fare, e decise di fermarsi e fare il suo dovere. Forse si ricordava del capo della casa del Faraone e della liberazione che aveva operato per Israele ( Genesi 45:7 , Genesi 45:8 ), Ad ogni modo, ha aspettato e ha sopportato, e alla fine l'occasione è arrivata.

Quando Jezebel avrebbe sterminato i profeti del Signore, allora l'amministratore del palazzo capì perché era stato messo in quella posizione pericolosa e responsabile. Era per salvare in vita molte persone ( Genesi 1:20 ). Poi fece ciò che forse solo lui avrebbe potuto fare: prese cento profeti del Signore, li nascose in due grondaie e li sfamò con pane e acqua.

2. I santi sono i migliori servitori . Non è meno strano trovare Achab che impiega Abdia che trovare Abdia che serve sotto Achab. Alcuni hanno visto qui una prova della tolleranza del re, ma è molto più simile a una prova della sua sagacia. Può essere incerto se conoscesse la fede di Abdia, ma possiamo essere sicuri che aveva dimostrato la sua fedeltà. Fu perché Abdia fu "fedele in tutta la sua casa" che fu trattenuto in questa posizione.

Non era nell'interesse di Acab avere un adoratore di Baal a capo dei suoi servitori. Gli uomini cattivi non si preoccupano di essere serviti dalla loro specie. Fanno pietà e probità il complimento, così com'è, di incoraggiarlo nei loro dipendenti e figli. Trovano, come fece Potifar, come fece Dario, che i timorati di Dio portano con sé una benedizione ( Genesi 39:5 ). Infatti, se non c'è una benedizione speciale per il loro paniere e le loro scorte, per il loro frutto e per il loro ovile ( Deuteronomio 28:4 , Deuteronomio 28:5 ), tuttavia sono guardati dalla peculazione e dallo spreco ( Luca 16:1 ). Quanti, come Achab, hanno scoperto che a coloro che condividono i loro peccati o piaceri non possono essere affidati i loro beni; che se avessero servitori fedeli, dovevano avere timorati di Dio.

3. E 'solo la potenza di Dio poteva tenere santi uomini in Acab ' s o Nero ' palazzo s . Coleridge ha detto da qualche parte che ci sono due classi di testimonianze cristiane: cristianesimo e cristianità; il sistema in sé, la sua pura moralità, i suoi insegnamenti benefici, i suoi risultati, le sue conquiste e le conquiste nel mondo. Perché è del tutto al di là del potere della natura umana operare i cambiamenti morali che il cristianesimo ha operato o per convertire gli uomini o per preservarli dalla caduta.

Che un uomo che è noto nel suo quartiere, il parlare e il terrore della campagna, un libertino noleggiato, un ame dannato, o anche come San Paolo, un persecutore e un ingiurioso; o come Agostino, o John Newton; che un tale sia improvvisamente fermato, trasformato, nobilitato, predicasse la fede che un tempo perseguitava: è molto difficile da spiegare su basi umane. E che gli uomini con ogni tentazione al peccato, tutto da perdere e niente da guadagnare con la pietà, l'interesse mondano, l'orgoglio, la passione, la vergogna, tutto ciò che si combina contro la religione, che questi dovrebbero, tuttavia, negando l'empietà e le concupiscenze mondane, vivere sobriamente, rettamente, e pii ( Tito 2:12 ) nella Sodoma intorno a loro, questo non è meno un miracolo della grazia divina.

Le influenze che hanno preservato un Abdia, un San Paolo, un Pudens e Linus e Claudia ( 2 Timoteo 4:21 ) devono essere dall'alto. Sappiamo fin troppo bene di cosa è capace la natura umana, non assistita dalla grazia. Sappiamo che tende inevitabilmente a non portare un raccolto ricco di virtù, ma, come i cereali, a degenerare, a correre a seme. In Socrate e Seneca - "pagani semi-ispirati" lo vediamo al suo meglio, e tuttavia quanto è ampio il divario tra il precettore di Nerone e i santi della casa di Nerone.

Quando vediamo la nostra natura, piantata in un focolaio di grossolanità e dissolutezza, produrre tuttavia i "pacifici frutti della rettitudine", allora sappiamo che la mano del grande Marito deve, anche se silenziosamente e invisibile, ma sicuramente, aver operato.

4. Se la religione ha tenuto la sua propria in Acab ' s o in Nero ' corte s, terrà la sua propria e vincere la sua ovunque strada . Come possiamo mai disperare della nostra religione finché abbiamo tali prove che è la "potenza di Dio per la salvezza"? La società, sia in Inghilterra che nel continente europeo, può essere molto atea; potrebbe cambiare in peggio; potremmo prepararci a un'esplosione di comunismo, nichilismo, materialismo, ateismo; le masse nelle nostre grandi città possono essere molto brutali e infatuate e animali, possono essere completamente estranee alla religione in ogni forma; ma, qualunque sia l'Inghilterra, e qualunque sia l'Europa, il suo stato non è affatto così disperato come quello di Roma sotto Nerone.

I selvaggi ai quali mandiamo i nostri missionari, ancora, senza dubbio sono degradati, sensuali, apatici, o addirittura ostili alla nostra religione; ma sono davvero peggiori, il loro caso è più disperato di quello dei sudditi di Achab o di Nerone? E se i giorni della persecuzione non sono finiti; se in Cina, in Melanesia e in Turchia la spada è ancora affilata contro il cristiano, possiamo trovare tra tutti un persecutore più feroce di Jezebel, un inquisitore più selvaggio e senza scrupoli di Tigellino.

Ma non possiamo fingere che le nostre sofferenze siano qualcosa di simile alle loro. I profeti non sono più cacciati come pernici; non sono più rivestiti di pelli di bestie feroci, né immersi in calderoni di pece; non si sente più il grido sanguinario, Christianos ad leones . Eppure, nonostante quei terribili scherni e flagelli, quelle agonie nell'anfiteatro, quelle privazioni nelle caverne, la religione, tanto in Samaria quanto a Roma, ressero.

In Israele, settemila confessori sinceri non sarebbero stati né tentati né terrorizzati a piegare le ginocchia a Baal. In Italia il sangue dei martiri era il seme della Chiesa; né Nerone, né Decio, né Diocleziano potevano ostacolare l'avanzata dell'esercito battezzato di Cristo, e ora è questione di storia come un giorno l'impero si svegliò per ritrovarsi cristiano.

5. Se gli uomini potessero essere santi in Acab ' s e il Nero ' palazzo s, possono essere santi ogni dove. Con quanta costanza gli uomini invocano le circostanze avverse in cui si trovano come motivo per cui non possono servire Dio. A volte è una strada senza Dio o un villaggio malvagio; a volte è una famiglia irreligiosa o un laboratorio infedele; o il loro mestiere è tale, i loro datori di lavoro o associati sono tali, che non possono vivere una vita pia.

Ma l'esempio di Abdia, l'esempio di quei santi del Preterio, li condanna di menzogna e di codardia. Non possono avere tentazioni più grandi o persecuzioni più feroci di quelle capitate a quei cristiani romani. Se si sono dimostrati saldi e hanno vissuto in dolcezza e purezza, chi di noi non può fare lo stesso ovunque ci si trovi?

6. I santi di Achab ' s e Nero ' campi s risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno . In una città malvagia, in un tribunale impuro, attraverso il fuoco e il sangue, conservarono la fede. Il cristianesimo è ora stabilito nella terra. I re sono i suoi padri che allattano. I suoi riti sacri sono celebrati liberamente e apertamente. Eppure quanti lo disonorano o lo negano! quanti si vergognano della loro religione! Con quale vergogna incontreranno i coraggiosi confessori del passato I Non avranno bisogno della condanna del loro Giudice ( Matteo 12:41 ; Giovanni 5:45 ).

1 Re 18:17-11

Il Re e il suo Maestro.

Per tre anni e mezzo re e profeta non si sono incontrati ( Luca 4:25 ). Per tre anni e mezzo, quarantadue mesi, milleduecentosessanta giorni ( Apocalisse 11:2 , Apocalisse 11:8 ; Apocalisse 12:6 ; Apocalisse 13:5 ; Daniele 7:25 ), il periodo di persecuzione e mistica bestemmia, la piaga della siccità ha afflitto il paese.

Ma ora è arrivato il momento - la "pienezza del tempo" di Dio - per la sua rimozione. È giunto il momento di favorire Israele, e re e profeta si incontrano di nuovo. Fu un momento di ansia per ciascuno di loro. Fu un momento critico nella storia della Chiesa. Segnaliamo le loro parole; osserviamo come si comportano; impareremo sicuramente qualcosa dal loro comportamento e dal loro discorso.

I. Il re va incontro al profeta . Sembra che Elia avesse aspettato nel luogo dove Abdia lo aveva lasciato finché non fosse apparso Acab. Non prenderà il posto di un supplice. Per quanto soggetto, è il superiore di Achab. Ha una commissione più alta e più nobile di quella del re. È suo compito rimproverare il re; quindi, in un certo senso, lo convoca davanti a sé. L'orgoglioso monarca che ha perlustrato tutte le terre in cerca di lui deve ora umiliarsi per andare davanti al profeta. "Ecco Elia".

II. Achab ha paura di incontrare Elia . È vero che parla per primo e accusa il profeta di turbare la terra; ma possiamo ben credere che, nonostante le sue parole coraggiose quando Izebel era al suo fianco, e il coraggio a buon mercato che ha manifestato quando aveva alle spalle la corte e i sacerdoti di Baal, deve aver atteso questo incontro con qualcosa di simile a sgomento .

Aveva buone ragioni per i dubbi e le paure. In primo luogo, doveva incontrare un vero profeta, dotato di poteri soprannaturali. Di una cosa non poteva avere dubbi, circa la "parola sicura di profezia" nelle labbra di Elia. Non meno del Sareptan, aveva dimostrato che la parola del Signore sulle labbra di Elia era verità ( 1 Re 17:24 ). "Ha parlato ed è stato fatto." Aveva denunciato una siccità, ed era avvenuta, una siccità senza precedenti, una siccità che ancora malediceva il paese, e in quel momento stava tassando le sue risorse ( Abdia 1:5) E di un'altra cosa Achab doveva essere altrettanto certo, che questa siccità non era un caso che gli fosse capitato. La coincidenza tra la parola e l'evento negava quell'idea. Deve vedere in esso il dito di Dio; deve riconoscere nel profeta la potenza di Dio. Ma

(2) l'uomo che aveva cercato per colline e valli, in città e in villaggi, nelle sue terre e nelle terre adiacenti, ora propone un incontro. Chiaramente, quindi, non ha paura. Quasi costringe a un'intervista: "Oggi mi mostrerò a lui".

(3) Anche se Acab attribuiva il suo potere alla magia o alla stregoneria, gli uomini tremano ancora in presenza di uno stregone. Non c'è da chiedersi, quindi, se il suo coraggio gli fosse quasi venuto meno, e se attendesse con impazienza l'incontro con qualcosa di simile al terrore. Ma ricorda la sua imperiosa consorte; pensa a quanto sia stato pieno di minaccioso e di furore lui stesso, e sente di doversi fare audacemente; deve portarsi con orgoglio; deve tassare il profeta con azioni sbagliate.

E così, quando finalmente si incontrano, il re è il primo a parlare. "Sei qui?" grida, quasi spaventato al suono della propria voce. "Sei qui, turbatore d'Israele?" Le parole sono spesso servite a nascondere i pensieri degli uomini, spesso sono state un velo per nascondere abiette paure di furto.

Ora, abbiamo sentito parole come queste, le abbiamo lette in bocche diverse da quella di Achab. È un'accusa comune contro i profeti e il popolo di Dio. I santi hanno sempre torto. Sono sempre loro che "mettono sottosopra il mondo" ( Atti degli Apostoli 17:6 , Atti degli Apostoli 17:8 ); sempre coloro che «turbano molto la nostra città» ( Atti degli Apostoli 16:20 ).

Nostro Signore fu accusato di sedizione. I primi cristiani furono chiamati "nemici del genere umano". Contro di loro si dice falsamente ogni sorta di male. Achab parla solo "secondo la sua specie". Vide che Elia era stato determinante nell'abbattere la siccità e la terribile carestia che l'aveva accompagnata. Non si ferma mai a chiedere cosa abbia spinto Elia a chiedere una siccità; cosa ha spinto il Dio di Elia a mandarlo. L'araldo è accusato di essere la causa della guerra.

"Non c'è niente di nuovo sotto il sole." La stessa accusa è fatta, e con la stessa irragionevolezza e perversità ai giorni nostri. L'agnello deve aver contaminato il torrente, da qualunque parte scorra. Se il Battista viene senza mangiare né bere, dicono: "Ha un diavolo". Se viene il Figlio dell'uomo mangiando e bevendo, si dice: "Ecco un mangione e un beone". Se suoniamo, non balleranno: se piangiamo, non si lamenteranno ( Matteo 11:16 ss.)

III. Elia denuncia il re al suo recinto . "Non ho turbato Israele, ma tu", ecc. "I giusti sono audaci come un leone". Non c'è traccia di paura in queste parole. La verità non ha nulla da temere. E la verità era allora, ed è ora, che i problemi e le sofferenze del mondo scaturiscono dal peccato, dall'oblio e dall'abbandono di Dio. Se gli uomini lo lasceranno fuori dai loro pensieri e dalla loro vita, i loro dolori non potranno che moltiplicarsi ( Salmi 16:4 ).

È come lasciare il sole fuori dal nostro sistema solare: il mondo ritornerebbe al caos primordiale. La rivoluzione francese mostra il risultato della negazione di Dio. Il comunismo e il nichilismo fanno lo stesso. "Non c'è pace per i malvagi." Ma non solo si "trafiggono stessi con molti dolori", ma guai Israele ( Efesini 6:16 ), il popolo pacifico di Dio.

Ma per loro questo mondo sarebbe un paradiso. Sono loro che creano case miserabili e cuori spezzati. Sono loro che necessitano dei nostri eserciti, della nostra polizia, delle nostre carceri, dei nostri tassi bassi. Sono loro che a volte ci fanno domandare, con alcuni antichi, se questa terra non sia davvero un luogo di punizione. Ma per loro, e per la confusione e la miseria che causano, gli uomini non chiederebbero mai "se la vita è degna di essere vissuta"; ancor meno concludere che "il bene più grande è non essere mai nato nel mondo, e il prossimo per morire al più presto.

Abbiamo quindi il diritto, come Elia, di denunciare gli empi e i malvagi come nemici della società, come cospiratori contro la pace e la prosperità del mondo. "L'unico comune disturbatore di uomini, famiglie, città, regni, mondi, è il peccato ." È uno degli argomenti a favore della nostra santa religione che, sinceramente praticata, assicura "la più grande felicità possibile del maggior numero possibile". tacchi.

IV. Il re sopporta il rimprovero del profeta . Al "Tu sei l'uomo" di Elia, non risponde. È tassato con la rovina del suo paese, ed è senza parole. Il suo coraggio è presto svanito. Chi vuole accusare Elia non può difendersi. Sebbene sia unto re, è debole e indifeso ( 2 Samuele 3:39 ), e possiede il suo suddito come un suo superiore.

Quanto tempo hanno cambiato posto! Achab ha cercato la vita del profeta, ha giurato vendetta su di lui se trovato. Ora l'ha trovato e trema davanti a lui E questo perché la coscienza l'ha fatto un vigliacco. Sa nel profondo del suo cuore che Elia ha detto la verità; che Dio è dalla sua parte; ed ha paura di lui, proprio come Saul, gigante e re che era, aveva paura del giovane Davide.

E gli uomini hanno ancora paura di un vero santo di Dio. Lo guardano con un terrore quasi superstizioso. A volte è il fanatismo che temono; ma a volte è la santità che condanna la loro peccaminosità ( Luca 5:8 ).

V. Il re obbedisce profeta ' comandi s . Elia potrebbe essere re dai comandi che impartisce. "Manda e raduna a me" - osserva "a me" - "tutto Israele al monte Carmelo, e i profeti di Baal", ecc. Achab sapeva perché erano ricercati? Allora Elia gli parlò della prova del fuoco? È estremamente improbabile. È probabile che, sebbene Achab sperasse nella pioggia, non prevedesse nulla di buono per i suoi profeti o per quelli di Jezebel da questo incontro.

Avrebbe disobbedito a questo comando se avesse osato. Ma ha trovato il suo padrone, ed è nella rozza e ignorante Galaadita. Ci vengono in mente Erode e Giovanni, Ambrogio e Teodosio, Savonarola e Lorenzo de' Medici, Maria di Scozia e John Knox. Al comando di Elia, i suoi posti vanno in tutto il paese. Il profeta ha già avuto un trionfo. La verità e la coscienza del diritto, e il rematore della presenza di Dio, si sono dimostrate più grandi dello scettro e della corona.

1 Re 18:21-11

Conversione di Israele.

È stato osservato altrove che nella storia del popolo israelita possiamo vedere traslate le prove e le esperienze di un'anima cristiana.
E non solo questo vale per questa storia nel suo insieme, ma vale anche per vari periodi di quella storia, per varie crisi nella vita della nazione. Vale di quella grande crisi registrata in questo capitolo. Perché dalla conversione di Israele nel giorno del Carmelo, possiamo trarre alcune lezioni sulla vera dottrina della conversione, la conversione dell'uomo dal peccato alla giustizia, dal potere di Satana a Dio.

Dal volgersi di nuovo del loro cuore ( 1 Re 18:37 ), possiamo imparare qualcosa sul cambiamento da operare nel nostro. Consideriamo, quindi-

1. Che cos'era.

2. Come è stato realizzato.

3. Quali sono stati i suoi risultati.

I. COSA IT WAS . Era-

1. Un cambiamento di mente . È stato un μετάνοια , un cambiamento di pensiero e di visione. Naturalmente era più di questo, ma questo era principalmente e principalmente. In quel giorno del potere del Signore (Sal 110:1-7:8) le opinioni del re e del popolo furono cambiate. Il re e la corte - e Acab non era senza i suoi ministri e cortigiani per assistere alla prova - avevano molti di loro creduto in Baal e lo servivano.

È vero che alcuni avevano vacillato ( 1 Re 18:21 ) tra Baal e Geova; ma il popolo nel suo insieme aveva ritenuto che Baal fosse Signore e Dio, principe della natura, fonte di vita, non escludendo Geova, ma insieme a Lui. La prima cosa che impararono, di conseguenza, fu che un "idolo non è niente al mondo"; che Baal non era altro che un ceppo ( 1 Re 15:12 ), un ceppo insensato, impotente nel bene o nel male. È chiaro che il primo scopo di Elia era dimostrare prima di questa grande convocazione sul Carmelo l'assoluta impotenza e nullità delle loro divinità idolatiche.

Da tre anni e più aveva dimostrato che Baal non aveva dominio sulle nuvole; che non poteva svolgere quella funzione primaria di un Dio, vale a dire; per controllare il corso della natura e dare ai suoi devoti un montone dal cielo e stagioni fruttuose ( Levitico 26:4 ; Deuteronomio 11:17 ; 1 Samuele 12:17 ; 1 Re 8:36 ; Salmi 68:9 ; Geremia 5:24 ; Geremia 5:24, Gioele 2:23 ; Amos 4:7 ; Atti degli Apostoli 14:17 ).

E ora si offre di provare che Baal ha altrettanto poco potere sul fuoco, emblema riconosciuto e proprietà di Dio ( Genesi 3:24 ; Esodo 19:18 ; Esodo 9:24 ; Deu 4,1-49,86); noto solo agli uomini, secondo un'antica tradizione, perché rubato al cielo. Dimostrerà anche che il Signore che serve può dare fuoco e pioggia; e da questi fatti otterrà la loro comprensione, l'assenso delle loro menti alla conclusione che solo il Signore è Dio.

Questo era il suo primo compito, il suo obiettivo principale. E questo è il primo passo verso la conversione di un'anima: che essa " conosca l'unico vero Dio e Gesù Cristo", ecc. Alla base della conversione sta la conoscenza di Dio e di sé. C'è una conoscenza che "esplode in aria"; mentre "la carità edifica" ( 1 Corinzi 8:1 ). C'è anche un che è la vita eterna.

È l'uomo convertito che può dire: "Abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi" ( 1 Giovanni 4:16 ). Era un detto preferito di Santa Teresa che se gli uomini conoscessero davvero Dio, non potevano fare a meno di amarlo e servirlo. Per natura non Lo conoscono; hanno idee false e indegne di Lui; pensano che Wire sia del tutto simile a loro ( Salmi 50:21 ), perché il diavolo, il "calunniatore" (διάβολος), che non è solo "l'accusatore dei fratelli" davanti a Dio ( Apocalisse 12:10 ; Giobbe 1:9 ), ma anche accusatore di Dio davanti ai fratelli ( Genesi 3:5 ), avvelena le loro menti contro Dio, lo calunnia e lo travisa, così che l'apertura degli occhi ( Atti degli Apostoli 9:18 ;Atti degli Apostoli 16:14 ; Atti degli Apostoli 26:18 ; Luca 24:45 ; Efesini 1:18 ), l'illuminazione della mente, lo splendore del glorioso vangelo di Cristo nel cuore ottenebrato ( 2 Corinzi 4:4 , 2 Corinzi 4:6 ): questo è l'inizio della nostra conversione. Una conversione che poggia non sulla conoscenza, ma sull'emozione, non può essere reale e duratura.

2. Un cambiamento di affetto . Credendo che Baal fosse Dio, gli avevano reso il loro omaggio, il loro servizio. Il cuore, per la maggior parte ( Romani 7:1 . passim ), va con l'intelletto. Se quest'ultimo è fermamente convinto, il primo viene arruolato. "Come pensa nel suo cuore, così è" ( Proverbi 23:7 ).

Coloro che consideravano Baal come loro aiutante e benefattore non potevano fare a meno di riverirlo e amarlo ( 1 Re 19:18 ; cfr. Giobbe 31:27 ). Ma quando hanno appreso la sua impotenza; quando videro che erano stati ingannati ( Atti degli Apostoli 8:9 ); quando fu loro imposto che queste cose erano idoli muti, vanità menzognere, e che solo il Signore le aveva fatte, sostenute, benedette, allora vi fu una forte repulsione di sentimento; il loro cuore tornò indietro; i loro affetti andavano a Colui che avevano offeso e offeso.

E così è nella nostra conversione. Non è un processo puramente intellettuale; agita le più basse profondità del cuore. Quando un uomo si rende conto che Dio non è odio, ma amore; che è un Padre, non un duro padrone; che il diavolo lo ha ingannato e reso schiavo, promettendogli la libertà; che il mondo lo abbia ingannato, ei suoi piaceri lo abbiano deriso, sarebbe davvero strano se questa apocalisse non colpisse l'intero uomo; se la conoscenza non portasse subito all'odio e all'amore; disgusto per il nemico che ci ha tradito in modo così falso e calunniato il nostro grazioso Padre; amore per Colui che per primo ci ha amati e suggellato il suo amore con il dolore e il sacrificio. E con l'amore appena nato ci sarà compunzione; dolore che abbiamo addolorato l'Eterno Amore. Questo è ciò che chiamiamo pentimento. Fa parte della μετάνοια.

3. Un cambiamento di condotta . Se la testa non porta sempre con sé il cuore, il cuore controlla e governa sempre l'uomo. È la molla principale della nostra natura. Il cuore è il timone che fa girare la nave "dovunque il governatore vuole" ( Giacomo 3:4 3,4 ). Non abbiamo traccia, infatti, di alcun cambiamento permanente nella vita religiosa d'Israele, ed è stato fin troppo facile presumere che tutta la congregazione che ha assistito alla discesa del fuoco e ha confessato la propria fede in Geova, è subito caduta nel paganesimo.

Ma è chiaro che, almeno per un periodo, c'è stato un cambiamento nella loro condotta. La prontezza con cui uccisero i sacerdoti di Baal lo dimostra. Senza questo, infatti, non ci sarebbe stata alcuna conversione. Infatti quella parola, sebbene usata costantemente in un senso puramente convenzionale e non naturale - per esprimere, di fatto, un cambiamento mistico nell'uomo, un peculiare passaggio cosciente che si suppone che il cuore sperimenti - descrive in realtà un cambiamento nella vita e condotta ( Atti degli Apostoli 15:3 ; Luca 22:32 ; Matteo 18:3 ; Giacomo 5:19 ).

Il segreto cambiamento interiore della Scrittura chiama sempre "conversione" ( Matteo 9:13 ; Luca 15:7 ; Atti degli Apostoli 20:21 ; Romani 2:4 ; Ebrei 6:6 , ecc) La conversione è il cambiamento esteriore e visibile risultante dalla precedente e corrispondente ad essa.

Di qui le parole di san Pietro: "Pentitevi e convertitevi" ( Atti degli Apostoli 3:19 ). Questa conversione di Israele non è stata un'emozione, un'esperienza, un'estasi, ma un cambiamento da Baal. adorare Geova adorare; dall'impurità e dalla diavoleria ( Deuteronomio 32:17 ; l Corinzi Deuteronomio 10:20 ) alla giustizia; si trattava di una svolta «dagli idoli per servire il Dio vivo e vero» (1 Tessalonicesi; 9).

II. COME ERA QUESTA CONVERSIONE PORTATO SUL ?

1. Per il ministero di un profeta . L'appello di Elia ( 1 Re 18:21 ) ebbe una certa influenza; le opere che fece - era un profeta delle opere - ebbero molto di più. Era il messaggero di Dio per trasformare i disubbidienti alla saggezza dei giusti ( Luca 1:17 ). Ci viene qui ricordato il posto che occupa il ministero della parola nella Nuova Dispensazione.

"Come faranno a sentire senza un predicatore?" "Vi predichiamo che dovete allontanarvi da queste vanità", ecc. ( Atti degli Apostoli 14:15 ). Nessuno dice che un predicatore è indispensabile, ma nessuno può negare che sia lo strumento ordinario di Dio per la conversione degli uomini ( 1 Corinzi 1:18 , 1 Corinzi 1:21 ).

2. Con il castigo di Dio . La siccità e la carestia prepararono i loro cuori ostinati all'appello di Elia, e li predispose alla decisione. In un altro momento avrebbe potuto rivolgersi a Israele invano. E il dolore e il dolore, la privazione e il lutto si trovano ancora non di rado per disporre la mente ribelle ad ascoltare il messaggio di Dio. "Quando i tuoi giudizi sono sulla terra, gli abitanti del mondo impareranno la giustizia" ( Isaia 26:9 ; cfr Isaia 26:16 ).

3. Per i terrori del Signore . È la "voce ancora sommessa" che vince di più per Dio; ma il vento, il terremoto e il fuoco hanno da fare il loro lavoro di preparazione. La legge ha preceduto il vangelo, e anche il vangelo ha le sue dure minacce. La predicazione apostolica non ha trascurato il terrore del Signore ( 2 Corinzi 5:11 ). Non possiamo dubitare che la paura abbia avuto un ruolo nella conversione.

Come in un'occasione precedente, la consegna della legge ( Esodo 20:18 ), così in questa solenne rivendicazione della legge, «il popolo ebbe paura a causa del fuoco» ( Deuteronomio 5:5 ). Perché, allora, dovremmo chiamare quel comune che Dio ha mondato? Perché scartare uno strumento che Dio ha approvato?

4. Per un segno soprannaturale . Perché il fuoco è stato il punto di svolta in questa conversione. Fu al terribile "segno dal cielo", questa prova di una Presenza Divina, che si levò il grande grido: "Il Signore, è il Dio". Le Ossa rimasero asciutte finché il Respiro non entrò in loro. E questo non può ricordarci che c'è un elemento soprannaturale anche nella nostra conversione? L'uomo non può cambiare se stesso.

Solo con la forza dello Spirito Santo, lo Spirito che discese a fuoco ( Atti degli Apostoli 2:3 ; Matteo 3:11 ), possono gli occhi essere aperti, il cuore ammorbidito, il pentimento battuto, o vera e duratura conversione a Dio essere realizzato. Questa è la dispensazione dello Spirito. È Suo convincere del peccato ( Giovanni 16:8 ), testimoniare di Cristo ( Giovanni 15:26 ), rinnovare il cuore ( Tito 3:5 ) , donare pace e gioia ( Galati 5:22 ).

5. Dopo aver pregato Dio . Non solo la preghiera di 1 Re 18:36 , 87, offerta davanti all'altare restaurato di Dio ( 1 Re 18:30 ); Elia aveva pregato per molti anni. La disciplina della siccità era una risposta alla sua preghiera. Né si può pensare che fosse solo nelle sue petizioni. I settemila avrebbero sicuramente pregato per la rigenerazione del loro paese.

Il trionfo del Carmelo è la risposta a quelle grida degli eletti di Dio ( Luca 18:7 ). E la preghiera è ancora uno degli strumenti della nostra conversione. È significativo come la preghiera sia menzionata in connessione con l'esempio di Elia e con la conversione in Giacomo 5:17 . Né è meno istruttiva la menzione della preghiera in connessione con la conversione di san Paolo ( Atti degli Apostoli 9:11 ).

È un passo che l'anima fa verso Dio; e perseverando nella preghiera si raggiunge la meta, perché «chiunque chiede, riceve» ( Matteo 7:8 7,8 ). Chi invocherà il nome del Signore sarà salvo ( Atti degli Apostoli 2:21 ). Una volta una preghiera di mezza dozzina di parole era sufficiente per giustificarsi ( Luca 18:14 ).

6. Fu il risultato di una decisione improvvisa . "Quanto tempo ti fermi?" ecc. Li farà decidere in un modo o nell'etere. È meglio essere freddi che tiepidi ( Apocalisse 3:16 ). Non possiamo servire due padroni. Quante conversioni sono differite perché gli uomini non guarderanno in faccia i fatti! Questo è tutto ciò che chiede loro il predicatore. "Se c'è un Dio, servilo.

Se c'è un giudizio, allora preparati". La decisione di carattere è necessaria al grande cambiamento. Quando il figliol prodigo dice: "Mi alzerò", il primo passo è stato fatto. E "è solo il primo passo che costa ."

III. QUALI SONO STATI I SUOI RISULTATI ? È bene porsi questa domanda, perché alcuni dimenticano che la conversione non è la fine, ma l'inizio. È l'ingresso nella vita della riconciliazione e dell'obbedienza; è la porta della santificazione e della perfezione. Questa conversione è stata

(1) evidenziato da-

1. Obbedienza . La legge prescriveva che il falso profeta fosse messo a morte ( Deuteronomio 12:1 ). Il peccato di sedurre il popolo del Signore era così atroce da meritare la pena capitale. È stato obiettato contro Elia che, nel massacro di questi 400 uomini, abbia mostrato uno spirito sanguinario e vendicativo. Ma sarebbe stato strano se lui, il restauratore della legge, avesse ignorato una delle sue disposizioni.

Avremmo dovuto sospettare questa conversione se i falsi profeti fossero stati risparmiati. "Questo sacrificio non è stato meno gradito a Dio di quell'altro". Perché il vero convertito si mette a fare la volontà di Dio. Qualunque grazia e favore Dio possa avergli mostrato non può liberarlo dall'adempimento del dovere. Deve ancora "osservare i comandamenti" se vuole entrare nella vita ( Matteo 19:17 ). L'obbedienza è la pietra di paragone della conversione ( Luca 6:46 ; Giovanni 14:21 ).

2. Vigilanza . Senza dubbio uno dei motivi per cui i falsi profeti furono messi da parte era che potevano non essere più in grado di tentare il popolo di Dio. Il convertito avrà cura di evitare ogni occasione di peccato; taglierà la mano destra che lo scandalizza. Si guarderà che il malvagio non lo tocchi ( 1 Giovanni 5:18 ). Se la bevanda alcolica è stata la sua trappola, si asterrà; qualunque sia il suo peccato, lo eliminerà. Ma

(2) è stato seguito da-

3. Benedizione. Dopo la conversione venne la pioggia e un rinnovamento di prosperità e abbondanza ( Giacomo 5:18 ). Fino a quando il popolo non si fosse rivolto a Lui con tutto il cuore, Egli poteva "essere geloso della sua terra e compatire il suo popolo" ( Gioele 2:12 , Gioele 2:12, Gioele 2:18 ). La siccità, la punizione dell'apostasia, fu rimossa al loro pentimento.

Ancora una volta la terra assetata bevve nelle grate acquazzoni; ancora una volta un'abbondante pioggia rinfrescò l'eredità di Dio e la terra produsse la sua crescita ( Giacomo 5:18 ), un'immagine questa delle benedizioni che accompagnano l'anima riconciliata. "Fiumi di acque vive". "L'acqua della vita liberamente." "Il frutto dello Spirito". "I pacifici frutti della giustizia".

1 Re 18:41-11

Preghiera fervente efficace.

È soprattutto in materia di preghiera che Elia ci viene proposto come esempio nel Nuovo Testamento. Dalla lunga lista dei santi e dei degni ebrei è stato selezionato da San Giacomo 5:17 , Giacomo 5:18 per provare e illustrare la proposizione che "la preghiera del giusto è molto utile nella sua opera" ( Giacomo 5:16 , Versione corretta).

Le sue preghiere per la siccità non sono menzionate dal nostro storico, ma non si può supporre irragionevolmente che la sua preghiera per la pioggia sia menzionata nel racconto dei versetti 42-45. Notiamo le sue caratteristiche più importanti.

1. Era la preghiera di un uomo giusto . A volte vengono ascoltate le preghiere degli uomini ingiusti ( Luca 18:14 ; 2 Cronache 33:19 ), ma solo le loro preghiere per la grazia e il perdono. A nulla servono le intercessioni dei malvagi per gli altri, non più delle preghiere degli impenitenti per se stessi.

"Se considero l'iniquità nel mio cuore, il Signore non mi ascolterà" ( Salmi 66:18 ). Il buon senso insegna che è improbabile che Dio esaudisca le richieste di ribelli impenitenti. "All'empio Dio dice: Che hai da fare" con l'intercessione? "Vai dai profeti di tuo padre", ecc. ( 2 Re 3:18 ). "Andate e gridate agli dèi che avete scelto" ( Giudici 10:14 ). Ma «esaudirà il desiderio di quelli che lo temono» ( Salmi 145:19 ).

2. Era con noi la preghiera di un uomo di passioni simili . Non dobbiamo pensare che Elias si trovasse su un piedistallo separato dal resto della sua specie. Non ci viene raffigurato, come lo sono gli eroi di tante biografie, come perfetto. Non siamo sicuri che quel grande "giorno del Carmelo" sia passato senza peccato. Siamo abbastanza sicuri che abbia tradito paura e incredulità nella sua fuga, impazienza e scontento nel deserto. Eppure le sue preghiere sono servite a molto. Accostiamoci dunque, benché circondati dall'infermità e macchiati da molti peccati d'ignoranza e d'imperfezione, al trono della grazia.

3. Era fervente . "Pregò con la preghiera" (προσευχῇ προσηύξατο), dice san Giacomo. Il suo atteggiamento ne rivela il fervore: era quello della completa astrazione di sé, dell'intensa supplica interiore. Dobbiamo cercare "con tutto il cuore" ( Salmi 119:2 ; Geremia 24:7 ). Cercare presto ( Proverbi 1:28 ; Proverbi 8:17 ; Salmi 63:1 ; Salmi 78:34 ; Isaia 26:9 ) non significa cercare nella giovinezza, ma cercare con ardore, intensamente.

Confronta l'espressione "alzarsi presto", ecc. ( Geremia 7:13 ; Geremia 25:8 , Geremia 25:4 ; Geremia 26:5 ; Geremia 35:15 , ecc.) Qualcuno ha detto che non ce ne sono molti persone che pregano veramente e veramente una mezza dozzina di volte nella loro vita.

Offriamo petizioni formali o tiepide, e poi ci meravigliamo di non ricevere risposte. La preghiera deve essere ἐκτενής (Luca Luca 22:44 ). Non è che Dio sia difficile da persuadere; è che ci farà intendere ciò che diciamo. Non c'è difficoltà con Lui. Siamo ristretti in noi stessi.

4. È stato perseverante . Non si lasciava intimidire dal laconico "nulla" del suo servo. "Vai ancora sette volte." Non basta pregare; dobbiamo "pregare e non venir meno" ( Luca 18:1 ; Efesini 6:18 ; Colossesi 4:2, Efesini 6:18 ). Bisogna «cercarlo assiduamente» ( Ebrei 11:6 ).

San Paolo supplicò il Signore tre volte ( 2 Corinzi 12:8 ), sull'esempio, è probabile, del nostro benedetto Signore ( Matteo 26:44 ). Confronta l'esempio di Abramo ( Genesi 18:23 ss.) Daniele pregava tre volte al giorno ( Daniele 6:10 ). I "tempi" sette dei mezzi Elia che pregheranno finché il patto che Dio ascolta le sue suppliche (cfr Le Daniele 4:6 , Daniele 4:17 ; Daniele 8:11 ; 14:16).

5. E 'stato Dio toccante ' regno s . Questo è il soggetto proprio delle nostre preghiere ( Matteo 6:33 ). Potremmo avere dubbi sul fatto che alcune delle benedizioni che vorremmo desiderare siano buone per noi, ma chiediamo sempre "secondo la sua volontà" quando preghiamo: "Venga il tuo regno". Le nostre preghiere per la pioggia o il bel tempo sono spesso egoiste. Elia desiderava solo la siccità, supplicava solo la pioggia, come mezzo per influenzare Israele e far progredire l'opera di Dio.

È in parte l'egoismo delle nostre preghiere che ha portato gli uomini a dubitare dell'efficacia di ogni preghiera. Se gli uomini vogliono fare a modo loro con gli elementi, o fare in modo che il potere di Dio favorisca i loro fini privati, è strano se Egli rifiuta di ascoltarli? Se dobbiamo "ottenere le nostre petizioni", dobbiamo "chiedere quelle cose che gli piacciono".

6. Era credere . Non dubita mai della promessa di 1 Re 18:1 . Ha già annunciato la pioggia ad Achab, prima di pregare per essa. Allo stesso modo nostro Signore rese grazie sulla tomba di Lazzaro: "Ti ringrazio perché mi hai ascoltato" ( Giovanni 11:41 ), proprio come se il morto fosse già tornato in vita.

Dobbiamo chiedere con fede. Non c'è da stupirsi se Dio non ascolta le suppliche dell'uomo che dubita che Dio sia, o sia il ricompensatore di coloro che lo cercano. Prima di pregare dovremmo almeno essere chiari che c'è Uno che ci ascolta e che può aiutarci. L'incredulità rende Dio bugiardo.

7. Era umile . "Si gettò sulla terra". Che umiliazione davanti a Dio! E fu esaudito in quanto temeva ( Ebrei 5:7 ). Dio ha rispetto per gli umili e dà grazia agli umili ( Giacomo 4:6 ; 1 Pietro 5:5 ; Salmi 9:12 ; Salmi 10:17 ).

8. Fu nello Spirito Santo ( Giuda 1:20 ). Questa preghiera è stata inizialmente ispirata. Elia non avrebbe mai osato chiedere né siccità né montone, a meno che la preghiera non fosse stata messa nel suo cuore. Mentre rifletteva nelle terre selvagge di Galaad sull'apostasia d'Israele e irritava la sua anima retta con la notizia dell'adorazione di Baal, si sentiva costretto a gridare a Dio, come troviamo che fanno costantemente i suoi santi, per svegliarsi, per mettere a nudo il suo braccio, per rivendicare il suo onore oltraggiato.

E per cosa poteva pregare, se non che Dio applicasse le pene che Egli stesso aveva denunciato? La sua preghiera per la siccità è il risultato del suo zelo per la legge di Dio, con la quale Dio stesso lo aveva ispirato. E anche a noi viene promesso un aiuto e una guida soprannaturali nelle nostre preghiere ( Romani 8:26 , Romani 8:27 ; Giuda 1:20 ).

9. È servito molto . Ha aperto le finestre del paradiso. "C'è stata una grande pioggia." Ha dato la vita a coloro che erano seduti nell'ombra della morte. " La terra ha portato i suoi frutti". La terra desolata divenne come l'Eden. L'uomo e la bestia bevevano e vivevano.

10. È servito immediatamente . Mentre stava ancora parlando, Dio udì ( Isaia 65:24 ). Se quella parola è mai vera, Bis dat qui cito dat, lo è stata in questa occasione. In effetti, la risposta quasi anticipava la preghiera ( 1 Re 18:1 , 1 Re 18:41 ). Dio è più pronto a dare che noi a pregare.

OMELIA DI JA MACDONALD

1 Re 18:1

Il grido per la vita.

Per tre anni e sei mesi i cieli furono come rame. Durante le estati il ​​sole splendeva e fiammeggiava in un cielo senza nuvole, e la temperatura, anche di notte, non scendeva mai fino al punto di rugiada. Durante gli inverni, se la temperatura raggiungeva quel punto, gli elementi erano così turbolenti che nessuna rugiada poteva depositarsi sull'erba, ei venti portavano via il vapore acqueo in altre terre. In assenza di rugiada e pioggia, la vegetazione, eccetto solo quella vicino a fiumi o ruscelli frangiati alimentati dalle sorgenti più profonde, veniva bruciata e devastata.

La mortalità, quindi, tra gli animali era spaventosa e gli uomini soffrivano cose incredibili. L'agonia dell'angoscia era ora salita a un livello tale che in tutto il paese c'era un grido sincero e lamentoso per la vita.

I. ALCUNI HANNO PIANTO PER LA VITA ALLA NATURA .

1 . Tale era il caso di Achab .

(1) Aveva adorato Baal, il fuoco della natura. Ma Baal ora stava punendo i suoi devoti. Tale è il modo in cui il "dio di questo mondo" ripaga i suoi inganni.

(2) Eppure Acab non si pentì della sua follia. Infatti, invece di cercare il Dio vivente, che si stava dimostrando superiore a Baal, divide la terra tra sé e il governatore della sua casa, per cercare dell'erba.

(3) Notate anche la crudeltà dell'idolatra. È più preoccupato per il suo stallone che per la sua gente . «Forse troveremo dell'erba per salvare i cavalli ei muli vivi, così da non perdere tutte le bestie ».

2. Era un esemplare di classe

(1) La sua regina era dello stesso modo di pensare. Era stata educata ad adorare Baal. Aveva un carattere mascolino e influenzava la mente di suo marito.

(2) I cortigiani e la maggioranza della nazione, che pensavano più alla moda di corte che al santo servizio di Geova, piegarono le ginocchia a Baal.

II. ALTRI HANNO PIANTO PER LA VITA A DIO .

1 . Di questo numero c'era Elia .

(1) Riconobbe Dio come al di sopra della natura, quando annunciò che ci sarebbe stata una deviazione dal corso ordinario della natura nel trattenere la rugiada e la pioggia per gli anni successivi. Tuttavia lo riconosce quando si mostra ad Acab, credendo che Dio avrebbe dato la pioggia ( 1 Re 17:1 ; 1 Re 18:1 , 1 Re 18:2 ).

(2) Egli riconobbe Dio come al di sopra della natura prima di queste assicurazioni, poiché le ricevette in risposta alla preghiera fedele (vedere Giacomo 5:17 , Giacomo 5:18 ). Questo non è menzionato nella storia, ma è implicito nel suo carattere di uomo di Dio. Nota: un uomo di Dio è un uomo di preghiera.

2 . Anche Abdia era di questo numero .

(1) Egli "temeva grandemente il Signore". Questo è nato dalla forza della sua fede. Non possiamo temere ciò in cui non crediamo.

(2) La sua fede era fruttuosa nelle buone opere. Ha protetto cento profeti del Signore dalla violenza di Jezebel e li ha sostenuti. "Pane e acqua", come "pane quotidiano" nella preghiera del Signore, è un'espressione delle cose necessarie per il corpo. E così, accogliendo e nutrendo i servi di Dio, Abdia rischiò non solo la perdita della sua situazione, ma anche della sua testa.

(3) Colui che temeva molto il Signore in questo modo Lo pregava. La pietà lo spingerebbe a farlo. Anche il patriottismo lo commuoverebbe in questo frangente.

3 . Ce n'erano molti di più che gridavano a Dio .

(1) C'erano i "profeti del Signore" preservati da Abdia, e senza dubbio anche altri che sfuggirono alla vigilanza di Jezebel. Questi avrebbero gridato a Dio per la vita.

(2) E se ci fossero così tanti profeti, o figli dei profeti, ci sarebbe un numero considerevole di persone devote in Israele nonostante l'abbondante apostasia (vedi 1 Re 19:18 ). C'è una grande quantità di bontà dove gli uomini non si aspettano di trovarla.

Dio è la sorgente della vita, non solo per il corpo, ma anche per l'anima. Cerchiamo Lui per la vita. — JAM

1 Re 18:7

Il Servo del Signore.

Tale è il significato del nome di Abdia; ed è così veramente descrittivo del suo carattere che possiamo prenderlo come un tipico servo di Dio.

I. HE TEMEVANO IL SIGNORE DAL SUO GIOVANI .

1 . La pietà non è naturale .

(1) Al contrario, ereditiamo un cuore depravato ( Genesi 5:8 ; Salmi 51:5 ; Romani 5:12 ; Efesini 2:3 ).

(2) E questa depravazione è completa ( Genesi 6:5, Isaia 1:5 ; Isaia 1:5 , Isaia 1:6, Romani 3:9 ; Romani 3:9 ).

(3) La vita è tollerabile solo attraverso gli influssi migliorativi del "vangelo della grazia di Dio". A questi va attribuito tutto ciò che sembra buono negli uomini non convertiti ( Romani 1:28 ).

2 . La grazia è gratuita .

(1) Tutti sono direttamente i soggetti delle sue illuminazioni, restrizioni e incoraggiamenti ( Giovanni 1:9 ; 1 Corinzi 12:7 ).

(2) Alcuni sono indirettamente particolarmente favoriti. Essere circondati da influenze cristiane. Essere figli di genitori devoti.

(3) Queste opportunità, se debitamente migliorate, porteranno infallibilmente alla salvezza ( Tito 2:11 ).

3 . Coloro che temono Dio fin dalla loro giovinezza hanno grandi vantaggi .

(1) Non hanno dato alle cattive abitudini il tempo di consolidarsi in rigidità. Il tempo è necessario a questo, perché le abitudini sono rafforzate dalla ripetizione. La dura cristallizzazione delle cattive abitudini rende molto difficile la conversione dei vecchi peccatori. Pertanto, quanto poche sono tali conversioni, in confronto!

(2) Hanno una splendida opportunità di fondare un forte carattere di bontà. Quando si forma l'abitudine a resistere alla tentazione, diventa sempre più naturale e facile resistere. Quindi, come Abdia, che "temò il Signore fin dalla sua giovinezza", arriveranno a temerlo "grandemente".

II. HE TEME IL SIGNORE NOTEVOLMENTE . Vedi la manifestazione di questo nel suo—

1. Rispetto per l'ambasciatore di Dio .

(1) Egli "conosceva Elia". Probabilmente era presente quando il profeta avvertì il re che il suo dio del fuoco avrebbe punito i suoi devoti in assenza di rugiada e pioggia ( 1 Re 17:1 ). I devoti, avendo simpatia per i ministri di Dio, sono pronti a riconoscerli.

(2) Egli "cadde con la faccia davanti a lui". Questa era la forma di un saluto molto rispettoso. Onorava in lui quel Dio di cui era ambasciatore. Abdia temeva troppo il Signore per dare a qualsiasi creatura l'omaggio dovuto a Dio solo.

(3) Gli si rivolse con riverenza: "Mio signore Elia". E parlava di se stesso come "il tuo servo". Questo era corretto da parte sua; ma notiamo come Elia trasferì lo stile ad Achab: "Vai a dire al tuo signore, ecco, Elia è qui".

2 . Gentilezza verso i servi di Dio .

(1) Per il peccato di Geroboamo i sacerdoti ei leviti entrarono in Giuda (vedi 2 Cronache 11:18 , 2 Cronache 11:14 ). Per supplire alla loro mancanza a Efraim, furono istituiti collegi di profeti. Gli studenti di questi collegi erano chiamati "figli dei profeti" (vedi 2 Re 2:3 , 2 Re 2:5 , 2 Re 2:7 ).

(2) Questi, insieme ai loro padroni, o "padri", erano probabilmente gli oggetti del risentimento di Jezebel quando Elia non poteva essere trovato. Sono chiamati "profeti del Signore" ( Abdia 1:13 ; confronta 1Re 22:1-53:85, 1 Re 22:38 , 1 Re 22:41 ).

(3) Al tempo di quella persecuzione Abdia diede rifugio e sfamò cento di questi. Lo ha fatto a rischio della sua vita. Poiché temeva molto il Signore, non temeva l'ira del re (confronta Ebrei 11:23 , Ebrei 11:27 ).

3 . Fede nella potenza di Dio .

(1) Credeva che Geova avrebbe potuto sollevare un vento che avrebbe portato Elia lontano dal potere di Acab. Senza dubbio sapeva che Enoc era stato traslato nei cieli, e potrebbe aver conosciuto esempi di traduzioni da una località all'altra, non registrati nelle Scritture precedenti (confronta 2 Re 2:11 ; Ezechiele 3:14 ; At 8:1 -40 :89).

(2) Un essere che poteva fare tali prodigi, e il cui potere era ora terribilmente manifesto nella siccità, doveva essere molto temuto (vedi Matteo 10:28 ; Luca 12:5 ).

(3) Ma mentre Dio è di tutti i nemici il più formidabile, è un Amico Onnipotente.

III. HE FEDELMENTE SERVITO IL SUO RE .

1 . Gli uomini timorati di Dio sono buoni cittadini .

(1) Per quanto Achab fosse malvagio, preferì Abdia ai cortigiani di Jezebel nell'alto ufficio di ciambellano.

(2) Questo non è un caso solitario. Giuseppe sulla casa del faraone. Daniele nella casa dei re di Babilonia. I cristiani erano in casa anche di Nerone.

(3) Le qualità di un servitore del Signore — verità, onore, diligenza — sono quelle ricercate per i posti di fiducia. "La pietà è vantaggiosa per ogni cosa" ( 1 Timoteo 4:8 ; Isaia 58:14 ).

2 . Dio li custodisce nella loro fedeltà .

(1) Il servizio in un tribunale licenzioso Abdia non avrebbe scelto. Ma lui è dentro e mantiene la sua integrità. Coloro che temono il Signore non hanno bisogno di uscire dal mondo.

(2) Hanno una testimonianza per Dio.

(3) Hanno l'opportunità di servire i servi del Signore.

Non mormoriamo alla nostra sorte provvidenziale. Dio può cambiarlo se lo ritiene opportuno. Se non lo cambia, allora ha uno scopo in esso che dovremmo sforzarci di realizzare. — JAM

1 Re 18:17 , 1 Re 18:18

disturbatore.

Elia, che durante la tremenda siccità era stato carbonizzato, ora, per parola del Signore, si fece avanti per mostrarsi ad Achab, mentre Dio stava per far piovere. Che incontro! Uno dei peggiori re con uno dei profeti più nobili. Quali scontri ci saranno nel grande giorno del giudizio l Qui ognuno accusa l'altro di essere il disturbatore di Israele. Osserva, allora-

I. CHE IL CATTIVO SEEK PER maligna LA BUONA .

1 . Acab accusò Elia .

(1) Egli presumeva che tutti gli orrori della carestia fossero opera del profeta, e quindi cercò di ucciderlo. Quante vite preziose, in tutte le epoche, sono state sacrificate alle teorie dei tiranni.

(2) Questo persecutore era terribilmente serio. Cercò il profeta in Israele e poi nei regni vicini. Fece persino giuramento dei regni che non lo proteggevano. Sarebbe un bene per il mondo se gli uomini fossero tanto zelanti nel bene quanto lo sono nel male.

(3) Ma Dio può nascondere i Suoi servi dalla furia dei loro avversari. nelle solitudini di Cherit, nell'agitazione di Sarepta.

(4) Ora Achab accusa il profeta in faccia. Ma guarda come si raffredda il suo coraggio alla presenza dell'uomo di Dio. Egli formula la sua accusa in modo mite sotto forma di una domanda: "Sei tu colui che turba Israele?" La coscienza fa tremare i tiranni.

2 . Ha trovato un pretesto .

(1) I teorici possono facilmente trovare pretesti per la tirannia. Acab si aggrappò alle parole di Elia ( 1 Re 17:1 ), e trasse la propria deduzione.

(2) Poiché queste parole furono verificate alla lettera, il tiranno vide, o finse di vedere, la sua teoria confermata. Questo tipo di ragionamento è molto comune.

(3) Perché non ha accusato Dio? Elia ha agito come il servo di Dio. Temeva di farlo nella forma, sebbene lo facesse di fatto (vedi Pro 14:1-35:81; Matteo 10:40 ; Matteo 25:40 , ecc.; Atto 5:1-42:89; Atti degli Apostoli 9:1 ; Ebrei 6:10 ).

3 . Aveva un movente .

(1) Perché Acab non si accusò? La sua coscienza senza dubbio ha fatto questo per lui.

(2) Ma non poteva permettersi pubblicamente di sopportare l'odio di aver portato le miserie della carestia sul suo popolo.

(3) Quindi sposta la responsabilità sulle spalle del profeta. Come entra essenzialmente lo spirito della menzogna in ogni peccato!

II. VERITA ' VIENE PRINCIPALE IN DUE TEMPI .

1 . La bontà sarà vendicata .

(1) Può soffrire a lungo sotto i rimproveri dei bugiardi. Questo è permesso perché Dio soffre a lungo. Rende la prova una benedizione per "coloro che ne sono esercitati".

(2) Ma Dio è geloso dei Suoi servi. Perciò il trionfo degli empi dura solo una stagione. Se la rivendicazione non avrà luogo in questo mondo, lo sarà sicuramente nel prossimo.

(3) Elia ha avuto la sua opportunità. Ha ripudiato l'imputazione di Acab. Gli uomini buoni sono veri patrioti. Il processo a Carmel ha risolto la questione.

2 . Il peccato sarà vergognoso .

(1) Lascia che sia solo portato a casa e coprirà il peccatore di confusione .

(2) "Tu e la casa di tuo padre" avete turbato Israele "perché avete abbandonato i comandamenti del Signore". La complicità nel peccato di Geroboamo è qui specificata. Questo peccato era una violazione del primo e del secondo comandamento del decalogo. Fu anche un abbandono della legge levitica, che prescriveva cerimonie che erano solo parodiate a Efraim. Questa offesa fu portata al culmine negli statuti della casa di Acab che erano quelli di Omri (cfr Michea 6:16 ).

(3) "E tu hai seguito Baalim." Questo è stato un peccato introdotto dallo stesso Achab, senza dubbio provocato da Jezebel. La via dell'errore va di male in peggio.

Il peccato è il tormento dell'umanità. Ha invaso la tranquillità dell'Eden e l'ha spezzata. Ha fatto cadere i giudizi di Dio sugli individui e sulle comunità. Su Caino. Sugli antidiluviani. Sulle città della pianura. Su Israele ha provocato guerre, sulla cui scia sono venute pestilenze e carestie. Angoscia l'abisso dell'inferno. — JAM

1 Re 18:19-11

Cristo o Belial!

Ecco un fenomeno curioso. Un monarca, che aveva cercato in tutti i regni un profeta affinché potesse puzzare di rabbia sulla sua vita, ora cercato e affrontato da quel profeta, e si sottometteva ai suoi ordini di convocare un'assemblea della nazione! Come Dio può rivoltare i cuori dei principi! Spiccano in questo vasto atrio i preti idolatri con i denti digrignanti. Elia resta solo imperterrito, testimone di Geova, e, facendo appello alla moltitudine, li accusa di indegna esitazione tra servizi inconciliabili.

I. PERCHÉ ESITARE NEL CERCARE LA FELICITÀ ?

1 . Nessuna gioia può essere paragonata a quella celeste .

(1) Ci sono, infatti, tristi professori della vera religione.

(a) Alcuni sono costituzionalmente malinconici. Questa è una malattia che non è certo aggravata dal senso del favore di Dio.

(b) Alcuni hanno false visioni della religione. Lo caricano in una cosa sepolcrale. Lo fanno ingiustizia.

(c) Ma il caso più comune è che i professori tristi non sperimentano ciò che professano. Si fermano tra Geova e Baal, tra Cristo e Belial. Alla moda. Nelle amicizie. Negli inseguimenti. Quindi la coscienza li fa male.

(2) Quando la religione è vera c'è il miglior motivo di gioia.

(a) Porta l'emancipazione dalla schiavitù del peccato.

(b) Liberazione dalla tirannia di Satana.

(c) L'adozione nella famiglia di Dio.

(d) Eredità alla vita eterna.

Il vero erede ha nel cuore i titoli della sua eredità ( Efesini 1:13 , Ef 1:14; 2 Corinzi 5:4 , 2 Corinzi 5:5 ). Così egli precede la vera beatitudine del cielo ( Luca 17:21 ; Efesini 1:3 ).

2 . Se i peccatori non sono tristi, più vergogna .

(1) Perché il peccato degrada l'uomo al di sotto del bruto. Tanto al di sotto quanto sono superiori i poteri di un uomo. La degradazione di un diavolo sarebbe impossibile per un bruto. Se un uomo può essere trasformato in un composto di maiali e demoni e non essere triste, questo è il culmine della depravazione.

(2) Il peccato è perfidia all'amore infinito. Tale ingratitudine può essere conciliata solo con l'assenza di tristezza sul terreno della più vergognosa perversità.

(3) Il peccatore è ingannato da Satana. Nei suoi umori riflessivi deve detestarsi; ma Satana lo distoglie dalle sue riflessioni in una danza folle, e annega la voce della sua coscienza in una risata chiassosa. Così lo stolto ancora ingannato esulta nella sua follia. Oh vergogna!

II. PERCHÉ ESITARE NEL CERCARE LA SALVEZZA ?

1 . La vita è il periodo determinante .

(1) È il tempo del seme per la mietitura nell'eternità. La resa allora sarà secondo la semina adesso. In qualità: "Dopo il suo genere". Anche in quantità.

(2) Perciò i giovani hanno una splendida opportunità. Hanno tempo a loro favore. "Per quanto tempo?"

2 . La procrastinazione è un lavoro precario .

(1) "Per quanto tempo (פסח) salti?"—questa parola denota il passaggio da un luogo all'altro—"tra due opinioni". È usato con disprezzo del goffo salto dei sacerdoti di Baal, in 1 Re 18:26 . Come lo scoiattolo che salta da un ramo all'altro può perdere l'equilibrio e cadere, così il peccatore che si ferma può andare in rovina.

(2) Considera l'incertezza della vita. Leggi le lapidi. Com'è enorme la mortalità tra i giovani! Heil scoperchiato!

(3) Considerate le solennità dell'eternità. La freschezza e la vividezza della memoria nello stato disincarnato. Che preparazione per il giorno del giudizio!

III. PER INDECISIONE NON SI NO DIFESA . "La gente non gli ha risposto una parola." Ma ci sono motivi per il male quando non ci sono buone ragioni. Tali sono-

1 . Influenza coniugale .

(1) Il cuore di Acab fu estraniato da Dio per l'influenza di Jezebel. I suoi predecessori soffrirono per la stessa causa. In particolare così Salomone.

(2) Attenzione a contrarre alleanze matrimoniali empie. Ricorda la carestia in Samaria. Lo stesso Dio "regna ancora nel regno degli uomini".

2 . Il sorriso di favore .

(1) L'idolatria era favorita a corte. I sacerdoti di Ashere banchettarono "alla tavola di Jezebel". Gli israeliti meschini cercavano il favore della corte a spese del favore di Dio.

(3) I veri adoratori furono perseguitati. Elia dovette nascondersi a Cherit ea Sarepta. I figli dei profeti dovettero nascondersi sotto le grondaie di Abdia. Per mantenere una pelle intera molti esitavano. Incontrerai il cipiglio di Dio per sfuggire al ghigno di un vecchio compagno?

3 . La forza dell'esempio .

(1) Elia rimase solo come profeta del Signore. Aveva con sé un pugno di laici. Abdia era cospicuo tra loro. Se i profeti nutriti da Abdia erano usciti dalle loro caverne, non si ergevano sul Carmelo nel loro carattere ufficiale.

(2) Gli idolatri dichiarati erano una compagnia più grande. C'erano i profeti di Baal quattrocento e i profeti di Asere quattrocentocinquanta, con un seguito proporzionato.

(3) Eppure "il popolo" era vacillante. Questi erano la maggioranza. Il potere e l'influenza dei numeri erano con le persone moderate che avrebbero voluto mantenere buoni rapporti con Dio e il diavolo. Gli halter sono ancora la maggioranza. Quanti pochi tra la moltitudine dei malvagi hanno deciso nel cuore e nell'anima che andranno al diavolo! È tempo che tu prenda una decisione in un modo o nell'altro. Per quanto tempo ti fermi? — JAM

1 Re 18:22-11

La prova del fuoco.

Elia aveva fatto appello al popolo per la sua incoerenza nell'esitare tra servizi così ampiamente diversi e così assolutamente inconciliabili come quelli di Geova e Baal. Non ha avuto risposta. "La gente non gli ha risposto una parola." Quindi propose la prova del fuoco per determinare quale fosse degno. La conclusività di un simile ricorso non può essere contestata; così le persone con una sola voce risposero: "È ben detto".
L LA PROVA ERA INACCETTABILE .

1 . Perché Baal era il dio del fuoco .

(1) Il suo nome lo designa come signore o governante . Deriva dal verbo (בעל) possedere o possedere, essere padrone di . Ma il sole, per il suo splendore e la sua posizione centrale, rappresentava il signore visibile nei cieli materiali, era il loro Baal. Sanchoniathon dice che i Fenici pensavano che il sole fosse l'unico signore del cielo, chiamandolo Beelsamen, che nella loro lingua è signore del cielo . In "Beelsamen" riconosciamo subito l'ebraico בעל שמים.

(2) Baal era il fuoco o corpo del sole, piuttosto che la sua luce . Quindi in 2 Re 23:5 troviamo Baal (בעל) distinto da (שמש) la luce solare . (Vedi Parkhurst sotto שמש.) Parkhurst sottolinea che il runico o islandese BAAL significa fuoco, il sassone BAEL e BAEL - FYR , un mucchio ardente, una pira, un falò . Probabilmente il nostro falò è semplicemente una corruzione di Bael-fyr .

(3) L'immagine di questo idolo era un toro . Questo animale era considerato dagli antichi l'emblema del fuoco . La similitudine sembra essere stata nel suo colore rosso, nei capelli arricciati sulla fronte che danno l'idea della fiamma, nelle corna che spuntano dalla sua testa che suggeriscono il saettare dei raggi di luce del sole. In Tobia (1:5) leggiamo della "giovenca chiamata Baal". Abbiamo il nome di questo dio ancora conservato nel nostro toro inglese .

2 . La controversia era se Baal fosse indipendente da Geova .

(1) I suoi adoratori hanno affermato questo per lui.

(2) Elia sosteneva il contrario. E con ragione convincente, poiché per tre anni e sei mesi Geova fece punire i suoi devoti a Baal.

(3) Ora il profeta propone l'ulteriore prova di un miracolo improvviso. Se Baal è dio, se è indipendente da Geova, scenda e consumi il sacrificio offertogli. Se non può, allora perché dovrebbe essere adorato? Se Geova può mandare fuoco sul suo sacrificio, allora è manifestamente il Signore di Baal, e dovrebbe essere così riconosciuto.

(4) Quell'adeguato riconoscimento di Dio che un tale miracolo richiede, implica:

(a) Riconoscimento della Sua onnipotente provvidenza e signoria sull'universo materiale e morale.

(b) L'impegno di tutti i nostri poteri nel Suo culto e servizio.

II. COSÌ ERA IL MODO DI LA PROVA .

1 . I profeti di Baal avevano la precedenza .

(1) Non perché Baal ne avesse diritto, perché sarebbe una concessione della discussione, ma perché erano molti. Elia era solo il profeta del Signore, mentre i profeti idolatri erano 850 uomini.

(2) Dovevano fornire i sacrifici. Erano ricchi. Elia era povero. Non potevano obiettare alla prova quando i sacrifici erano di loro scelta.

2 . L'esperimento doveva essere giusto .

(1) Non solo i sacerdoti di Baal potevano scegliere il loro giovenco, tagliarlo a pezzi secondo il loro metodo approvato, e posarlo sul legno dell'altare; ma non devono "mettere fuoco sotto". Altrimenti dove sarebbe la prova dell'abilità di Baal? Sotto alcuni altari pagani furono scavate delle buche nelle quali era nascosto il fuoco, che comunicando con l'altare incendiavano la legna per far credere ai semplici che il sacrificio fosse consumato da fuoco miracoloso. Questo Elia non l'avrebbe permesso.

(2) Normalmente i sacrifici offerti a Baal venivano offerti nel fuoco; e talvolta si offrivano sacrifici umani. "Costruirono gli alti luoghi di Baal per bruciare i loro figli come olocausti" ( Geremia 19:5 ). Il Baal fenicio sembra essere stato identico all'ammonita Molech. "Hanno costruito gli alti luoghi di Baal che sono nella valle del figlio di Hinnom, per provocare i loro figli e le loro figlie a passare per il fuoco per Moloch " ( Geremia 32:35 ).

(3) Anche Ashtaroth era virtualmente uguale a "Baalim", sotto il quale termine plurale sono inclusi Baal diversificati, come Baal Peor, ecc.; e così nel versetto 25 si dice che i profeti di Baal abbiano (אלהים) "dei", al plurale

(4) Questi avevano le loro varie immagini, in alcune delle quali l'uomo e il toro si univano. Il toro assiro, così cospicuo nei marmi di Ninive, è probabilmente uno di questi.

Benediciamo Dio per il nostro cristianesimo. È pura luce. In confronto ad esso, altri sistemi sono oscuri di ignoranza, superstizione ed errore. È suprema benevolenza. Felice è il suo contrasto con le caratteristiche crudeltà dell'idolatria. — JAM

1 Re 18:25-11

Il fallimento.

Quando l'appello di Elia al popolo ebbe il loro plauso, egli aveva al suo comando i profeti di Baal. La prova che aveva proposto era così giusta che non potevano ragionevolmente obiettare ad essa, e la voce del popolo rese loro impossibile eludere il processo. Il profeta del Signore, di conseguenza, con le parole del testo incalzò la questione sui suoi avversari. Furono obbligati a procedere al processo che si concluse con la loro sconfitta.

I. LA LORO PREGHIERA ERA ACCURATA .

1 . Hanno cominciato presto .

(1) Tutto sembra essere pronto subito dopo l'alba; così che quasi non appena il loro Apollo guardò dalle palpebre del mattino si levò il grido : "O Baal, ascoltaci!"

(2) Gli adoratori di Geova non dovrebbero essere meno zelanti. Il mattino presto fu scelto dai Suoi devoti servitori. Tali esercizi saranno una nobile preparazione per la giornata.

2 . Hanno persistito .

(1) Continuarono le loro suppliche fino a mezzogiorno. Mentre il sole si alzava nel cielo, le loro speranze si alzavano. Mentre si avvicinava allo zenit, sentivano che era ora o mai più e 850 voci in coro gridavano: "O Baal, ascoltaci!"

(2) Anche quando il mezzogiorno era girato e il loro dio stava sprofondando nell'ovest, ancora hanno sollecitato il loro vestito, aggiungendo alle loro suppliche gesti frenetici e mescolando il loro stesso sangue con il loro sacrificio.

(3) L'idolatria è essenzialmente crudele, e in questo contrasta fortemente con il servizio di Geova (vedi Levitico 19:28 ; Deuteronomio 14:1 ). Le crudeli penitenze di Roma sono affini a quelle dei servi di Baal. "Il diavolo è un assassino." Di corpi. Di anime.

(4) La persistenza dovrebbe contrassegnare i servi di Dio. Giacobbe lottò tutta la notte con l'angelo a Penuel, e all'alba vinse. La parabola della vedova importuna è stata data per imprimere questa lezione. Dovremmo chiedere finché non riceviamo.

(5) Come fortunatamente è stata ricompensata la perseveranza! I ministri lo hanno visto; genitori; insegnanti della scuola domenicale; distributori di tratto.

II. MA IT WAS direzione sbagliata .

1 . Il loro dio era spregevole .

(1) Era privo degli attributi che gli attribuivano. Il sole, sebbene sia un corpo glorioso, non è che materia. Non ha più intelligenza di una selce. Come abbagliano di splendore gli intelletti e gli occhi degli uomini!

(2) Quanto è diverso il vero Dio! È uno Spirito—invisibile—onnisciente—onnipresente—onnipotente—santo—giusto—buono. Egli pretende, e dovrebbe ricevere, l'omaggio di tutte le nostre facoltà.

2 . Il loro culto, quindi, era ridicolo .

(1) Così pensava Elia quando li punse con scherno. "E' un dio!" (כי אלהים הוא) è un dio supremo l Ecco un bel colpo di ironia. Quest'arma della retorica è stata usata dal nostro Signore "Sei tu un maestro in Israele e non sai queste cose?"

(2) "Sta parlando ". È così stordito dal tuono della propria voce e dalle voci dei suoi associati nel pantheon che non riesce a sentire le voci ordinarie dei mortali. Perciò "piangi forte". Oppure " sta (שיח) meditando " (margine) - in uno studio bruno, in una fantasticheria - e deve essere risvegliato.

(3) "O sta perseguendo" o "ha un inseguimento". È così impegnato in qualche altra faccenda che non riesce a sentire la tua voce flebile. Che razza di dio è il tuo?

(4) "O è in viaggio": così lontano che la tua preghiera sarà inutile a meno che tu non possa gridare ad alta voce.

(5) "O forse dorme e deve essere svegliato." Devi prima alzare un clamore intorno alle sue orecchie per svegliarlo, o preghi invano. Quanto deve essere dubbio il successo di qualsiasi culto reso a un tale dio!

3 . Il ridicolo è stato giustamente applicato .

(1) Non dovrebbe mai essere sostituito dalla ragione, come troppo spesso accade. È un'arma preferita dagli scettici che sono in perdita per una discussione.

(2) Ma dove la ragione è sprecata per la stupidità, allora è appropriato. Elia rimase in silenzio dall'alba fino a mezzogiorno, quando l'esperimento ebbe un processo equo e fallì. Poi ha radunato gli idolatri con un ridicolo pieno di discussioni.

(3) Al calar della sera rinunciarono disperati alla gara. Verrà una sera in cui tutte le dispute con Geova termineranno così. — JAM

1 Re 18:30-11

La preparazione.

Mentre si avvicinava l'ora del sacrificio serale, Elia lasciò i sacerdoti di Baal a profetizzare disperati. Satana, se gli fosse stato permesso, avrebbe potuto abbattere il fuoco (vedi Giobbe 1:12 , Giobbe 1:16 ; Apocalisse 13:13 , Apocalisse 13:14 ); ma Dio lo trattenne. La gente era ormai convinta che Baal non fosse in grado di ascoltare i suoi sacerdoti; così fecero intorno a Elia e osservarono l'ordine in cui procedeva con la sua preparazione.

I. HE RIPARATO L'ALTARE DELLA DEL SIGNORE .

1 . Poi c'era stato un altare del Signore sul Carmelo .

(1) Un grande uomo, come Abramo o Samuele, vi aveva costruito un altare. Le sue reliquie sono rimaste un memoriale della pietà dei tempi precedenti. L'influenza nel bene o nel male è postuma.

(2) Questo monte era, di conseguenza, reputato santo. Forse questo ha determinato Elia nella sua scelta. In passato i luoghi santi erano più importanti di quanto non siano sotto questa dispensazione spirituale (vedi Malachia 1:11 ; Giovanni 4:20 ; 1 Timoteo 2:8 ).

2 . Ma questo altare era stato "abbattuto".

(1) Non solo era caduto in rovina, ma aveva subito la mano della violenza. Probabilmente questa era una delle tristi prove del malvagio zelo di Jezebel. Era significativa dell'apostasia dei tempi (vedi 1 Re 19:14 ; Romani 11:2 ; Romani 11:8 ). L'idolatria era favorevole a corte; i cortigiani quindi lo favorirono; così ha fatto la moltitudine che ha seguito le mode.

(2) Tali influenze sono ancora potenti. Moda idolatra nel vestire. Nei mobili. Anche nella religione.

3 . Elia non avrebbe usato l'altare usato dai sacerdoti di Baal .

(1) Il servizio di Geova deve essere puro. Non deve essere contaminato dal più remoto collegamento con abomini idolatrici. Scrutiamo il nostro cuore (cfr 2 Corinzi 6:15 ).

(2) Nel riparare l'altare di Geova in disuso, Elia mostrò che la sua non era una nuova religione, ma quella dei padri della nazione. Quindi rimproverò in modo significativo l'apostasia.

4 . Dodici pietre sono state impiegate nelle riparazioni .

(1) Questo era "secondo il numero dei figli di Giacobbe, ai quali fu rivolta la parola del Signore, dicendo: Israele sarà il tuo nome". Questo è stato fatto per mostrare che, sebbene dieci delle tribù si fossero separate dalla casa di Davide, ancora, nel culto non ci sarebbe stata divisione (vedi Genesi 32:28 ; Esodo 24:4 ; Giosuè 4:5 , Giosuè 4:20 ).

(2) "Le dodici pietre che erano per le dodici tribù erano il corpo mistico di Colui che era il loro sacrificio e l'altare entrambi, o che offriva il proprio corpo e soffriva in esso, e che era stato promesso di essere accettato nel nome (ישראל ) Israele, vale a dire (ישר) gradito a, a destra con, o in posizione verticale prima (אל) il Signore (vedi Matteo 3:17 ). Ma

(3) Era anche profetico della guarigione di tutti gli scismi nel corpo mistico di Cristo nel felice tempo a venire (vedi Ezechiele 37:21 , Ezechiele 37:22 ).

(4) Tutto questo il profeta fece "nel nome del Signore" ( 1 Re 18:32 ). Per Sua direzione; quindi di notevole rilevanza. Per la Sua gloria. E poiché Dio ha autorizzato così espressamente una tale deviazione dalla legge levitica, non indica forse che quella legge aveva il suo valore principale nel suo insegnamento tipico, e che quando sarebbero venuti gli antitipi doveva scomparire? (Vedi Colossesi 2:22 ; Ebrei 8:1 ).

II. LUI PREPARATO IL SACRIFICIO .

1 . " Ha messo in ordine la legna ."

(1) Perché non ha rinunciato al legno? Il fuoco celeste non ne aveva certo bisogno, perché cadde sul sacrificio prima che toccasse il legno, ed era così fervente che nulla poteva resistere davanti a lui. Pietre e polvere non potevano resistergli più del legno. Se il legno fosse stato destinato a combustibile, il profeta l'avrebbe traboccato d'acqua?

(2) L'ordine era usuale nei sacrifici. È stato osservato per scopi tipici. L'olocausto era un tipo di Cristo, il nostro Sacrificio, che, consumato nei sacri fuochi della Divinità sull'altare del Calvario, fu deposto sul legno della Croce.

2 . Ha versato lo scrittore sul sacrificio .

(1) Ne versò in grande quantità e con molta deliberazione, poiché nel preparare l'altare scavò una fossa per accogliere il traboccamento ( 1 Re 18:32-11 ). L'acqua probabilmente proveniva da una profonda sorgente nel fianco della montagna piuttosto che dal Kison. Il Mediterraneo sembra fuori questione. Giuseppe Flavio afferma che il pozzo è stato la fonte (Ant. 8.13).

(2) Fu trasportato in quattro barili, e questi furono riempiti e svuotati tre volte, facendo così dodici . Anche qui incontriamo il numero delle tribù d'Israele. L'ordine, vale a dire; in serie di quattro e tre volte ripetute, era quella delle pietre della corazza del sommo sacerdote, sulla quale erano incisi i nomi delle tribù.

(3) Questo segno potrebbe essere inteso per mostrare che una pioggia copiosa sarebbe caduta presto su tutto Israele? E inoltre, che dovrebbe venire attraverso il pentimento delle persone per il cui peccato era stato trattenuto? Che dovrebbe avvenire attraverso il ritorno del popolo dall'altare di Baal a quello di Geova? Se è così, allora in questo segno ci viene annunziato anche il vangelo. Anche noi dobbiamo essere salvati dalla siccità spirituale e dalla morte mediante il pentimento verso Dio e la fede in Cristo. — JAM

1 Re 18:36-11

Il Trionfo.

Mentre Elia completava i suoi preparativi per offrire il suo sacrificio, i profeti di Baal, che non erano riusciti a rivendicare la loro religione, speravano che anche il servitore di Geova potesse fallire. Era questione di storia che Geova avesse risposto con il fuoco. (Vedi Genesi 4:5 ; Le Genesi 9:24 ; Giudici 6:21 ; 1 Cronache 21:26 .

) Circa un secolo prima di questo era venuto dal cielo quel fuoco che era ancora acceso sull'altare di Gerusalemme ( 2 Cronache 7:1 ). Ma il Carmelo non è Gerusalemme; e Geova non ha promesso di registrare qui il Suo nome. E, se Elia avesse fallito, allora sarebbero caduti su di lui e lo avrebbero distrutto. Eppure, d'altra parte, è uno straordinario servitore di Geova; la sua parola riguardo alla pioggia e alla rugiada si è avverata; così sia onorata la sua fiducia riguardo a questa risposta di fuoco. Tali pensieri balenarono nelle loro menti; ma il momento è arrivato; i preparativi sono terminati. Ora osserva-

I. LA PREGHIERA .

1 . Viene offerto in occasione del sacrificio serale .

(1) Il sacrificio della sera dichiarato è ora sull'altare del tempio. Elia tiene la comunione con quell'altare. Anche lui, sebbene sul Carmelo, è un vero adoratore del Dio di Davide. Ci sono differenze nel culto religioso sancito da Dio che non devono essere considerate scisma. Gli anticonformisti protestanti non sono necessariamente scismatici.

(2) È "l'ora della preghiera". La preghiera deve salire con il sacrificio; Cristo dovrebbe essere nelle nostre suppliche. L'ora della preghiera è stata la "nona ora" ( Atti degli Apostoli 3:1 ), che ora in cui Gesù "gridò a gran voce, e ha dato il suo spirito" ( Matteo 27:50 ). Quindi nella sottomissione dobbiamo cedere il nostro spirito con il suo in preghiera a Dio.

2 . Si supplica per l'onore di Dio .

(1) Gli ricorda la Sua alleanza. "Geova Elohim di Abramo, Isacco e Israele". Con questi patriarchi aveva stabilito la sua alleanza. Non sapevano nulla delle alleanze di Baal.

(2) "Si sappia oggi che tu sei Dio in Israele". Siano confusi quelli che non ti riconosceranno. (Vedi Giosuè 2:11 ). Lascia che coloro che si pentono si riconcilino al Tuo favore.

(3) "Si sappia oggi in Israele che io sono tuo servitore e che ho fatto tutte queste cose sulla tua parola". Altrimenti agire così sarebbe stato il colmo della presunzione. Ma con l'autorità di Dio la sfiducia sarebbe stata presunzione. Siamo tenuti a credere alle promesse di Dio.

3 . Si chiede pietà al penitente .

(1) "Ascoltami, o Geova, ascoltami, affinché questo popolo possa conoscere che tu sei Geova Elohim;" che Tu sei l'auto-esistente, il patto che mantiene Dio.

(2) "E che tu hai voltato di nuovo il loro cuore". Le benedizioni dell'alleanza sono condizionate dalla fede. Senza pentimento non c'è fede addomesticata.

(3) Quanto poche sono le parole di questa preghiera! Nessuna ripetizione vana. Quanto è ampio il contrasto con il clamore dei sacerdoti di Baal!

II. LA RISPOSTA .

1 . Allora cadde il fuoco del Signore .

(1) Non c'era alcun errore a riguardo. Era davvero il "fuoco di Geova", fuoco miracoloso; perché operava verso il basso, contrariamente all'operazione ordinaria del fuoco, che opera verso l'alto. Il sacrificio fu presto consumato. Poi il legno. L'acqua è stata leccata. Le stesse pietre e polvere erano vetrificate e volatilizzate.

(2) La distruzione dell'altare indicava il piacere di Dio che gli alti luoghi patriarcali dovessero essere rimossi e che tutto Israele d'ora in poi avrebbe dovuto adorare all'altare levitico del tempio di Gerusalemme. Questo è l'ultimo caso documentato in cui Dio accettò un sacrificio offerto su un altare patriarcale.

(3) Ma dov'è ora Baal? Quel fuoco celeste che era adorato come un dio non è completamente nelle mani di Geova?

2 . La dimostrazione è stata irresistibile .

(1) "Quando tutte le persone lo videro caddero con la faccia". Ecco un atto di riverenza verso Dio. Era anche il segno della loro rinuncia a Baal.

(2) Questa confessione in simboli era accompagnata da una corrispondente confessione in parole. "E dissero: Jahvè, è l'Elohim; Jahvè, è l'Elohim". Le parole sono segni di un'espressione più piena.

(3) Ma alle parole devono seguire i fatti. I profeti di Baal devono ora essere sacrificati. La legge lo richiedeva. (Vedi Deuteronomio 13:1 .) Di conseguenza furono massacrati dal torrente Kison. Così fu restituito sui loro capi il massacro dei profeti del Signore. (Vedi 1 Re 18:4 , 1 Re 18:18 .)

(4) La punizione era completa. Alcuni sono dell'opinione, poiché sono menzionati solo i "profeti di Baal", che i 400 profeti di Ashere fossero assenti e siano fuggiti. Ma questo non segue, poiché i profeti di Asere potrebbero essere inclusi nella designazione di "profeti di Baal", poiché i figli di Saul sono inclusi nel suo nome. (Vedi 1Sa 31:8 -18; 2 Samuele 21:13 .

) I profeti di Ashere erano certamente presenti. (Vedi 1 Re 18:19 , 1 Re 18:20 ; anche 1 Re 19:1 ). Confessiamo il Signore. In segni : osservando i suoi sacramenti e ordinanze di culto pubblico e privato. In parole : confessarlo davanti agli uomini in tutte le occasioni opportune. Nei fatti : portare i frutti del buon vivere e sacrificare le idolatrie che ci porterebbero fuori strada.—JAM

1 Re 18:41-11

Il suono della pioggia.

Il fuoco è caduto sul sacrificio di Elia. Le persone sono convinte, rinunciano a Baal, confessano Geova supremo e manifestano la loro sincerità uccidendo i sacerdoti idolatri. Ora c'è "un suono di abbondanza di pioggia".

I. QUESTO ERA IL SUONO DELLA SALVEZZA .

1 . La pioggia era la salvezza per la nazione .

(1) Tre anni e sei mesi di siccità l'hanno portata al punto di estinzione. I cieli erano di bronzo; la terra era bruciata. La gente era annerita dal calore eccessivo e consumata dal bisogno. Il loro numero fu ridotto dalla morte; i sopravvissuti si muovevano come scheletri sui bordi delle loro tombe.

(2) Per tale il suono della pioggia è una notizia di vita. Lascia che venga, e presto, in un clima come la Palestina, la vegetazione esploderà in verzura. Ci sarà "seme per il seminatore e pane per chi mangia".

2 . Era un segno di benedizioni spirituali .

(1) Il regno della natura è stato costituito per fornire similitudini adatte al regno della grazia. La fioritura del deserto dopo la pioggia è una figura familiare di rinascita spirituale. (Vedi Isaia 35:1 .;Isa 55:10 -18.)

(2) La discesa della pioggia è una figura della discesa dello Spirito Santo sull'anima ricettiva ( Isaia 32:15 ). L'acqua, purificatrice, rinfrescante, vivificante, espone opportunamente le Sue energie; e poiché questi sono attivi , così nel battesimo l'elemento dovrebbe venire sulla persona come pioggia sulla terra passiva. (Vedi Atti degli Apostoli 2:8 , Atti degli Apostoli 2:4 , Atti degli Apostoli 2:17 , 82; Atti degli Apostoli 10:44 .)

3 . I risvegli hanno le loro premonizioni .

(1) Il suono viene prima della pioggia. Si sente nei rami degli alberi e nelle onde dei mari e dei laghi. Così è un risveglio imminente percepito nella Chiesa dall'emozione sotto la parola, dall'interesse per i servizi religiosi pubblici e privati ​​e dall'aumento dell'attività evangelistica.

(2) Questo viene ascoltato per la prima volta dallo spirituale. Elia fu il primo a sentire il rumore della pioggia in arrivo. Inizia nei cieli più alti prima di raggiungere la terra. Coloro che sono molto in preghiera hanno l'orecchio sensibile per ascoltare "da lontano". (Confronta 2 Pietro 1:9 ).

II. LE CONDIZIONI SONO STATE SODDISFATTE .

1 . Il peccato era pentito .

(1) La gente ha visto l'impotenza di Baal. Non poteva rispondere da solo. Ora erano convinti della loro follia nel sottomettersi a tale delusione. Così deve essere per ogni peccatore i cui occhi sono aperti.

(2) Hanno distrutto gli autori della loro illusione. Uccisero i profeti di Bash Nessuno scampò. Quindi, nel modo più completo, le nostre cattive concupiscenze devono essere uccise. Non deve essere lasciato loro il potere di attirarci di nuovo dalla verità.

2 . Cristo è stato accolto .

(1) Elia deve mostrarsi ad Acab come condizione di pioggia ( 1 Re 18:1 ). Achab lo accettò al punto da sottomettersi alle sue indicazioni. Ma Elia era un tipo di Cristo, senza la cui rivelazione di se stesso a noi non possiamo avere grazia spirituale. (Vedi 1 Re 17:1 ).

(2) Elia era un tipo di Cristo nella sua persona . Il suo nome (אליה e אליהו) è "Mio Dio Geova", o "Di chi è Dio", esprime l'unione di Dio e dell'uomo in Cristo.

(3) Era un tipo di Cristo anche nel suo ufficio . Tutti i profeti erano tipi dell'Unico Grande Profeta. Elijah, che era notevole tra il numero, eminentemente.

(4) Anch'egli unì al suo ufficio di profeta le funzioni del sacerdote . Offrì il sacrificio sul Carmelo. In questo sacrificio il popolo accettò Geova come Dio del patto. Così anche noi dobbiamo accettare Dio in Cristo. In segno della loro comunione con Geova sembra che abbiano banchettato con i sacrifici. Con l'olocausto c'erano senza dubbio offerte di pace, perché questi erano i soliti accompagnamenti, su cui i fedeli banchettavano. Questo era il mangiare e bere a cui Elia spinse Acab ( 1 Re 18:42 ).

(5) Anche Elia era un tipo di Cristo nel suo carattere di Intercessore . Mentre Acab e il suo popolo partecipavano alle offerte di pace, "Elia salì in cima al Carmelo, si gettò a terra e si mise la faccia tra le ginocchia". Si inchinò riverente in preghiera con la testa verso il suolo, un atteggiamento ancora osservato in Oriente. Così Cristo, nell'alto, intercede per noi.

3 . La benedizione è arrivata .

(1) Mentre Elia intercedeva, mandò il suo servo a cercare i segni della benedizione imminente. In questa parabola, in cui il profeta è ancora il tipo di Cristo, il suo servo sta per la Chiesa, il cui compito è cercare i frutti delle suppliche del Redentore. Cerchiamo così?

(2) Il servo andò, andò ancora e ancora prima di essere testimone di qualsiasi segno, in cui la lezione per noi è che mentre Cristo supplica non dobbiamo mai scoraggiarci, ma "sperare fino alla fine".

(3) Al settimo tempo la promessa apparve in una nuvola come la mano di un uomo che si levava dal mare, che doveva essere seguita da altre in rapida successione finché i cieli furono "neri di nuvole e di vento" e la terra assetata è stata visitata con copiose piogge di pioggia rinfrescante. Questo era profetico di quel settimo tempo, o "pienezza dei tempi", quando la mano di Dio agirà nel mare, o tra tutte le nazioni, e farà sorgere quella " acqua abbondante" che rinfrescherà la sua stanca eredità ( Salmi 68:9 ). . Intanto Elia mandò il suo servo da Achab, dicendo: «Imbriglia i cavalli e scendi, perché la pioggia non ti fermi».

(4) Ora la parabola è cambiata. Acab, il re d'Israele, dopo la distruzione dei profeti di Baal, cavalcando come in trionfo e assistito dalle benedizioni del cielo, è il tipo di Cristo. Così Elia corre davanti a lui nello spirito e nella potenza di Dio. Il Battista di conseguenza venne "con lo spirito e la potenza di Elia", come precursore di Cristo, nel suo primo avvento, per stabilire il suo regno spirituale .

Ma Elia, in persona, sarà il suo precursore quando tornerà, nella pienezza della sua benedizione, per stabilire un regno visibile ed eterno ( Malachia 4:5 ).

OMELIA DI J. WAITE

1 Re 18:7

Abdia.

È una prova dell'estrema miseria a cui la terra era stata ridotta dalla carestia che il re stesso con uno dei suoi più alti ufficiali, il governatore della sua casa, fosse andato in questa spedizione in cerca di acqua e pascoli. La riverenza ispirata dalla persona di Elia si vede nel comportamento di Abdia nei suoi confronti quando si incontrarono. La breve notizia che abbiamo di quest'uomo è altamente istruttiva.

I. LA SUA FEDELTA' . Il suo nome, Abdia, "servo di Geova", è indicativo della forza del suo carattere religioso. E probabilmente non era vanto vantarsi di averlo sempre sostenuto ( Abdia 1:12 ). Può sembrare strano che un uomo così buono sia stato disposto a rimanere al servizio di un tale re e di uno stato così demoralizzato e disorganizzato dallo spirito dell'idolatria. Ma nota-

1 . La fedeltà religiosa guadagna rispetto anche da coloro la cui vita è più in contrasto con essa . Achab deve aver saputo che il suo servo è rimasto fedele al Dio dei suoi padri, e il suo essere continuato in tale incarico era una testimonianza del suo valore morale e pratico. Come Giuseppe alla corte del Faraone e Daniele a Babilonia, "lo Spirito di Dio era in lui", e il re non poteva trovare nessuno più degno della sua fiducia.

Il timore di Dio è dopo tutto una delle più alte qualifiche per gli affari e le responsabilità secolari della vita, e "quando le vie dell'uomo piacciono al Signore, fa sì che anche i suoi nemici siano in pace con lui" ( Proverbi 16:7 ).

2 . Spesso è una cosa nobile stare al posto di dovere, per quanto non congeniale possa essere l'atmosfera morale . Non abbiamo motivo di credere che Abdia abbia mantenuto la sua posizione con un qualche tipo di lassismo morale. Non ha violato la sua coscienza nel mantenere la sua fedeltà laica. Naaman il Siro, nello zelo della sua nuova devozione al Dio d'Israele, chiese una dispensa di perdono se si fosse inchinato con il suo padrone nella casa di Rimmon ( 2 Re 5:18 ), ma non abbiamo nemmeno prove di tale compromesso come questo nel caso di Abdia.

Ci sono momenti in cui lo stesso principio religioso impone che gli uomini si rifiutino di abbandonare posizioni di particolare pericolo e difficoltà; ma quando la fedeltà a un maestro terreno è assolutamente incompatibile con la fedeltà a Dio, lo spirito retto non esiterà a lungo.

3 . Dio può avere qualche grande scopo da compiere per il Suo servitore in un caso del genere . La missione di Abdia potrebbe essere stata quella di mitigare il più possibile gli orrori della carestia, salvare come fece la vita dei figli dei profeti ( Abdia 1:13 ); esercitare, forse, una sorta di influenza restrittiva sulla condotta del re. In ogni caso la presenza di un tale uomo in uno degli alti luoghi della terra sarebbe una prova permanente che Dio non aveva completamente abbandonato il Suo popolo. Ogni situazione nella vita ha le sue grandi opportunità; quando non c'è modo di volgerlo in buon conto, possiamo benissimo abbandonarlo.

II. LA SUA PAURA . "Che cosa ho peccato?" ecc. Fedele come era Abdia, c'era un elemento di timidezza nella sua natura. Si ritrasse dal rischio che gli era stato imposto dall'incarico del profeta. La sua timidezza ha due aspetti.

1 . Nella misura in cui significava sfiducia nei confronti di Achab, era naturale . Conosceva fin troppo bene il suo carattere capriccioso e dispotico, e non poteva contare né sulla sua giustizia né sulla sua clemenza. "Le tenere misericordie degli empi sono crudeli" ( Proverbi 12:10 ). "Non lasciarmi cadere nelle mani dell'uomo", ecc. ( 2 Samuele 24:14 ).

2 . In quanto significava sfiducia in Elia o nella provvidenza protettiva di Dio, era sbagliato . Poteva pensare che il profeta avrebbe abusato della sua fiducia, o che Dio si sarebbe dimentico di lui e, dopo avergli permesso, non per colpa sua, di essere coinvolto in un pericolo, lo avrebbe lasciato al suo destino? Questo mostra debolezza, ed era indegno del personaggio che portava. Gli uomini migliori hanno le loro stagioni di debolezza e talvolta, sotto la pressione di circostanze insolite, non riescono a mantenere le stesse virtù per le quali sono più distinti. Il mite Mosè di spirito è impetuoso; il santo David fallisce in preda a una passione umiliante; il coraggioso Peter si dimostra un codardo.

III. IL TRIONFO DELLA SUA FEDELTA ' OLTRE LA SUA PAURA . La solenne asseverazione di Elia ( Abdia 1:15 ) risveglia in lui lo spirito più coraggioso, ed egli risponde alla chiamata e va incontro ad Achab. Quando c'è una vera nobiltà di carattere in un uomo, una parola, un lampo di luce sulla realtà della situazione, sarà spesso sufficiente per spingerlo a mettere in campo tutte le sue forze e scrollarsi di dosso l'incantesimo di sentimenti più meschini che può per un mentre sono caduti su di lui.-W.

1 Re 18:21

Una solenne alternativa.

Deve essere stato per speciale direzione divina che Elia fu così spinto a mettere alla prova pubblica le relative affermazioni di Dio e di Baal. L'ordine di radunare i sacerdoti e il popolo sul Carmelo fu un ordine al quale Achab, per quanto provocatorio, non osò resistere. Possiamo supporre che queste parole siano state pronunciate poco prima della crisi della tragedia, quando la gente attendeva in un silenzio e un'ansia senza fiato sulla questione.

Niente è più impressionante di una pausa come questa prima di una catastrofe prevista. Il profeta lo migliora facendo un breve e acuto appello al giudizio e alla coscienza del popolo. "Per quanto?" ecc. La sua voce di severo, ma addolorato, rimprovero deve aver colpito nel profondo di molti cuori; ma "non gli risposero una parola". "L'arresto tra due opinioni" era probabilmente una descrizione fedele della condizione mentale della grande massa del popolo.

Alcuni, senza dubbio, erano ciechi devoti dell'idolatria regnante; altri acconsentivano ai suoi riti, e li praticavano per timore della pena della resistenza, o nella speranza di qualche forma di ricompensa secolare. Ma la maggior parte di loro era proprio in questo stato di esitazione morale, piegata a volte da una parte ea volte dall'altra, influenzata dalle influenze che in quel momento erano più forti su di loro.

Era il difetto fatale del loro carattere nazionale, la triste eredità dei tempi passati: la provocazione di "quarant'anni" nel deserto".

I. LA RESPONSABILITÀ DI OGNI UOMO COME RIGUARDA I SUOI PROPRI RELIGIOSE PARERI . Che le persone siano rimproverate per "fermarsi tra due" implica il loro potere e il loro obbligo di decidere. "Opinioni", giudizi mentali, convinzioni (marg.

"pensieri"), sono la radice da cui crescono i frutti di ogni sentimento e azione religiosa. Qui sta il segreto potere guida e formativo della vita di un uomo. "Come un uomo pensa nel suo cuore, così è." Si pensa che ispira affetto, plasma il carattere, guida la volontà, determina la condotta, governa l'uomo. Non possiamo esagerare bene l'importanza della relazione che il pensiero ha con i più alti interessi del nostro essere.

Ma come si determinano questi nostri "pensieri"? Le idee e le credenze religiose di ogni uomo, dicono alcuni, sono determinate per lui da mille influenze sulle quali non ha alcun controllo: dalla prima educazione, dai libri che gli capita di incontrare, dalle associazioni umane, dal temperamento nativo, dalla conformazione del cervello, ecc. C'è una parte di verità in questo che non osiamo ignorare. Queste cose hanno molto a che fare con la questione, e il fatto dovrebbe modificare il nostro giudizio sulla posizione mentale degli altri in relazione alla verità religiosa, e insegnarci a guardare con attenzione l'incidenza su noi stessi di tali influenze.

Molti di noi devono le proprie credenze cristiane molto più di quanto immaginino alla forza delle circostanze favorevoli. Possiamo ben ringraziare Dio che sia così; poiché come piangiamo pensando a quante cose ci sono che tendono a distorcere la verità e nasconderla agli occhi dell'uomo, così ci rallegriamo che ci siano tanti canali attraverso i quali la Luce della Vita può trovare la sua strada nell'anima. Ma comunque sia, Dio tiene ciascuno di noi in obbligo di pensare da sé, giudicare da sé, credere da sé; usare con rettitudine di spirito tutti i mezzi a sua disposizione per la formazione di rette opinioni, per accogliere e seguire la luce che risplende dal cielo sul suo cammino.

II. IL DOVERE DI UN PRATICO TRASPORTO OUT DI UN 'S PROPRIE ONESTI CONVINZIONI . "Se il Signore è Dio, seguilo". Il sorprendente "segno" che stava per essere dato loro era destinato a decidere questa grave alternativa.

"Il Dio che risponde con il fuoco, sia Dio". Era una grande condiscendenza da parte di Geova sopportare che le sue affermazioni fossero messe in apparente competizione con quelle di Baal. Ma il profeta vorrebbe che la decisione del popolo scaturisse da una vera convinzione, e che tale convinzione fosse basata su prove sufficienti. E poi lascia che sia una decisione pratica: definitiva, conclusiva, manifesta. Che ci sia fine a tutta questa miserabile esitazione, questa vergognosa sottomissione alla guida di Acab, Jezebel e al sacerdozio di Baal, questo oscuro disonore fatto al Dio d'Israele dalla moltiplicazione in tutta la terra dei boschetti e degli altari pagani.

Tutti i veri pensieri e opinioni religiosi fanno riferimento a una vita vera. Sono vuote e prive di valore a meno che non siano consumate in litigi. "La fede senza le opere è morta essendo sola" ( Giacomo 2:17 ). Una pesante condanna grava su coloro che « professano di conoscere Dio, ma con le opere lo rinnegano » ( Tito 1:16 ). È una fatale incoerenza credere in un Dio e tuttavia non "seguirLo". Hai vere idee e convinzioni religiose? Traduci il tuo pensiero in vita.

III. L'URGENZA DI LA NECESSITÀ DI QUESTA PRATICA DECISIONE . "Per quanto?" ecc. Possiamo supporre che il profeta non fosse solo impressionato dal ritardo di quella generazione nel dichiarare una volta per tutte per il servizio di Geova, ma con il ricordo della stanca provocazione del passato, Quando Israele sarà vero e saldo in lei fedeltà al suo Dio e Re? Iris sotto ogni aspetto irragionevole, poco virile e infinitamente pericoloso lasciare che la questione della tua posizione religiosa rimanga irrisolta. — W.

OMELIA DI A. ROWLAND

1 Re 18:21

Indecisione religiosa.

Descrivi il raduno della gente sul Monte Carmelo: le sofferenze che avevano sopportato dalla lunga siccità; l'ardente attesa dei segreti adoratori di Geova, e la ricomparsa del profeta Elia; la generale disponibilità ad obbedire alla convocazione per assistere a una gara decisiva, ecc. La discesa nell'idolatria nazionale era stata graduale . Un passo aveva reso il successivo facile, ea volte inevitabile, fino a quel momento la nazione prescelta era nel più profondo degrado.

Di questo molti di loro erano a malapena coscienti. Avevano seguito l'esempio dato dalla corte senza rimostranze e senza riflessione. L'occasione per una riflessione era finalmente arrivata . Elia si gettò bruscamente nella corrente della vita nazionale, come una roccia gigantesca nel ruscello, che non può essere a sua volta agitata, ma la cui presenza deve farsi sentire e può deviare il ruscello in un altro canale.

La prova che proponeva alla gente era ovviamente equa ; anzi, sembrava dare ogni vantaggio agli adoratori di Baal. Non era il fuoco ma la pioggia che richiedeva la terra assetata; ma se avesse detto: "Il Dio che risponde mediante la pioggia, sia Dio", i sacerdoti di Baal potrebbero obiettare che non era l'acqua ma il fuoco che il loro Dio poteva governare. Elia avrebbe combattuto contro l'idolo sul terreno che aveva scelto.

Mostra quanto spesso sembra che venga dato vantaggio agli avversari di Dio, come se fosse loro permesso di individuare la migliore causa possibile, ma tutto senza alcun effetto. La saggezza del mondo è stata lasciata ai nemici della Chiesa. Alla gente non veniva chiesto di fare ciò che era irrazionale, ma doveva avere prove, e queste prove dovevano essere adattate al loro carattere sensuale. La religione si rivolge all'uomo come a un essere razionale. Il peccato di cui Elia accusò la gente del Carmelo fu l'indecisione religiosa, che ora consideriamo.

I. LA CONDIZIONE DI INDECISIONE .

1 . Implica qualche chiarimento su argomenti religiosi . Molti pagani esistono anche in una terra cristiana. Vivendo all'ombra dei nostri santuari, sono profondamente ignoranti di Dio, delle sue affermazioni e del suo vangelo. Non si fermano "tra due opinioni", perché non hanno opinioni sulla vita religiosa, ma sono decise nella loro empietà. Tale non era la condizione di Israele, né dei suoi rappresentanti moderni. Non c'è mancanza di conoscenza intellettuale della verità scritturale di cui si lamenta qui.

2 . Implica contraddizione tra teoria e pratica . Gli israeliti non avrebbero negato le interposizioni divine del passato, e molti avrebbero ammesso che il tempio di Gerusalemme era originariamente il vero luogo di culto, ecc. Come alcuni a Creta, ai giorni di Paolo, "professano di conoscere Dio, ma nelle opere lo rinnegano».

3 . Implica insoddisfazione per la condizione presente . Erano come uomini desiderosi di qualcosa che non hanno ancora deciso di cercare. Così ad Atene, alcuni che ascoltavano Paolo sentivano che le sue parole erano così sagge e pesanti che esclamavano: "Ti ascolteremo ancora su questa faccenda". Erano mossi da sentimenti transitori, come Felice ( Atti degli Apostoli 24:25 ) e Agrippa ( Atti degli Apostoli 26:28 ). A tutti questi viene questa protesta contro l'esitazione.

II. LE CAUSE DI INDECISIONE .

1 . Voglia di considerazione premurosa . Molti speculano sulla religione che non hanno mai gridato: "Cosa devo fare per essere salvato?" Una vita frenetica li distoglie dal pensiero serio, i loro poteri sono assorbiti negli affari mondani. Oppure una frivola abitudine mentale può rivelarsi la loro rovina.

2 . Mancanza di coraggio personale . Sotto il governo di Izebel ci sarebbe voluto coraggio per diventare adoratori di Geova. Date esempi delle difficoltà che affliggono gli uomini seri nella vita moderna, la necessità che talvolta sorge per il vero eroismo da parte di coloro che vogliono seguire Cristo.

3 . Tendenza alla procrastinazione . Oggi è dedicato a ciò che è evidente ai sensi, domani a ciò che riguarda l'anima. Esempi:

III. LE CONSEGUENZE DELLA INDECISIONE .

1 . Aumento delle difficoltà . Le cattive abitudini crescono in forza. Il semplice spruzzo di edera può essere raccolto dalla mano di un bambino, ma dopo la crescita degli anni, sebbene stia uccidendo l'albero, non puoi strapparlo. Un uomo mondano che ora è impermeabile al bene non ha mai voluto essere quello che è, ma si aspettava che quando lo stress di creare la sua posizione fosse finito avrebbe avuto tempo e inclinazione per occuparsi degli affari dell'anima. Impercettibilmente Dio sembra averlo "consegnato a una mente reproba, perché non ha scelto di ritenere Dio nella sua conoscenza".

2 . Perdita di opportunità . Anche se fosse più facile decidere per Dio l'anno prossimo, sarebbe una follia rimandare. "Non vantarti del domani", ecc. Leggi la parabola del ricco stolto — Luca 12:3 . Rovina irreparabile . Se l'opportunità di Dio viene persa, non sarà ricreata dopo la morte. Guarda come Cristo parlò di Cafarnao, di Corazin e di Gerusalemme.

"Ma ora sono nascosti ai tuoi occhi." "Chi è sporco, sia ancora sporco." Di fronte a tali sanzioni premere a casa la domanda sul indecisi: "Fino a fermare voi i due piedi?" - AR

1 Re 18:44

La preghiera di Elia per la pioggia.

Le meraviglie che accompagnarono il ministero di Elia non furono prodigi senza senso. Coloro che mettono in dubbio la saggezza dei miracoli dovrebbero ricordare che la condizione di coloro a cui erano destinati li rendeva necessari. Gli uomini sensuali devono imparare attraverso i loro sensi, e gli adoratori della forza materiale devono essere accolti da manifestazioni fisiche di potere. Non cerchiamo di istruire un bambino con un tema, o di convincere un selvaggio con un sillogismo.

Dio poteva parlare direttamente ai patriarchi devoti; ma quando gli adoratori di Baal dovettero sapere che c'era un Dio vivente, videro il fuoco dal cielo e udirono lo scoppio di una tempesta dopo anni di siccità. L'idolatria era stata appena spazzata via da un turbinio di esecuzioni popolari. Era quindi giunto il momento di rimuovere la maledizione. Elia con una premonizione della pioggia lontana ordinò al re e al popolo di mangiare della festa sacrificale, mentre lui saliva sul monte a pregare.

Sei volte il suo servo salì sulla vetta più alta del Carmelo e tornò per dire che non c'era segno di cambiamento; ma la settima volta, guardando la distesa azzurra del Mediterraneo, vide una nuvola minuscola come la mano di un uomo, che era il pegno di una preghiera esaudita, perché presto i cieli furono "neri di nuvole" e sulla terra assetata c'era "una grande pioggia". Trattando gli eventi della storia dell'Antico Testamento, dobbiamo guardarci dal dare un'interpretazione fantasiosa che non può essere ragionevolmente giustificata; ma non dobbiamo dimenticare, d'altra parte, che tali incidenti rivelano grandi principi che percorrono tutta l'economia di Dio, nel mondo morale come in quello fisico.

I. IL SPIRITUALE SIGNIFICATO DI LA BENEDIZIONE ricercato . Il Nuovo Testamento ci giustifica nel considerare la pioggia per la quale Elia pregò come un simbolo dello Spirito Santo, senza il quale i nostri cuori sono sterili e il mondo morale è morto. Vedi, per esempio, con quanta audacia l'autore dell'Epistola agli Ebrei evolva dal tabernacolo ciò che coloro che lo hanno costruito poco immaginavano.

Prendiamo come un altro esempio l'allusione che Paolo fa alla roccia nel deserto, in cui dice con enfasi: "Quella roccia era Cristo". Ricorda i passaggi in cui la discesa dello Spirito è paragonata al venir meno della pioggia e al distillare la rugiada. Punti di analogia: i motivi su cui viene negata la benedizione celeste; la miseria che segue la sua assenza; la preparazione e la preghiera per la sua venuta; la successiva fertilità della terra arida, ecc.

I peccati della nostra epoca non sono dissimili da quelli del tempo di Elia, sebbene abbiano una forma meno grossolana. Ne sono esempi gli snervanti lussi della civiltà, l'indifferenza di molti al declino della religione, la deificazione della forza e della lussuria. C'è stato un abbandono del Signore da parte del suo popolo, e quindi questa sterilità del bene, nonostante tutta la nostra fatica; perché c'è una trattenuta delle benevole influenze dello Spirito Divino. Possa Egli "scendere come pioggia sull'erba falciata e come acquazzoni che innaffiano la terra".

II. IL SPIRITUALE PREPARAZIONE PER LA BENEDIZIONE PROMESSO .

1 . Dimenticanza di sé . A Elia era stato provveduto personalmente, e non gli sarebbe mancato nulla. Il suo cuore sanguinava, tuttavia, per le persone sofferenti. Per loro ha pregato. Vogliamo che un'anima di questo tipo sia più gravosa da parte di genitori e pastori.

2 . Riforma . Con l'esecuzione dei falsi profeti, Elia aveva fatto tutto ciò che era in lui per eliminare il male. I peccati sono ostacoli sulla via delle benedizioni discendenti. Non possiamo vincere lo Spirito Santo con una buona condotta, ma possiamo ostacolare la Sua opera con il nostro peccato. Il peccato è una sbarra attraverso le chiuse della benedizione, e deve essere rimossa o rotta prima che il canale asciutto possa essere allagato.

3 . Preghiera. È nell'epistola di Giacomo che ci viene detto che le preghiere di Elia portarono sia la siccità che la pioggia. Il fatto che il profeta abbia udito il suono dell'abbondanza della pioggia ha stimolato la sua supplica, e non l'ha impedita. Non sosteneva che Dio avrebbe mandato la tempesta sia che avesse pregato o meno, ma credeva che la ricezione della benedizione fosse inseparabilmente connessa con l'offerta della preghiera. Allo stesso modo lo Spirito Santo è stato promesso ai discepoli, ma si sono incontrati per pregare fino alla sua venuta. "Chiedi e ti sarà dato."

4 . Vigilanza . Elia era così sicuro della fedeltà e della bontà di Dio che mandò sette volte il suo servo a cercare il minimo segno di pioggia. Abbiamo bisogno di vigilanza per i seguenti motivi:

(1) La risposta alla preghiera non arriva sempre quando e come ce l'aspettiamo . E . g ; chiediamo la santità, e Dio manda una malattia, in cui il nostro mormorio chiude il nostro cuore contro la stessa benedizione che poi si avvicina a noi. Oppure preghiamo per la spiritualità, e ne abbiamo la possibilità presentata in qualche gioia inaspettata, che troppo spesso ci rende più mondani che grati.

Oppure imploriamo Dio per la salvezza di nostro figlio; e poiché non osserviamo, non riusciamo a riconoscere il segno e il pegno dell'opera dello Spirito Santo nell'interrogativo ansioso e nella preghiera semplice del bambino.

(2) La risposta alla preghiera può essere ritardata a lungo . Elia non fu scoraggiato nemmeno dalla sesta ripetizione della frase disperata: "Non c'è niente". Eppure proprio quel giorno il suo unico grido sincero aveva istantaneamente fatto scendere il fuoco dal cielo. Quante volte, come il Salmista, diciamo: "Dio ha dimenticato di essere misericordioso?... Attendi il Signore, aspettalo pazientemente".

(3) La risposta alla preghiera può iniziare in ciò che sembra insignificante . Una nuvola delle dimensioni di una mano d'uomo, difficilmente descrivibile all'orizzonte, è bastata per trasferire in lode la preghiera di Elia. Poco di per sé, fu l'inizio di una gloriosa benedizione. Il battesimo dello Spirito Santo non riempirà improvvisamente il mondo di adoratori; ma si vedrà, forse, nel volgersi a Dio di un ragazzo, che dimostrerà l'Elia della sua età; o nella nuova luce data a chi è stato a lungo nell'ombra del dubbio; o in qualche santo proposito, qualche nobile pensiero che preannuncia benedizione al mondo. Per quanto leggero e insignificante possa sembrare, accoglilo con gratitudine, e continua a sperare, e aspetta e prega, finché Egli "verrà e farà piovere giustizia su di noi".—AR

OMELIA DI J. URQUHART

1 Re 18:21-11

Il Dio che risponde col fuoco.

I. ISRAELE 'S SIN ( 1 Re 18:21 ).

1 . La sua natura : indecisione, mancanza di devozione sincera; "Quanto tempo ti fermi?" ecc. Cercarono di combinare entrambi i culti, inchinandosi dinanzi a Geova in segreto e pubblicamente davanti a Baal nelle assemblee comandate dalla corte. Ci sono due che oggi si contendono la nostra devozione e servizio: il mondo e Dio ( 1 Giovanni 2:15 ). Il mondo ha le sue ricompense e le sue richieste; Dio ha i suoi.

2 . La sua follia . Entrambi non possono essere serviti. Ciò che costruiamo in obbedienza all'uno, lo abbattiamo in obbedienza all'altro. "Se il Signore è Dio, seguilo", ecc.

3 . La necessità del suo abbandono . Il messaggero inviato ad annunciare la benedizione ( 1 Re 18:1 ) deve prima convincere del peccato e assicurarsi che sia rimosso. Le benedizioni di Dio stanno alle porte, ma possono entrare solo quando i nostri peccati vengono scacciati.

II. LA SFIDA ( 1 Re 18:22-11 ).

1 . Un falso test rifiutato . Baal sembrava trionfante. Elia era solo, i profeti di Baal erano molti, eppure la causa doveva ancora essere decisa. Le pretese di una fede non si stabiliscono contando i suoi aderenti e soppesando la loro influenza. La verità è spesso rimasta sola, e potrebbe rimanere sola di nuovo.

2 . Il vero test proposto . Le affermazioni di Baal e di Geova sono messe alla prova. C'è ira contro la terra; che ne rimuoverà la causa? Con quale sarà accettata l'offerta per il peccato deposta sull'altare e l'iniquità sarà rimossa? Quella prova che da sola ha soddisfatto il bisogno di Israele potrebbe da sola provare il Dio di Israele.

3 . Il vero test accettato . "E tutto il popolo rispose e disse: È ben detto". La risposta di Israele sarà ancora il grido di tutte le nazioni. Il cuore del mondo riconoscerà ancora l'opera del vero Dio.

III. LA DECISIONE ( 1 Re 18:25-11 ).

1 . Baal ha provato e trovato mancante .

(1) La prima scelta fu data ai sacerdoti di Baal. Il mondo ha avuto abbastanza tempo per provare la verità delle sue pretese e per mostrare se può soddisfare il bisogno dell'uomo. Il sacrificio è rimasto a lungo sul suo altare.

(2) La serietà dei falsi profeti. Il fallimento non è dovuto alla mancanza di sforzo da parte dei devoti del mondo. Non c'è sentiero che non sia stato percorso per scoprire se il mondo ha qualcosa per soddisfare il grido dell'anima dell'uomo; non c'è sacrificio che ha richiesto che sia stato trattenuto.

(3) La loro perseveranza. Il mezzogiorno, l'ora della potenza del sole, era passato, eppure piangevano e si tagliavano ancora, ecc. La fede sconfinata e gli sforzi instancabili degli adoratori del mondo.

(4) Il fallimento. Il sacrificio giaceva inconsumato sull'altare, giaceva immobile là che si affrettava a corrompersi, quando calava l'oscurità e i sacerdoti giacevano bagnati nel loro sangue.

2 . Dio ha provato e dimostrato .

(1) L'altare di Dio costruito di fronte alla sconfitta del mondo ( 1 Re 18:29 , 1 Re 18:30 ). Fu allevato verso l'ora del sacrificio serale . "Nella pienezza dei tempi." "Dopo che nella sapienza di Dio il mondo per mezzo della sapienza non ha conosciuto Dio, si è compiaciuto", ecc. ( 1 Corinzi 1:21 ). La vanità della via del mondo fu provata prima che Cristo si manifestasse.

(2) L'altare era quello su cui Dio era stato servito prima ("Egli riparò l'altare del Signore che era rotto"). Ciò che era perduto nel primo è restaurato nel secondo Adamo. Il sacrificio accettato deve essere offerto su una virilità perfetta.

(3) Dio si è dimostrato al massimo (33-35). Non c'è nulla dove è posto quel sacrificio che il fuoco di Dio non accenderà e non cambierà nella gloria in cui quel sacrificio stesso è elevato.

(4) La risposta. Il fuoco cadde; il sacrificio accettato è salito in una fiamma viva che ha acceso tutte le cose intorno a sé: legno, pietre, polvere, acqua. Non possiamo mettere alla prova Dio a modo suo senza ricevere una risposta che sollevi dal profondo del cuore il grido: "Il Signore, è Dio".

IV. LA SENTENZA DI LE FALSE PROFETI . La manifestazione della gloria di Dio è l'ora del rovesciamento del peccato. — JU

1 Re 18:41-11

Il ritorno della benedizione.

I. ELIA 'S GARANZIA DI DIO ' S MISERICORDIA . "C'è un suono di abbondanza di pioggia", ma era solo un suono nell'orecchio del profeta .

1 . Il fondamento dell'assicurazione .

(1) Dio aveva promesso (per. 1), avrebbe quindi adempiuto la Sua parola.

(2) Il lavoro preliminare che Egli lo aveva mandato a fare fu compiuto. Il cuore della gente era trasformato. Il loro peccato fu mondato. Anche la maledizione sarebbe stata sicuramente rimossa. Costruiamo una fiducia ancora più forte sulla coerenza di Dio. "cravatta che non ha risparmiato suo figlio", ecc.

2 . L'uso che ne ha fatto . "Egli disse ad Acab", e attraverso di lui a tutto Israele: "Alzati", ecc. L'opera del credente è di confortare il popolo di Dio e rafforzare la loro aspettativa di bene.

II. IL SUO PREVALENTE CON DIO .

1 . La certezza di Dio ' misericordia s non esclude la preghiera . "Achab salì per mangiare e bere", ma "Elia salì in cima al Carmelo". Il mondano può aspettarsi il bene e non sapere nulla della supplica; non così con l'uomo di Dio. L'attesa non è che un incoraggiamento alla preghiera. Il desiderio che la benedizione arrivasse subito e facesse germogliare il seme della fede nel cuore della gente, rendeva a Elia più necessaria la preghiera sincera che il ristoro che il suo corpo bramava.

2 . L'umiltà assoluta del vero adoratore . "Si gettò sulla terra". Il suo volto era nascosto. L'uomo che sta più vicino a Dio è il più umile di tutti gli adoratori di Dio.

3 . La sua importunità . Non cessò finché la sua preghiera non fu esaudita. Più e più volte il servo fu mandato finché non fu vista la piccola nuvola.

III. IL SUO TENTATIVO DI PREVALERE CON L' UOMO .

1 . Il suo messaggio a Acab ( " Preparare, " etc.) ha mostrato la sua cura per il re . Era nemico del peccato, ma non dell'uomo.

2 . Lo ha onorato . Egli "corse davanti ad Acab all'ingresso di Izreel". Il potente profeta divenne il servo del re errante. I ministri di Dio devono cercare di vincere i peccatori così come di punire il loro peccato. L'odio e il disprezzo non avanzeranno né la causa di Dio né il benessere dell'uomo. — JU

OMELIA DI E. DE PRESSENSE

1 Re 18:1

Elia e i profeti di Baal.

Elia è ora pronto per il suo lavoro. Colui che lo aveva mandato nel deserto ora gli comanda di entrare in aperto conflitto con l'idolatria. Dio gli fa conoscere la sua volontà in due modi.

I. DA UN IMPULSO INTERIORE .

II. ATTRAVERSO IL SUO INCONTRO CON IL GIOVANE ABADIAH , protettore dei profeti e fedele servitore di Dio in mezzo alla corte impura di Acab. Sta a noi cercare una tale duplice certezza della volontà di Dio. Non accontentiamoci di un impulso interiore, per non lasciarci sviare da un misticismo illusorio; guardiamo anche alle indicazioni della Provvidenza.

La saggezza che discende dall'alto non è una guida cieca; può dare una spiegazione ragionevole dei suoi motivi. Impara a leggere insieme la volontà di Dio nel libro del cuore e in quello della Provvidenza. Nella sua decisiva intervista ad Acab, Elia ci mostra come dobbiamo lottare contro l'idolatria che è sempre alla radice di ogni dottrina ostile a Dio.

1 . Il primo elemento di forza è il suo coraggio virile e indomito . Alla domanda insolente del re: "Sei tu colui che turba Israele?" egli risponde: "Io non ho turbato Israele, ma tu e la casa di tuo padre, perché avete abbandonato i comandamenti del Signore e avete seguito i Baalim" ( 1 Re 18:18 ). Vincerà nella battaglia per il diritto solo colui che non teme di denunciare, senza batter ciglio, il peccato del suo popolo, e di dire, come Giovanni Battista ai potenti, sia nell'ambito della società che della scienza, "Non ti è lecito" ( Matteo 14:1 ). Dovunque sia il peccato, la testimonianza della verità e della giustizia deve prima colpire la coscienza prima di tentare di convincere la mente.

2 . Tutto nel linguaggio di Elia respira piena certezza di vittoria . Sa di avere dalla sua parte quella forza di Dio che ha dimostrato. Credere che saremo vittoriosi è già aver vinto a metà la battaglia.

3 . L'arma irresistibile di Elia è la preghiera . "Ascoltami, o Signore, ascoltami, affinché questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che hai riconvertito il loro cuore" ( 1 Re 18:37 ). Se ora distogliamo lo sguardo da Elia stesso al piano che ha proposto di perseguire nella sua guerra contro l'idolatria, vedremo che oggi non è possibile di meglio per noi.

Non moltiplica gli argomenti nel trattare con i suoi avversari; li incontra sul terreno comune dell'esperienza. Dà dimostrazione pratica piuttosto che teorica della potenza di Dio. Ecco i sacerdoti di Baal radunati sul monte Carmelo. Dalla loro parte ci sono il popolo, il favore del re, la fiducia del pubblico. Elia è solo, eppure sente di non essere solo, perché Dio è con lui.

Il cielo, chiuso per lunghi mesi contro la pioggia fertilizzante, a castigo della perversità d'Israele, sembra una volta di ferro e di bronzo. Si scioglierà mai di nuovo e diffonderà la vita in soffici piogge rigeneranti sulla terra? Invano Achab ha mandato i suoi servi su e giù per il paese; le sorgenti d'acqua sono tutte fallite. L'unica domanda in tutti i cuori è: quale intercessione può valere per far scendere ancora una volta la pioggia dal cielo? Elia propone ai sacerdoti di Baal una sfida piena di amara ironia.

Non lo faccia lecitamente, come messaggero di Colui del quale è detto: «Dei potenti che si esaltano contro di lui riderà»? ( Salmi 2:4 ). Invano i sacerdoti piangono, saltano e si tagliano con le pietre, nei loro riti selvaggi, dal loro idolo sordomuto non esce voce di risposta, ma alla preghiera di Elia i cieli si riaprono e il suo Dio si rivela nella gloria della sua potenza.

Campioni del vero Dio, il Dio del vangelo, lo difendono, come fece Elia, contro l'idolatria insolente del materialismo, o del panteismo che erige un idolo mostruoso come l'antico Baal. Sii audace, come Elia, nel mostrare agli idolatri quanto profondamente sono caduti. Credi nella vittoria della tua causa; usa l'arma invincibile della preghiera; e a coloro che invano hanno cercato l'acqua viva nelle cisterne rotte della terra ( Geremia 2:13 ), mostrate i cieli aperti e la pioggia benevola che scenda su tutti i cuori spezzati e reca le benedizioni di una piena redenzione.

Date alla nostra generazione questa prova pratica conclusiva. Incontra il positivismo dell'infedele con il positivismo del cristiano. Questo è il mezzo più sicuro per abbattere l'idolo nella polvere, senza ricorrere a quella spada sterminatrice che il profeta dell'antica alleanza era comandato di tirare sui sacerdoti idolatri. Viviamo in un'altra dispensazione, e la nostra è quella spada dello Spirito che ferisce solo per guarire. — E. de p.

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